
L’elefante che perseguita una famiglia da 14 anni uccide madre e figlio in Nepal
In India, una nonna salva il nipote da un leopardo e un uomo sopravvive a un’aggressione di leonessa; in Brasile, un lupo dalla criniera travolto da un’auto.
La notte del 5 luglio, un elefante selvatico ha sfondato le pareti di una capanna nel villaggio di Jagatpur, nel Nepal meridionale, uccidendo una donna di 25 anni e suo figlio di quattro. Secondo le autorità del Parco nazionale di Chitwan, l’animale – un maschio solitario noto come Dhurbe – aveva già ucciso i genitori del capofamiglia nel 2012, in un altro distretto, spingendo i superstiti a trasferirsi nella speranza di sfuggirgli. L’aggressione ha riacceso le proteste dei residenti, che hanno bloccato un ponte per chiedere interventi di contenimento.
Nel subcontinente indiano, altri episodi hanno segnato le stesse ore. A Darjeeling, in India, una donna di 50 anni ha affrontato un leopardo a colpi di tronco per proteggere il nipote di otto anni e il cane di famiglia: ricoverata con fratture e morsi multipli, è stata dimessa dopo le prime cure. Nello Stato del Gujarat, un uomo è sopravvissuto all’aggressione di una leonessa rimanendo immobile per circa trenta minuti sotto le sue zampe; secondo gli esperti dell’Istituto indiano per la fauna selvatica, il comportamento del felino – che non ha morso la vittima – è stato definito «insolito» e forse favorito dall’abitudine alla presenza umana nella regione.
In Brasile, un’altra forma di conflitto ha coinvolto un lupo dalla criniera, travolto da un veicolo sulla strada DF-130 nei pressi di Planaltina. Il battaglione di polizia ambientale lo ha soccorso e trasferito in un ospedale veterinario specializzato; le sue condizioni non sono state rese note.
Sulla vicenda nepalese è intervenuto anche l’esperto russo Askold Zapashny, circense e addestratore, secondo cui l’idea di una vendetta consapevole da parte dell’elefante non trova riscontro nelle conoscenze etologiche: «Gli elefanti non possiedono un’intelligenza tale da covare rancore a lungo termine», ha dichiarato, suggerendo che la sequenza di attacchi possa essere il risultato di incontri casuali, poi ricomposti in una narrazione unica. L’amministrazione del parco ha annunciato che limiterà l’areale dell’animale, mentre le indagini sulle dinamiche degli attacchi restano aperte.
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