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Pioggia di droni su Mosca e il sud della Russia: attacco senza precedenti

Nella notte e nel giorno del 16 giugno, oltre 240 velivoli senza pilota ucraini hanno colpito 16 regioni russe, paralizzando aeroporti e incendiando depositi di carburante.

L’offensiva aerea che nella notte tra il 15 e il 16 giugno ha investito il cuore della Russia non ha precedenti per scala e audacia. In poco più di undici ore, i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 172 droni di tipo aereo, lanciati in un’ondata coordinata contro quindici regioni e due mari. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, i velivoli senza pilota sono stati abbattuti su territori che vanno da Astrachan’ e Volgograd, nel sud, fino a Brjansk e Kaluga, a ovest, passando per la regione di Mosca, la Crimea e le acque del Mar Nero e del Mar d’Azov. Il sindaco della capitale, Sergej Sobjanin, ha parlato di almeno sessanta droni neutralizzati solo in avvicinamento a Mosca, un numero che ha costretto le autorità aeronautiche a chiudere uno dopo l’altro tutti e quattro gli aeroporti del nodo moscovita – Vnukovo, Domodedovo, Šeremet’evo e Žukovskij – per garantire la sicurezza dei voli.

L’impatto simbolico e materiale sulla capitale e sulle infrastrutture energetiche è stato immediato. Poco dopo le cinque del mattino, un drone è riuscito a colpire la raffineria di Kapotnja, alla periferia sud-orientale di Mosca, provocando un incendio che le squadre di emergenza hanno domato in tempi relativamente brevi. Più a sud, nella regione di Krasnodar, i detriti di un ordigno abbattuto hanno innescato un rogo in un deposito di carburante nella stanica di Poltavskaja. Questi attacchi mirati alla rete logistica degli idrocarburi ricalcano, a parti invertite, la strategia con cui il Cremlino ha per mesi preso di mira la rete elettrica ucraina, ma con una differenza sostanziale: ora è il territorio russo a sentire la guerra sulla propria pelle, con ripercussioni che da Bruxelles vengono osservate con attenzione per i possibili riflessi sui mercati energetici globali.

L’offensiva non si è esaurita con l’alba. Nelle dodici ore successive, dalle 8:00 alle 20:00, i radar russi hanno tracciato e abbattuto altri 74 droni, portando il bilancio complessivo della giornata a quasi 250 velivoli neutralizzati. Il prezzo umano, tuttavia, è stato pagato lontano dai riflettori della capitale. Nella regione di Brjansk, tre operatori agricoli dell’azienda agroindustriale Miratorg sono morti sotto i colpi di un drone; a Orël, un ordigno ha centrato un edificio residenziale, ferendo nove persone e danneggiando un centinaio di appartamenti e decine di automobili. Canali vicini all’intelligence ucraina hanno rivendicato la responsabilità degli attacchi, descrivendoli come una rappresaglia per i continui bombardamenti russi sulle città ucraine.

Per gli analisti europei, l’episodio segna un salto di qualità nella guerra dei droni. La capacità di Kiev di colpire simultaneamente obiettivi così distanti e diversificati – dalle raffinerie ai quartieri residenziali – dimostra un’evoluzione tecnica e organizzativa che costringe Mosca a disperdere le proprie risorse di difesa aerea su un fronte interno sempre più vasto. L’attacco alle infrastrutture petrolifere, in particolare, introduce un elemento di vulnerabilità che potrebbe influenzare la logistica militare russa e, indirettamente, la stabilità dei prezzi del greggio sui mercati internazionali. In un contesto in cui il sostegno occidentale a Kiev resta oggetto di dibattito, l’estensione del conflitto al territorio metropolitano russo solleva interrogativi urgenti sulla capacità di contenimento e sul rischio di una spirale incontrollata, mentre l’Europa osserva con la consapevolezza che ogni fiamma che si alza su un deposito russo può riverberarsi ben oltre i confini della guerra.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa russa e CSIStampa europea continentale
Stampa russa e CSI/ stato
trionfopragmatismourgenza

Le difese aeree russe hanno neutralizzato con successo un massiccio attacco di droni ucraini, abbattendone 172 in tutta la notte, di cui 60 vicino a Mosca. Solo un drone ha causato danni minori a una raffineria, senza vittime. Gli aeroporti sono stati temporaneamente chiusi per precauzione, ma la situazione è sotto controllo.

Stampa europea continentale
distaccopragmatismoscetticismo

Un attacco di droni ucraini su larga scala ha preso di mira Mosca e altre regioni, con 172 velivoli abbattuti secondo le autorità russe. Un incendio è scoppiato in una raffineria di Mosca, poi domato. Gli aeroporti sono stati chiusi temporaneamente. Il sindaco ha confermato danni all'impianto ma nessun ferito.

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martedì 16 giugno 2026

Pioggia di droni su Mosca e il sud della Russia: attacco senza precedenti

Nella notte e nel giorno del 16 giugno, oltre 240 velivoli senza pilota ucraini hanno colpito 16 regioni russe, paralizzando aeroporti e incendiando depositi di carburante.

L’offensiva aerea che nella notte tra il 15 e il 16 giugno ha investito il cuore della Russia non ha precedenti per scala e audacia. In poco più di undici ore, i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 172 droni di tipo aereo, lanciati in un’ondata coordinata contro quindici regioni e due mari. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, i velivoli senza pilota sono stati abbattuti su territori che vanno da Astrachan’ e Volgograd, nel sud, fino a Brjansk e Kaluga, a ovest, passando per la regione di Mosca, la Crimea e le acque del Mar Nero e del Mar d’Azov. Il sindaco della capitale, Sergej Sobjanin, ha parlato di almeno sessanta droni neutralizzati solo in avvicinamento a Mosca, un numero che ha costretto le autorità aeronautiche a chiudere uno dopo l’altro tutti e quattro gli aeroporti del nodo moscovita – Vnukovo, Domodedovo, Šeremet’evo e Žukovskij – per garantire la sicurezza dei voli.

L’impatto simbolico e materiale sulla capitale e sulle infrastrutture energetiche è stato immediato. Poco dopo le cinque del mattino, un drone è riuscito a colpire la raffineria di Kapotnja, alla periferia sud-orientale di Mosca, provocando un incendio che le squadre di emergenza hanno domato in tempi relativamente brevi. Più a sud, nella regione di Krasnodar, i detriti di un ordigno abbattuto hanno innescato un rogo in un deposito di carburante nella stanica di Poltavskaja. Questi attacchi mirati alla rete logistica degli idrocarburi ricalcano, a parti invertite, la strategia con cui il Cremlino ha per mesi preso di mira la rete elettrica ucraina, ma con una differenza sostanziale: ora è il territorio russo a sentire la guerra sulla propria pelle, con ripercussioni che da Bruxelles vengono osservate con attenzione per i possibili riflessi sui mercati energetici globali.

L’offensiva non si è esaurita con l’alba. Nelle dodici ore successive, dalle 8:00 alle 20:00, i radar russi hanno tracciato e abbattuto altri 74 droni, portando il bilancio complessivo della giornata a quasi 250 velivoli neutralizzati. Il prezzo umano, tuttavia, è stato pagato lontano dai riflettori della capitale. Nella regione di Brjansk, tre operatori agricoli dell’azienda agroindustriale Miratorg sono morti sotto i colpi di un drone; a Orël, un ordigno ha centrato un edificio residenziale, ferendo nove persone e danneggiando un centinaio di appartamenti e decine di automobili. Canali vicini all’intelligence ucraina hanno rivendicato la responsabilità degli attacchi, descrivendoli come una rappresaglia per i continui bombardamenti russi sulle città ucraine.

Per gli analisti europei, l’episodio segna un salto di qualità nella guerra dei droni. La capacità di Kiev di colpire simultaneamente obiettivi così distanti e diversificati – dalle raffinerie ai quartieri residenziali – dimostra un’evoluzione tecnica e organizzativa che costringe Mosca a disperdere le proprie risorse di difesa aerea su un fronte interno sempre più vasto. L’attacco alle infrastrutture petrolifere, in particolare, introduce un elemento di vulnerabilità che potrebbe influenzare la logistica militare russa e, indirettamente, la stabilità dei prezzi del greggio sui mercati internazionali. In un contesto in cui il sostegno occidentale a Kiev resta oggetto di dibattito, l’estensione del conflitto al territorio metropolitano russo solleva interrogativi urgenti sulla capacità di contenimento e sul rischio di una spirale incontrollata, mentre l’Europa osserva con la consapevolezza che ogni fiamma che si alza su un deposito russo può riverberarsi ben oltre i confini della guerra.

Divergenza delle fonti

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24%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole86%
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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa europea continentale
Stampa russa e CSI/ stato
trionfopragmatismourgenza

Le difese aeree russe hanno neutralizzato con successo un massiccio attacco di droni ucraini, abbattendone 172 in tutta la notte, di cui 60 vicino a Mosca. Solo un drone ha causato danni minori a una raffineria, senza vittime. Gli aeroporti sono stati temporaneamente chiusi per precauzione, ma la situazione è sotto controllo.

Stampa europea continentale
distaccopragmatismoscetticismo

Un attacco di droni ucraini su larga scala ha preso di mira Mosca e altre regioni, con 172 velivoli abbattuti secondo le autorità russe. Un incendio è scoppiato in una raffineria di Mosca, poi domato. Gli aeroporti sono stati chiusi temporaneamente. Il sindaco ha confermato danni all'impianto ma nessun ferito.

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