
L’AI non è più solo conversazione: robot, armi e la via cinese alla coordinazione
La corsa all’intelligenza artificiale si allarga ai corpi fisici, ai teatri di guerra e agli spazi di lavoro condivisi, ridisegnando gli equilibri tra Stati Uniti, Cina ed Europa.
Un round di finanziamento da 2,8 miliardi di dollari per una start-up cinese di robotica embodied ha segnato un punto di svolta: X Square Robot, fondata alla fine del 2023, ha raggiunto una valutazione che la colloca tra le realtà più capitalizzate del settore, con investitori come Alibaba, ByteDance e Xiaomi. Non si tratta di automi a istruzioni fisse, ma di macchine che apprendono dall’esperienza fisica – pulire una casa, assistere un anziano, smistare pacchi – integrando visione, linguaggio e movimento in un unico modello di fondazione. Il dato concreto è l’accelerazione del capitale verso un’intelligenza che opera nel mondo materiale, non più confinata alle interfacce testuali.
Il meccanismo che sostiene questa evoluzione è duplice. Da un lato, i modelli della serie WALL-B imparano da interazioni reali, non da script, e si nutrono di un flusso continuo di dati raccolti in appartamenti, fabbriche e magazzini. Dall’altro, la collaborazione uomo-macchina sta cambiando anche negli ambienti digitali: la nuova funzione Claude Tag, frutto dell’intesa tra Salesforce e Anthropic, inserisce l’AI in gruppi di lavoro su Slack, dove legge la cronologia delle conversazioni, suddivide compiti complessi e agisce come un membro del team, non come un assistente personale. In entrambi i casi, l’intelligenza artificiale cessa di essere un oracolo da interrogare e diventa un agente che abita gli spazi fisici e sociali.
Questa trasformazione si innesta su una competizione geopolitica che ha già mobilitato circa duemila miliardi di dollari in tre continenti. Secondo le analisi circolate a Washington e Pechino, Stati Uniti e Cina stanno riversando risorse senza precedenti su missili ipersonici, armi spaziali e sistemi autonomi, con l’intelligenza artificiale come strato trasversale. Il bilancio della difesa americana potrebbe toccare 1.500 miliardi, mentre la spesa cinese, ufficialmente 400 miliardi, è stimata dagli apparati d’intelligence vicina ai 500. La Russia ha triplicato i fondi militari e testato in combattimento i missili Kinžal e Zircon, guadagnando un vantaggio operativo nell’impiego di vettori ipersonici. L’Europa, con circa 600 miliardi, cerca di non restare indietro sviluppando AI proprietarie e reti spaziali sicure. Parallelamente, la controversia sulla distillazione dei modelli – la tecnica con cui aziende cinesi estrarrebbero conoscenza da ChatGPT e Claude per addestrare sistemi più piccoli – ha inasprito lo scontro tecnologico, con Anthropic costretta a ritirare un software di monitoraggio degli utenti cinesi dopo le critiche degli attivisti della privacy.
La divergenza più profonda, tuttavia, è di natura concettuale. Negli ambienti della ricerca cinese, l’obiettivo non è replicare l’intelligenza generale di stampo occidentale, ma costruire un’infrastruttura cognitiva per governare il movimento: gemelli digitali di intere città, logistica predittiva, reti energetiche che si bilanciano in tempo reale. È un’impostazione che affonda le radici in una tradizione filosofica attenta al mutamento e all’interdipendenza, lontana dalla logica binaria che ha plasmato l’informatica moderna. Il prossimo passaggio concreto sarà l’estensione dei servizi di pulizia robotizzata a Shenzhen e Pechino in collaborazione con 58.com, mentre le aziende americane premono per nuove restrizioni sull’esportazione di modelli avanzati e i governi europei valutano regolamenti sull’AI collaborativa nei luoghi di lavoro.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
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| Stampa del Golfo arabo | +0.80 | aligned |
| Stampa iraniana e affini | −0.30 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.60 | aligned |
Le aziende americane denunciano che i rivali cinesi stanno copiando i loro sistemi di IA usando la distillazione, una tecnica nota da anni, minando la concorrenza leale.
La narrazione si basa sulla personalizzazione della minaccia cinese, presentando la distillazione come un furto di proprietà intellettuale, nonostante sia una tecnica diffusa.
Omette gli sviluppi cinesi in robotica e coordinazione, che mostrano un'innovazione autonoma.
Gli investitori del Golfo scommettono miliardi sulla visione di X Square Robot, che promette robot capaci di comprendere il mondo e svolgere compiti quotidiani senza programmazione specifica.
Il racconto enfatizza il potenziale di mercato e l'ambizione della startup, tralasciando le preoccupazioni geopolitiche e le accuse di copiatura.
Omette le accuse di distillazione e la competizione tecnologica tra USA e Cina, concentrandosi solo sulle opportunità di investimento.
L'Iran osserva la corsa agli armamenti tra USA e Cina, dove entrambi investono trilioni in armi ipersoniche, IA e droni, temendo di rimanere indietro.
La prospettiva iraniana universalizza la competizione come una minaccia globale, giustificando la propria necessità di potenziamento militare.
Omette gli aspetti civili dell'IA cinese, come la coordinazione urbana, e si concentra solo sulla dimensione bellica.
L'India riconosce che la Cina sta costruendo un'IA diversa, focalizzata sulla coordinazione di città, fabbriche e logistica, non solo sui chatbot.
Il racconto contrappone l'approccio cinese a quello occidentale, presentandolo come più pratico e integrato, senza menzionare le controversie sulla proprietà intellettuale.
Omette le accuse di copiatura e la competizione militare, enfatizzando solo l'innovazione coordinativa.
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