
Mosca blinda i contratti del gas, Abuja dilata i tempi della spesa pubblica
Putin proroga a ottobre 2026 la deroga sui pagamenti in rubli attraverso banche diverse da Gazprombank, mentre la Nigeria sposta a settembre la scadenza per i progetti di capitale.
Il Cremlino ha scelto la via della flessibilità prolungata per blindare le proprie esportazioni di gas. Con un decreto firmato il 15 giugno, Vladimir Putin ha esteso fino al 1° ottobre 2026 la possibilità per gli acquirenti stranieri di regolare le forniture in rubli avvalendosi di qualsiasi istituto di credito russo, e non più esclusivamente attraverso Gazprombank. La misura, che modifica l’impianto d’emergenza varato nel marzo 2022 per difendere la valuta nazionale dalle sanzioni, era in scadenza il 1° luglio. L’ultima proroga, secondo gli analisti di Bruxelles, conferma che Mosca intende preservare un meccanismo di pagamento già collaudato da operatori europei come l’italiana Eni, evitando che nuovi nodi bancari interrompano i flussi verso un’Europa ancora dipendente dal metano russo.
La cornice giuridica si è nel frattempo irrobustita sul fronte contenzioso. L’Arbitrato di San Pietroburgo e della regione di Leningrado ha inibito all’operatore ceco Net4Gas di proseguire qualsiasi azione legale all’estero contro Gazprom e la sua controllata Gazprom Export. La società di Praga, che gestisce la rete di gasdotti nella Repubblica Ceca, aveva avviato un arbitrato presso la Camera economica e agraria ceca lamentando il mancato versamento dei canoni mensili obbligatori per l’utilizzo dell’infrastruttura. La corte russa ha blindato la vertenza sul territorio nazionale comminando, in caso di inottemperanza, sanzioni per oltre 58 milioni di euro a carico di entrambe le società e ulteriori 60 milioni per la sola Gazprom, con interessi in rubli. È una strategia processuale che, nell’ottica di Mosca, mira a sottrarre le dispute commerciali alle giurisdizioni ritenute ostili, replicando un copione già visto con altre controparti europee.
A quasi settemila chilometri di distanza, Abuja mostra una dinamica solo in apparenza distante. La Camera dei rappresentanti nigeriana ha approvato in seduta straordinaria lo slittamento dal 30 giugno al 30 settembre 2026 del termine per l’esecuzione della componente capitale del bilancio 2025. La decisione, adottata in un’unica lettura con la sospensione delle norme procedurali interne, consentirà al governo federale di completare progetti infrastrutturali già avviati. Secondo osservatori africani, l’estensione riflette le difficoltà croniche di assorbimento della spesa pubblica in un’economia segnata dall’inflazione e dalla volatilità del naira, ma anche la volontà politica di non disperdere risorse in un anno pre-elettorale.
I due provvedimenti, pur lontani per geografia e materia, condividono la logica del rinvio come strumento di governo. Per l’Italia e l’Europa, la proroga russa garantisce un orizzonte di prevedibilità negli approvvigionamenti energetici fino all’autunno del 2026, allontanando il rischio di scosse improvvise sui mercati del gas in una fase di riempimento degli stoccaggi. Al tempo stesso, la moltiplicazione di scadenze posticipate – da San Pietroburgo ad Abuja – segnala un clima globale in cui le amministrazioni, pubbliche e private, faticano a chiudere i cicli finanziari entro le finestre originarie. La vera incognita, avvertono da Bruxelles, è se questa elasticità rappresenti una parentesi tattica o il preludio a un disordine normativo permanente.
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Mosca ha esteso fino a ottobre 2026 la possibilità per gli acquirenti esteri di pagare il gas russo tramite banche diverse da Gazprombank, adeguando il meccanismo alle sanzioni statunitensi. Parallelamente, un tribunale di San Pietroburgo ha vietato all'operatore ceco Net4Gas di procedere con azioni legali all'estero contro Gazprom, imponendo penali milionarie in caso di inosservanza. Le autorità russe inquadrano entrambe le mosse come necessari aggiustamenti tecnici per proteggere gli interessi energetici nazionali e la sovranità giuridica.
La Camera dei Rappresentanti della Nigeria ha prorogato di tre mesi l'esecuzione della componente di capitale del bilancio 2025, spostando la scadenza dal 30 giugno al 30 settembre 2026. La decisione, adottata tramite un emendamento legislativo, mira a concedere al governo federale il tempo necessario per completare i progetti in corso già finanziati. La misura è presentata come un aggiustamento tecnico per garantire la piena realizzazione degli investimenti pubblici pianificati.
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