
La maxi-fusione Paramount-Warner si arena tra Oregon, azioni legali USA e rinvii europei
L’operazione da 110 miliardi di dollari subisce un nuovo slittamento al 22 luglio, mentre il Cade brasiliano dà il via libera tecnico e diversi Stati americani preparano una causa antitrust.
La data di chiusura dell’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount slitta ancora: l’ufficio del procuratore generale dell’Oregon ha comunicato che la società non concluderà l’operazione prima del 22 luglio, una settimana in più rispetto al precedente termine del 16 luglio. Il rinvio è legato a un’indagine avviata dallo Stato, che ha chiesto a un tribunale della contea di Multnomah di ordinare la consegna di documenti e di posticipare di 60 giorni la finalizzazione dell’accordo per consentire l’esame del materiale. La mossa si inserisce in un quadro di crescente scrutinio antitrust a livello statale, mentre a livello federale l’amministrazione Trump mantiene un atteggiamento più accomodante verso le grandi concentrazioni.
In Brasile, la Superintendência-Geral del Cade ha approvato senza restrizioni la fusione, giudicando sufficiente la concorrenza residua di player come Disney, Sony e distributori indipendenti per scongiurare rischi di posizione dominante. L’analisi tecnica ha esaminato i mercati della distribuzione cinematografica, dello streaming e del licensing, concludendo che la quota combinata di Paramount+ e HBO Max nel segmento on-demand resta sotto la soglia del 20%, in un ecosistema guidato da Netflix e seguito da Disney e Globoplay. Il parere, firmato dal superintendente Felipe Roquete, diventerà definitivo se entro 15 giorni nessun consigliere del tribunale amministrativo ne chiederà la revisione.
Sul fronte europeo, Paramount ha offerto rimedi per rispondere ai rilievi della Commissione, tra cui l’abbandono della joint venture di distribuzione cinematografica con Universal Pictures. Bruxelles ha così esteso la scadenza per la decisione dal 7 al 22 luglio, allineandosi di fatto al nuovo orizzonte temporale dettato dall’Oregon. Secondo fonti vicine al dossier, l’azienda confida che queste concessioni possano sbloccare il via libera comunitario, ma il percorso resta accidentato.
Negli Stati Uniti, diversi procuratori generali – con la California in prima linea – stanno preparando un’azione legale che potrebbe essere depositata già la prossima settimana per bloccare l’intesa. Le preoccupazioni, condivise da associazioni di consumatori e gestori di sale cinematografiche, riguardano possibili aumenti dei prezzi degli abbonamenti streaming, tagli al personale e una riduzione dell’offerta di film. Paramount replica che l’unione consentirebbe di affrontare la concorrenza per pubblico e talenti, promettendo 30 uscite annuali. L’amministratore delegato David Ellison ha accettato di versare agli azionisti Warner una “ticking fee” di 0,25 dollari per azione a trimestre (circa 650 milioni di dollari) se l’operazione non sarà chiusa entro ottobre, un costo che lieviterebbe in caso di lunghi contenziosi. Il prossimo snodo cruciale è l’eventuale richiesta di un’ingiunzione da parte degli Stati, che potrebbe congelare l’integrazione e i relativi risparmi per mesi.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.70 | critical |
| Stampa africana subsahariana | 0.00 | neutral |
Il Brasile approva la fusione, ma gli stati americani minacciano di bloccare. La concorrenza è sufficiente, ma le autorità statunitensi vedono rischi.
Enfatizza la decisione tecnica del Cade per legittimare l'operazione, mentre presenta le minacce statunitensi come ostacoli esterni, non come problemi intrinseci.
La Russia denuncia l'accordo come dannoso per la concorrenza e sostenuto solo dalle grandi corporation, mentre attori e sceneggiatori si oppongono.
Enfatizza l'opposizione di attori e sceneggiatori per creare un fronte ampio contro l'accordo, presentandolo come impopolare.
Omette l'approvazione del Cade brasiliano, che mostra che non tutte le autorità sono contrarie.
Gli stati americani, guidati dalla California, si preparano a fare causa per bloccare la fusione, proteggendo la concorrenza.
Presenta l'azione legale come imminente e inevitabile, usando fonti anonime per creare urgenza.
Non menziona l'approvazione del Cade brasiliano né il rinvio dell'Oregon, presentando la causa come l'unico ostacolo.
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