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Energia e Climamartedì 16 giugno 2026

La nuova geografia dell’auto: elettrico in ascesa, regole e infrastrutture inseguono

Mentre l’Indonesia segna record di export e il Brasile potenzia la rete di ricarica, il Giappone si prepara a gestire l’ondata di batterie esauste: i mercati emergenti ridisegnano gli equilibri globali.

La mobilità elettrica sta entrando in una fase di maturazione disomogenea ma inarrestabile, in cui l’espansione delle infrastrutture e l’adeguamento normativo diventano cruciali quanto i volumi di vendita. In Brasile, la rete di ricarica pubblica è cresciuta di oltre il 20 per cento in tre mesi, con un balzo del 32,8 per cento per le colonnine rapide in corrente continua: un segnale che il Paese, secondo gli osservatori locali, ha superato la soglia dell’adozione pionieristica. In Israele, la commissione Economia della Knesset ha approvato regolamenti che obbligano i gestori a riversare in tempo reale i dati di disponibilità delle stazioni in un archivio centrale accessibile ai cittadini, una misura pensata per sciogliere l’ansia da autonomia che ancora frena oltre trecentomila proprietari di veicoli elettrici.

Il Sud-est asiatico si sta ritagliando un ruolo da protagonista nella produzione e nell’export. A maggio 2026 l’Indonesia ha esportato 47.560 autovetture complete, il dato mensile più alto dell’anno, portando il cumulato a oltre 207 mila unità. Sul fronte interno, il mercato delle elettriche a batteria vede l’ascesa di marchi cinesi: Jaecoo J5 è stato il modello BEV più venduto con quasi tremila esemplari, mentre BYD ha superato le 91 mila consegne cumulative. Le ibride, pur in calo congiunturale, restano terreno di dominio giapponese – Toyota Veloz hybrid guida la classifica – ma Honda sta riorganizzando la propria gamma, con vendite al dettaglio superiori alle consegne ai concessionari, indizio di un riassortimento in vista di nuovi prodotti. La competizione nei SUV compatti, con modelli come WR-V, Raize e Rocky Turbo, riflette una domanda interna sempre più esigente.

In America Latina, l’Argentina vede rinnovarsi l’offerta ibrida e termica: Haval H6 PRO HEV ha aggiornato design e tecnologia superando le 2.200 unità vendute, mentre Honda ha lanciato un WR-V più spazioso e accessibile. In Brasile, Hyundai ha presentato la nuova i20 con un’estetica da crossover, confermando che anche i modelli tradizionali adottano il linguaggio visivo dell’elettrificazione. Questi movimenti mostrano come, accanto alla spinta verso la mobilità a zero emissioni, i costruttori continuino a investire su piattaforme ibride e termiche per non perdere quote in mercati dove la transizione procede a velocità variabili.

Il Giappone guarda invece al fine vita delle batterie. Con volumi di rifiuti che potrebbero passare da 50 mila unità nel 2026 a 400 mila nel 2040, i ministeri dell’Ambiente e dell’Industria hanno completato un rapporto congiunto e istituiranno un gruppo di lavoro per definire un sistema di riciclo obbligatorio. È un tassello di lungimiranza regolatoria che contrasta con l’euforia produttiva del momento, ma che sarà indispensabile per legittimare la sostenibilità dell’intero ciclo. In Cina, intanto, Hyundai tenta di recuperare terreno con la Ioniq V, una fastback da 620 chilometri di autonomia sviluppata dalla joint venture di Pechino, in un mercato dove le vendite del marchio coreano sono calate di quasi il 9 per cento a maggio.

Il quadro complessivo delinea una geografia industriale in rapido mutamento. Le economie emergenti non sono più semplici acquirenti di tecnologia automobilistica, ma centri di produzione, esportazione e regolazione. Per l’Europa e l’Italia, queste dinamiche pongono una doppia sfida: da un lato, la necessità di standard comuni per il riciclo delle batterie e l’interoperabilità delle reti di ricarica; dall’altro, la pressione competitiva di un export asiatico sempre più aggressivo, che potrebbe ridisegnare le gerarchie anche nel bacino del Mediterraneo.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

44%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa sud-est asiatica
Stampa latinoamericana/ mercato
pragmatismodistacco

In Brasile, la rete di ricarica pubblica si espande rapidamente: +20,9% di punti in tre mesi, per un totale di 25.455, anche se la maggioranza è a carica lenta. I connettori rapidi DC crescono ancora più velocemente (+32,8%), mentre il mercato cerca di tenere il passo con l'impennata delle vendite di veicoli elettrici.

Stampa sud-est asiatica
trionfopragmatismo

In Indonesia, il mercato dei veicoli elettrici è in pieno boom: un nuovo modello PHEV della DFSK si prepara a insidiare il dominio di Wuling e BYD, mentre la Jaecoo J5 è stata l'auto elettrica più venduta a maggio 2026. Le esportazioni complessive di auto made in Indonesia hanno toccato un record mensile di 47.560 unità, segno di una forte domanda globale.

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martedì 16 giugno 2026

La nuova geografia dell’auto: elettrico in ascesa, regole e infrastrutture inseguono

Mentre l’Indonesia segna record di export e il Brasile potenzia la rete di ricarica, il Giappone si prepara a gestire l’ondata di batterie esauste: i mercati emergenti ridisegnano gli equilibri globali.

La mobilità elettrica sta entrando in una fase di maturazione disomogenea ma inarrestabile, in cui l’espansione delle infrastrutture e l’adeguamento normativo diventano cruciali quanto i volumi di vendita. In Brasile, la rete di ricarica pubblica è cresciuta di oltre il 20 per cento in tre mesi, con un balzo del 32,8 per cento per le colonnine rapide in corrente continua: un segnale che il Paese, secondo gli osservatori locali, ha superato la soglia dell’adozione pionieristica. In Israele, la commissione Economia della Knesset ha approvato regolamenti che obbligano i gestori a riversare in tempo reale i dati di disponibilità delle stazioni in un archivio centrale accessibile ai cittadini, una misura pensata per sciogliere l’ansia da autonomia che ancora frena oltre trecentomila proprietari di veicoli elettrici.

Il Sud-est asiatico si sta ritagliando un ruolo da protagonista nella produzione e nell’export. A maggio 2026 l’Indonesia ha esportato 47.560 autovetture complete, il dato mensile più alto dell’anno, portando il cumulato a oltre 207 mila unità. Sul fronte interno, il mercato delle elettriche a batteria vede l’ascesa di marchi cinesi: Jaecoo J5 è stato il modello BEV più venduto con quasi tremila esemplari, mentre BYD ha superato le 91 mila consegne cumulative. Le ibride, pur in calo congiunturale, restano terreno di dominio giapponese – Toyota Veloz hybrid guida la classifica – ma Honda sta riorganizzando la propria gamma, con vendite al dettaglio superiori alle consegne ai concessionari, indizio di un riassortimento in vista di nuovi prodotti. La competizione nei SUV compatti, con modelli come WR-V, Raize e Rocky Turbo, riflette una domanda interna sempre più esigente.

In America Latina, l’Argentina vede rinnovarsi l’offerta ibrida e termica: Haval H6 PRO HEV ha aggiornato design e tecnologia superando le 2.200 unità vendute, mentre Honda ha lanciato un WR-V più spazioso e accessibile. In Brasile, Hyundai ha presentato la nuova i20 con un’estetica da crossover, confermando che anche i modelli tradizionali adottano il linguaggio visivo dell’elettrificazione. Questi movimenti mostrano come, accanto alla spinta verso la mobilità a zero emissioni, i costruttori continuino a investire su piattaforme ibride e termiche per non perdere quote in mercati dove la transizione procede a velocità variabili.

Il Giappone guarda invece al fine vita delle batterie. Con volumi di rifiuti che potrebbero passare da 50 mila unità nel 2026 a 400 mila nel 2040, i ministeri dell’Ambiente e dell’Industria hanno completato un rapporto congiunto e istituiranno un gruppo di lavoro per definire un sistema di riciclo obbligatorio. È un tassello di lungimiranza regolatoria che contrasta con l’euforia produttiva del momento, ma che sarà indispensabile per legittimare la sostenibilità dell’intero ciclo. In Cina, intanto, Hyundai tenta di recuperare terreno con la Ioniq V, una fastback da 620 chilometri di autonomia sviluppata dalla joint venture di Pechino, in un mercato dove le vendite del marchio coreano sono calate di quasi il 9 per cento a maggio.

Il quadro complessivo delinea una geografia industriale in rapido mutamento. Le economie emergenti non sono più semplici acquirenti di tecnologia automobilistica, ma centri di produzione, esportazione e regolazione. Per l’Europa e l’Italia, queste dinamiche pongono una doppia sfida: da un lato, la necessità di standard comuni per il riciclo delle batterie e l’interoperabilità delle reti di ricarica; dall’altro, la pressione competitiva di un export asiatico sempre più aggressivo, che potrebbe ridisegnare le gerarchie anche nel bacino del Mediterraneo.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole67%
Neutrale33%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa sud-est asiatica
Stampa latinoamericana/ mercato
pragmatismodistacco

In Brasile, la rete di ricarica pubblica si espande rapidamente: +20,9% di punti in tre mesi, per un totale di 25.455, anche se la maggioranza è a carica lenta. I connettori rapidi DC crescono ancora più velocemente (+32,8%), mentre il mercato cerca di tenere il passo con l'impennata delle vendite di veicoli elettrici.

Stampa sud-est asiatica
trionfopragmatismo

In Indonesia, il mercato dei veicoli elettrici è in pieno boom: un nuovo modello PHEV della DFSK si prepara a insidiare il dominio di Wuling e BYD, mentre la Jaecoo J5 è stata l'auto elettrica più venduta a maggio 2026. Le esportazioni complessive di auto made in Indonesia hanno toccato un record mensile di 47.560 unità, segno di una forte domanda globale.

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