
L’estate in cui il mondo impara: dai robot di Abu Dhabi ai codici di Brasília
Mentre l’emisfero nord entra nella pausa estiva, una geografia di corsi, bandi e iscrizioni ridisegna l’accesso al sapere tecnico, dalle maxi-offerte pubbliche in India e Brasile ai programmi d’élite nel Golfo.
C’è un ragazzo di Brasília che, in un pomeriggio di giugno, compila un modulo online. Ha dodici anni, forse tredici, e sta scegliendo tra ventiquattro corsi gratuiti: intelligenza artificiale, sviluppo di videogiochi, marketing digitale. Le mille borse del progetto High Tech Course, finanziato dal governo del Distretto Federale, si esauriranno in ordine di iscrizione. Non serve un test d’ingresso, solo la velocità del clic. A migliaia di chilometri, nella periferia di Abu Dhabi, un altro adolescente varca l’ingresso di un padiglione climatizzato nell’area di Al Wathba: lì lo aspettano sette settimane di laboratori su droni, stampa 3D, cybersicurezza e, per la prima volta, sessioni di pattinaggio su ghiaccio in piena estate, sotto la supervisione del Consiglio sportivo della capitale emiratina.
Queste due scene, apparentemente lontane, appartengono a un unico movimento che sta ridisegnando l’offerta formativa globale. Nel Golfo, il festival estivo intitolato allo sceicco Zayed – patrocinato dal presidente degli Emirati e seguito dal vicepresidente Mansour bin Zayed – non è solo un parco giochi tecnologico: è un dispositivo di politica culturale che, accanto ai moduli di robotica offerti dall’Università Mohamed bin Zayed per l’IA, inserisce corsi di “sen’a emiratina”, galateo del majlis e preparazione del caffè arabo. L’obiettivo, secondo i promotori, è saldare l’identità nazionale alle competenze del futuro, in un paese dove la forza lavoro locale va orientata precocemente verso i settori strategici.
L’enfasi sulla tecnologia come ascensore sociale non è una prerogativa mediorientale. In Brasile, l’iniziativa del Distretto Federale si rivolge a chi ha appena finito la scuola primaria, con un’offerta che spazia dal design grafico all’imprenditoria digitale. In India, l’Università di Delhi ha appena aperto la prima fase delle iscrizioni ai corsi di laurea triennale per il 2026-27: oltre settanta programmi in sessantasette college, accessibili solo tramite il punteggio del temutissimo esame centralizzato CUET. La registrazione sul portale CSAS, spiega l’ateneo, integra in automatico i dati anagrafici degli studenti tramite le API del governo federale, un accorgimento che riduce gli errori ma non la pressione su centinaia di migliaia di famiglie.
Anche l’Indonesia partecipa a questa corsa alla qualificazione, ma con uno sguardo rivolto alla gestione di risorse collettive. L’Agenzia per la gestione finanziaria del hajj (BPKH) ha bandito nove posizioni per assistenti manager in settori come la comunicazione strategica, il monitoraggio dei fondi di beneficenza e la gestione del rischio aziendale. Non si tratta di un concorso qualunque: il Fondo hajj movimenta capitali enormi e la sua governance è osservata con attenzione dagli analisti del Sud-est asiatico, che vi leggono un banco di prova per la trasparenza delle istituzioni islamiche. Intanto, sempre a Brasília, i Centri interlinguistici pubblici (CIL) hanno aperto le iscrizioni per i corsi gratuiti di inglese, spagnolo, francese e giapponese destinati agli studenti delle scuole statali: il sorteggio elettronico assegnerà i posti, e chi vince dovrà presentarsi con foto, CPF e una dichiarazione scolastica aggiornata.
C’è un filo che lega il bambino che impara a programmare un robot ad Abu Dhabi, il giovane funzionario che a Jakarta studia i manuali di compliance per il pellegrinaggio, e l’adolescente di Delhi che attende il turno di scelta del college. È l’idea che l’estate, da pausa rituale, si stia trasformando in un tempo sospeso in cui si accumulano credenziali, si testano vocazioni, si costruisce una cittadinanza tecnica. L’ultima immagine è quella di un’aula virtuale brasiliana che apre i battenti il 20 luglio: lo schermo si accende, il corso di creazione di contenuti per internet comincia, e dall’altra parte c’è qualcuno che ha appena spento le candeline dei dodici anni.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Sotto l'alto patrocinio della leadership, gli Emirati lanciano un programma estivo che unisce istruzione e svago per i giovani, plasmando una generazione d'élite pronta alle sfide globali. L'iniziativa per i neolaureati emiratini proietta i migliori talenti in uffici internazionali, consolidando il soft power nazionale. Lo Stato investe con visione strategica nel capitale umano, garantendo un futuro di eccellenza.
In Brasile, migliaia di posti gratuiti in corsi di tecnologia e lingue vengono aperti a studenti delle scuole pubbliche e a chiunque abbia più di 12 anni, democratizzando l'accesso al sapere digitale. L'iniziativa colma il divario tecnologico e offre opportunità concrete di lavoro, con lo Stato e la società civile che si mobilitano per non lasciare indietro nessuno. L'estate diventa così un'aula globale di inclusione e progresso sociale.
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