
La Corte Suprema amplia i poteri di Trump ma salva l’indipendenza della Fed
Con due sentenze contrastanti, i giudici ribaltano un precedente del 1935 sulle agenzie indipendenti ma bloccano il licenziamento della governatrice Lisa Cook.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha ridisegnato lunedì i confini del potere presidenziale, consegnando a Donald Trump un’inedita autorità di rimozione sui vertici delle agenzie federali indipendenti e, al tempo stesso, preservando l’autonomia della banca centrale. Con sei voti contro tre nel caso Trump v. Slaughter, la maggioranza conservatrice ha dichiarato incostituzionali le tutele che dal 1935 impedivano al presidente di licenziare senza giusta causa i commissari della Federal Trade Commission e di altri organismi di regolazione. Il presidente ha celebrato la decisione come «una delle più importanti mai emesse sui poteri presidenziali». In un secondo pronunciamento, tuttavia, cinque giudici – compresi il presidente John Roberts e il conservatore Brett Kavanaugh – hanno respinto il tentativo di Trump di rimuovere immediatamente la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook, accusata di frode ipotecaria, stabilendo che il licenziamento non può avvenire «per qualsiasi motivo o senza motivo» e che Cook non ha ricevuto le garanzie procedurali previste dalla legge.
La doppia pronuncia riflette una tensione giuridica che attraversa la stessa maggioranza conservatrice. Secondo l’opinione di Roberts, il caso Slaughter supera definitivamente il precedente Humphrey’s Executor, ritenuto un’anomalia che limitava il controllo del capo dell’esecutivo su funzionari che esercitano poteri esecutivi. Di contro, la sentenza Cook affonda le radici in una ricostruzione storica che fa risalire l’indipendenza della banca centrale ai primi istituti di credito nazionali, sottolineando come i governatori della Fed non servano «a piacimento del presidente» ma godano di mandati quattordicennali protetti. La governatrice, nominata da Joe Biden nel 2022, ha dichiarato che la decisione «riconosce che l’indipendenza della Federal Reserve è essenziale per adempiere il mandato del Congresso di stabilità dei prezzi e piena occupazione».
Le implicazioni per l’architettura amministrativa americana sono profonde. L’abrogazione del precedente del 1935 espone alla rimozione politica i vertici di oltre due dozzine di agenzie – dal National Labor Relations Board alla Securities and Exchange Commission – e consente a un presidente di allineare interamente tali organismi alla propria agenda, secondo gli analisti di Washington. La giudice liberal Sonia Sotomayor, nella sua dissenting opinion, ha avvertito che la Corte consegna al presidente «un potere di gran lunga maggiore di quanto mai avuto prima, che né il popolo, né il Congresso, né la Costituzione gli hanno conferito». Per gli osservatori europei, la tenuta dell’indipendenza della Fed rappresenta un argine cruciale: un’eventuale politicizzazione della politica monetaria statunitense avrebbe ripercussioni immediate sui mercati globali e sulle decisioni della Banca Centrale Europea, già alle prese con il coordinamento delle politiche dei tassi in un quadro di tensioni commerciali transatlantiche.
Il dossier Cook resta aperto. La Corte non si è pronunciata sul merito delle accuse di frode, ma ha stabilito che la governatrice può rimanere in carica mentre il suo ricorso prosegue nei tribunali di grado inferiore. Trump ha reagito su Truth Social definendo la sentenza «una questione strettamente procedurale» e annunciando «azioni appropriate immediate» per impedire che «chi ha commesso illeciti prenda decisioni vitali per il benessere degli Stati Uniti». Il Dipartimento di Giustizia aveva aperto un’inchiesta penale sulle dichiarazioni ipotecarie di Cook, ma senza formulare capi d’imputazione. La disputa si intreccia con la più ampia offensiva dell’amministrazione contro l’autonomia della Fed, che ha già visto un’indagine sui costi di ristrutturazione della sede di Washington e pressioni pubbliche per un taglio dei tassi. Il Senato ha intanto confermato Kevin Warsh come nuovo presidente della Fed, mentre il mandato di Cook scade nel 2038 e la sua vicenda giudiziaria è destinata a protrarsi per mesi, se non anni.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La Corte Suprema, con una decisione 5-4, blocca il tentativo del presidente Trump di licenziare la governatrice della Fed Lisa Cook, rafforzando l'indipendenza della banca centrale. La sentenza richiede un giusto processo e rinvia il caso ai tribunali inferiori, difendendo le norme istituzionali contro l'eccesso di potere esecutivo.
La Corte Suprema USA ha bacchettato Trump, dichiarando inammissibile il licenziamento della governatrice della Fed Lisa Cook e una minaccia all'indipendenza della banca centrale. La decisione è accolta come un necessario freno al potere presidenziale, con una punta di ironia viste le altre battaglie legali di Trump.
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