
L’addio al disco: PlayStation spegne il supporto fisico e accende la nostalgia
Dal 2028 i nuovi giochi per console Sony esisteranno solo in formato digitale, tra le proteste dei collezionisti e la trasformazione del mercato.
Mercoledì scorso, mentre il blog ufficiale PlayStation diffondeva il comunicato che annunciava la fine della produzione di dischi fisici a partire dal gennaio 2028, la catena spagnola GAME pubblicava un messaggio di segno opposto: «Con la scomparsa dell’edizione fisica si perde la libertà di prestare, vendere, collezionare e scegliere dove comprare un videogioco». Era il sintomo di una frattura che l’industria dei videogiochi stava già vivendo sulla propria pelle, e che l’annuncio di Sony ha trasformato in uno spartiacque storico.
La decisione, firmata da Sid Shuman, direttore senior delle comunicazioni di Sony Interactive Entertainment, non riguarderà i titoli già pubblicati o in uscita prima di quella data, ma segna la fine di un’era cominciata nel 1994 con il primo PlayStation, che proprio sul CD-ROM costruì la sua egemonia. Da quel momento, i nuovi giochi saranno disponibili soltanto attraverso il PlayStation Store o, nei negozi fisici, sotto forma di codici di download. Una scelta che, secondo la multinazionale giapponese, risponde a una «evoluzione naturale»: nell’ultimo anno fiscale, quasi l’80% delle vendite di giochi completi per PlayStation è avvenuto in formato digitale, e la quota di ricavi derivanti dal software fisico è scesa al 3%.
La transizione era nell’aria da tempo. Già nel 2020, con il lancio di PlayStation 5 in due versioni – una con lettore ottico e una senza – Sony aveva iniziato a saggiare il terreno. Ma l’accelerazione è arrivata nelle ultime settimane, quando Rockstar Games ha annunciato che la versione fisica di Grand Theft Auto VI, in uscita a novembre, conterrà solo un codice per il download, scatenando le proteste dei giocatori. In Europa, distributori come la spagnola Meridiem hanno difeso il diritto dei consumatori a continuare a scegliere il supporto fisico, mentre negli Stati Uniti gli analisti di Circana hanno ricordato che la spesa per i giochi fisici nuovi è crollata a 1,5 miliardi di dollari nel 2025, il livello più basso da trent’anni, contro un picco di 11,6 miliardi nel 2008. In America Latina, la notizia ha suscitato preoccupazione per il mercato dell’usato e per i piccoli rivenditori, mentre in Russia e in Medio Oriente i media hanno sottolineato come la mossa di Sony segua una tendenza già visibile in Microsoft, che con Xbox ha progressivamente ridotto le uscite su disco.
L’annuncio ha riacceso le speculazioni sulla prossima console, la futura PlayStation 6, che secondo gli analisti di Ampere Analysis e Niko Partners non includerà un lettore di dischi nella versione standard, e potrebbe slittare alla fine del 2028 proprio per accompagnare questa transizione. Intanto, i collezionisti guardano ai propri scaffali con un misto di apprensione e speranza: i dischi già in circolazione diventeranno beni finiti, e titoli rari potrebbero moltiplicare il proprio valore, trasformando le librerie domestiche in piccole miniere d’oro. L’ultimo disco fisico per PlayStation, forse, è già stato masterizzato, e attende soltanto di diventare un cimelio.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.60 | critical |
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
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