Accedi
Edizione delle 10:00 CETmartedì 16 giugno 2026
285 testate · 16 lingue873 briefing oggi
Energia e Climamartedì 16 giugno 2026

El Niño 2026: il mondo in allerta per un 'super' evento climatico senza precedenti

Satelliti e modelli previsionali indicano un Niño eccezionalmente intenso, con ripercussioni su agricoltura, energia e stabilità economica in tutti i continenti.

Le immagini catturate dai satelliti dell’Agenzia Spaziale Europea mostrano con nitidezza le anomalie termiche che stanno riscaldando le acque del Pacifico equatoriale: è il primo segnale visibile di un El Niño che, secondo i principali centri meteorologici mondiali, potrebbe diventare il più forte mai registrato. L’ufficio meteorologico australiano ha dichiarato ufficialmente il fenomeno in corso, definendolo “molto forte”, mentre l’agenzia statunitense NOAA stima una probabilità del 63 per cento che l’evento rientri tra i più intensi dal 1950. Anche il Giappone e il Centro Meteorologico Nazionale degli Emirati Arabi Uniti confermano proiezioni allarmanti: per il Golfo Persico si parla di un 98 per cento di probabilità di condizioni El Niño tra luglio e novembre, con un’estate più calda e umida e una stagione di tempeste autunnali più attiva. La fase calda, alimentata dall’indebolimento degli alisei, potrebbe protrarsi fino ai primi mesi del 2027, amplificata dal cambiamento climatico di fondo.

Per l’Australia, storicamente vulnerabile, lo scenario evoca le annate più secche e roventi, con un elevato rischio di siccità, ondate di calore e incendi boschivi. Paradossalmente, l’arrivo del Niño coincide con un giugno insolitamente piovoso su gran parte del continente, a dimostrazione che la forza del fenomeno non si traduce in modo lineare in impatti locali. In Brasile, gli effetti si preannunciano divergenti: il Sud dovrà prepararsi a piogge torrenziali che mettono sotto pressione le dighe idroelettriche – l’agenzia regolatrice Aneel ha già diramato un allerta agli operatori – mentre altre regioni potrebbero soffrire siccità che minacciano la produzione agricola e l’approvvigionamento idrico. I servizi meteorologici argentini osservano con apprensione i modelli che assegnano una probabilità del 90 per cento a un Niño severo sulla regione litoranea, in particolare su Entre Ríos, con precipitazioni intense capaci di devastare i raccolti.

Le ripercussioni economiche non si limitano al settore primario. Secondo l’agenzia di rating Fitch, i paesi più vulnerabili, quelli con rating sovrani bassi e forte dipendenza dall’agricoltura, vedranno acuirsi le pressioni su crescita, conti pubblici e inflazione. In Brasile, il costo dell’energia elettrica potrebbe salire per il maggior ricorso alle centrali termiche, mentre interruzioni della fornitura potrebbero essere causate da incendi e venti estremi. Per l’Italia e l’Europa, gli effetti diretti sono meno pronunciati, ma il continente non è immune: un Niño di questa portata può alterare i regimi di pressione sull’Atlantico, influenzando le precipitazioni autunnali nel Mediterraneo, e soprattutto si trasmette attraverso i mercati globali delle materie prime, dal grano al caffè, con possibili ripercussioni sui prezzi al consumo.

La comunità scientifica invita alla cautela: la magnitudo di un El Niño non è un indicatore meccanico della gravità dei danni. Tuttavia, in un clima già surriscaldato, l’energia aggiuntiva immessa nell’atmosfera da un evento così estremo moltiplica i rischi di fenomeni meteorologici violenti. I prossimi mesi saranno un banco di prova per la resilienza delle infrastrutture e delle reti di protezione civile, dall’Australia al Corno d’Africa, dalle pampas argentine alle metropoli del Golfo. La parola d’ordine, da Brasilia a Canberra, è prepararsi all’imprevedibile.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

50%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ mercato
allarmeurgenza

Le immagini satellitari confermano la formazione di un Super El Niño, con una probabilità del 90% di impatti severi. In Brasile le autorità mettono in guardia da condizioni meteorologiche estreme e dall'aumento delle bollette elettriche per il ricorso alle centrali termiche, mentre Fitch avverte che i paesi più vulnerabili sono esposti a shock economici. La provincia argentina di Entre Ríos si prepara a effetti di intensità eccezionale.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezza
allarmeurgenza

Il Bureau of Meteorology australiano ha dichiarato ufficialmente un El Niño molto forte, forse il più intenso mai registrato, aumentando il rischio di siccità, ondate di calore e incendi boschivi. Si prevede che l'evento sconvolgerà i regimi meteorologici globali e porterà alcune delle condizioni più calde e secche della storia moderna del paese.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Francia-Senegal, il fantasma del 2002 e il debutto dei Bleus al Mondiale 2026·Il Nikkei sfonda per la prima volta i 70.000 punti, ma la BoJ frena sui bond·Farmaci innovativi e screening di massa: la doppia via per arginare l’obesità infantile·Riforme e tensioni: la giustizia globale tra nomine lampo e conflitti istituzionali·Profitti bancari e materie prime: i mercati emergenti accelerano nel 2026·New York ritrova l'anima: i Knicks campioni NBA dopo 53 anni·Dai desktop AI da un milione di taka ai laptop con Snapdragon: l’Asia ridisegna il computing·Calcio e vitamina D sotto esame: gli integratori non prevengono le fratture negli anziani·Francia-Senegal, il fantasma del 2002 e il debutto dei Bleus al Mondiale 2026·Il Nikkei sfonda per la prima volta i 70.000 punti, ma la BoJ frena sui bond·Farmaci innovativi e screening di massa: la doppia via per arginare l’obesità infantile·Riforme e tensioni: la giustizia globale tra nomine lampo e conflitti istituzionali·Profitti bancari e materie prime: i mercati emergenti accelerano nel 2026·New York ritrova l'anima: i Knicks campioni NBA dopo 53 anni·Dai desktop AI da un milione di taka ai laptop con Snapdragon: l’Asia ridisegna il computing·Calcio e vitamina D sotto esame: gli integratori non prevengono le fratture negli anziani·
Agg. 08:314 lingue · 8 testate
8 testate|4 lingue|3 min lettura
martedì 16 giugno 2026

El Niño 2026: il mondo in allerta per un 'super' evento climatico senza precedenti

Satelliti e modelli previsionali indicano un Niño eccezionalmente intenso, con ripercussioni su agricoltura, energia e stabilità economica in tutti i continenti.

Le immagini catturate dai satelliti dell’Agenzia Spaziale Europea mostrano con nitidezza le anomalie termiche che stanno riscaldando le acque del Pacifico equatoriale: è il primo segnale visibile di un El Niño che, secondo i principali centri meteorologici mondiali, potrebbe diventare il più forte mai registrato. L’ufficio meteorologico australiano ha dichiarato ufficialmente il fenomeno in corso, definendolo “molto forte”, mentre l’agenzia statunitense NOAA stima una probabilità del 63 per cento che l’evento rientri tra i più intensi dal 1950. Anche il Giappone e il Centro Meteorologico Nazionale degli Emirati Arabi Uniti confermano proiezioni allarmanti: per il Golfo Persico si parla di un 98 per cento di probabilità di condizioni El Niño tra luglio e novembre, con un’estate più calda e umida e una stagione di tempeste autunnali più attiva. La fase calda, alimentata dall’indebolimento degli alisei, potrebbe protrarsi fino ai primi mesi del 2027, amplificata dal cambiamento climatico di fondo.

Per l’Australia, storicamente vulnerabile, lo scenario evoca le annate più secche e roventi, con un elevato rischio di siccità, ondate di calore e incendi boschivi. Paradossalmente, l’arrivo del Niño coincide con un giugno insolitamente piovoso su gran parte del continente, a dimostrazione che la forza del fenomeno non si traduce in modo lineare in impatti locali. In Brasile, gli effetti si preannunciano divergenti: il Sud dovrà prepararsi a piogge torrenziali che mettono sotto pressione le dighe idroelettriche – l’agenzia regolatrice Aneel ha già diramato un allerta agli operatori – mentre altre regioni potrebbero soffrire siccità che minacciano la produzione agricola e l’approvvigionamento idrico. I servizi meteorologici argentini osservano con apprensione i modelli che assegnano una probabilità del 90 per cento a un Niño severo sulla regione litoranea, in particolare su Entre Ríos, con precipitazioni intense capaci di devastare i raccolti.

Le ripercussioni economiche non si limitano al settore primario. Secondo l’agenzia di rating Fitch, i paesi più vulnerabili, quelli con rating sovrani bassi e forte dipendenza dall’agricoltura, vedranno acuirsi le pressioni su crescita, conti pubblici e inflazione. In Brasile, il costo dell’energia elettrica potrebbe salire per il maggior ricorso alle centrali termiche, mentre interruzioni della fornitura potrebbero essere causate da incendi e venti estremi. Per l’Italia e l’Europa, gli effetti diretti sono meno pronunciati, ma il continente non è immune: un Niño di questa portata può alterare i regimi di pressione sull’Atlantico, influenzando le precipitazioni autunnali nel Mediterraneo, e soprattutto si trasmette attraverso i mercati globali delle materie prime, dal grano al caffè, con possibili ripercussioni sui prezzi al consumo.

La comunità scientifica invita alla cautela: la magnitudo di un El Niño non è un indicatore meccanico della gravità dei danni. Tuttavia, in un clima già surriscaldato, l’energia aggiuntiva immessa nell’atmosfera da un evento così estremo moltiplica i rischi di fenomeni meteorologici violenti. I prossimi mesi saranno un banco di prova per la resilienza delle infrastrutture e delle reti di protezione civile, dall’Australia al Corno d’Africa, dalle pampas argentine alle metropoli del Golfo. La parola d’ordine, da Brasilia a Canberra, è prepararsi all’imprevedibile.

Divergenza delle fonti

Energia e Clima · 8 testate · 4 lingue

50%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale50%
Critico50%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ mercato
allarmeurgenza

Le immagini satellitari confermano la formazione di un Super El Niño, con una probabilità del 90% di impatti severi. In Brasile le autorità mettono in guardia da condizioni meteorologiche estreme e dall'aumento delle bollette elettriche per il ricorso alle centrali termiche, mentre Fitch avverte che i paesi più vulnerabili sono esposti a shock economici. La provincia argentina di Entre Ríos si prepara a effetti di intensità eccezionale.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezza
allarmeurgenza

Il Bureau of Meteorology australiano ha dichiarato ufficialmente un El Niño molto forte, forse il più intenso mai registrato, aumentando il rischio di siccità, ondate di calore e incendi boschivi. Si prevede che l'evento sconvolgerà i regimi meteorologici globali e porterà alcune delle condizioni più calde e secche della storia moderna del paese.

Questa notizia è apparsa su

8 testate · 4 lingue

Articoli correlati

Salute e Scienza

Palu rivive l’incubo: scossa di 6.7 tra crolli e ospedali all’aperto

10 lingue · 28 testate

Economia

La Banca del Giappone alza i tassi all’1%, massimo da trent’anni

9 lingue · 26 testate

Geopolitica

Bruxelles accusa Pechino di addestrare soldati russi, la Cina grida alla calunnia

6 lingue · 10 testate

Leggi di più