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Sportvenerdì 3 luglio 2026

L’affondo dei 50 eurodeputati: «Fifa, indaga su Infantino e il premio pace a Trump»

Una lettera di parlamentari da tredici Paesi chiede alla commissione etica di accertare se il presidente abbia violato l’obbligo di neutralità politica, mentre il Mondiale 2026 è in corso.

Con un’iniziativa che ricorda le pressioni che nel 2015 spinsero Sepp Blatter alle dimissioni, cinquanta membri del Parlamento europeo sono scesi in campo per chiedere un’indagine su Gianni Infantino. La mossa, orchestrata dalla ong britannica FairSquare e sostenuta in solitaria dalla federazione norvegese a giugno, ha trovato la sua massima espressione in una lettera datata 29 giugno e resa pubblica giovedì notte: i firmatari, provenienti da tredici Stati membri e in gran parte socialdemocratici, liberali e verdi, sollecitano la commissione etica della Fifa a esaminare «con la massima rapidità e serietà» la decisione di assegnare al presidente Donald Trump un inedito ‘Premio Fifa per la pace’.

L’affondo poggia su un impianto regolamentare preciso. L’articolo 15 del codice etico impone al presidente la neutralità politica, e i parlamentari – guidati dall’irlandese Barry Andrews, dall’olandese Lara Wolters, dal danese Niels Fuglsang e dal tedesco Sebastian Everding – chiedono di chiarire se il premio sia stato deciso dal Consiglio, dal suo ufficio di presidenza o unilateralmente da Infantino. La lettera cita testualmente la richiesta di FairSquare di «studiare le circostanze» dell’attribuzione, avvenuta nel novembre 2025 senza che criteri e modalità fossero mai resi noti. Per i deputati, l’indagine rappresenta «un’occasione per la Fifa di dimostrare il proprio impegno a favore della neutralità politica, della trasparenza e della responsabilità».

Il contesto allarga il campo d’indagine. FairSquare aveva già segnalato in ottobre l’appello di Infantino a concedere a Trump il Nobel per la pace e i suoi commenti favorevoli alle politiche interne statunitensi, accusando il presidente di minacciare «l’integrità e la reputazione del calcio e della stessa Fifa». La lettera dei cinquanta eurodeputati allarga il tiro anche al rapporto con l’Arabia Saudita, che ospiterà i Mondiali del 2034, e alla recente sponsorizzazione con Aramco, definita «il più grande inquinatore aziendale del mondo». Un’accusa che, secondo gli analisti di Bruxelles, inserisce la vicenda in una più ampia partita sulla governance globale dello sport.

La Fifa, interpellata dall’Afp, non ha commentato. Un silenzio che si somma alla mancata risposta alle richieste di FairSquare e alle critiche sul premio. Eppure il parallelo con il 2015 è immediato: allora il Parlamento europeo chiese le dimissioni di Blatter, che le annunciò pochi giorni dopo la rielezione. Oggi, con il Mondiale 2026 in pieno svolgimento e gli occhi del mondo puntati sull’organizzazione, la mossa dei deputati europei – definita da FairSquare «l’intervento più significativo di responsabili politici europei contro gli abusi di governance ai vertici del calcio mondiale» – rischia di trasformare il silenzio di Infantino in un boomerang.

La prossima mossa spetta alla commissione etica, ma il campo si restringe. Delle 211 federazioni affiliate, solo la Norvegia ha finora preso posizione. L’iniziativa del Parlamento europeo potrebbe incoraggiare altre federazioni a uscire allo scoperto, proprio mentre la vetrina del Mondiale amplifica ogni crepa nella credibilità della Fifa. La partita per la trasparenza è appena cominciata.

Divergenza — chi la racconta come
12%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.40 a −0.10
CriticoFavorevole
AFRALMLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa africana subsahariana−0.10neutral
Stampa arabo levante-Maghreb−0.30critical
Stampa latinoamericana−0.40critical
I media europei non sono rappresentati in questo cluster.
Stampa africana subsahariana−0.10
Voce

Il comitato etico deve indagare sull'assegnazione del premio per la pace come potenziale violazione della neutralità.

Meccanismogiudizializzazione

Il blocco presenta la lettera degli eurodeputati come una richiesta formale e procedurale a un organismo etico, basando la narrazione sul codice etico e sulla denuncia dell'ONG.

DistaccoPragmatismo
Stampa arabo levante-Maghreb−0.30
Voce

Infantino è sotto pressione da parte dei parlamentari europei che considerano il premio un atto politico da indagare.

Meccanismogiudizializzazione

Il blocco amplifica la caratterizzazione dell'ONG della lettera come un intervento politico storico, inquadrando la richiesta come una sfida ad alto rischio per la governance della FIFA.

AllarmeScetticismo
Stampa latinoamericana−0.40
Voce

Il premio senza precedenti viola le regole di neutralità della FIFA e richiede un'indagine approfondita.

Meccanismogiudizializzazione

Il blocco enfatizza la natura senza precedenti del premio e la specifica violazione del codice etico, inquadrando la richiesta come un chiaro caso di cattiva condotta che richiede un'azione immediata.

IndignazioneScetticismo

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venerdì 3 luglio 2026

L’affondo dei 50 eurodeputati: «Fifa, indaga su Infantino e il premio pace a Trump»

Una lettera di parlamentari da tredici Paesi chiede alla commissione etica di accertare se il presidente abbia violato l’obbligo di neutralità politica, mentre il Mondiale 2026 è in corso.

Con un’iniziativa che ricorda le pressioni che nel 2015 spinsero Sepp Blatter alle dimissioni, cinquanta membri del Parlamento europeo sono scesi in campo per chiedere un’indagine su Gianni Infantino. La mossa, orchestrata dalla ong britannica FairSquare e sostenuta in solitaria dalla federazione norvegese a giugno, ha trovato la sua massima espressione in una lettera datata 29 giugno e resa pubblica giovedì notte: i firmatari, provenienti da tredici Stati membri e in gran parte socialdemocratici, liberali e verdi, sollecitano la commissione etica della Fifa a esaminare «con la massima rapidità e serietà» la decisione di assegnare al presidente Donald Trump un inedito ‘Premio Fifa per la pace’.

L’affondo poggia su un impianto regolamentare preciso. L’articolo 15 del codice etico impone al presidente la neutralità politica, e i parlamentari – guidati dall’irlandese Barry Andrews, dall’olandese Lara Wolters, dal danese Niels Fuglsang e dal tedesco Sebastian Everding – chiedono di chiarire se il premio sia stato deciso dal Consiglio, dal suo ufficio di presidenza o unilateralmente da Infantino. La lettera cita testualmente la richiesta di FairSquare di «studiare le circostanze» dell’attribuzione, avvenuta nel novembre 2025 senza che criteri e modalità fossero mai resi noti. Per i deputati, l’indagine rappresenta «un’occasione per la Fifa di dimostrare il proprio impegno a favore della neutralità politica, della trasparenza e della responsabilità».

Il contesto allarga il campo d’indagine. FairSquare aveva già segnalato in ottobre l’appello di Infantino a concedere a Trump il Nobel per la pace e i suoi commenti favorevoli alle politiche interne statunitensi, accusando il presidente di minacciare «l’integrità e la reputazione del calcio e della stessa Fifa». La lettera dei cinquanta eurodeputati allarga il tiro anche al rapporto con l’Arabia Saudita, che ospiterà i Mondiali del 2034, e alla recente sponsorizzazione con Aramco, definita «il più grande inquinatore aziendale del mondo». Un’accusa che, secondo gli analisti di Bruxelles, inserisce la vicenda in una più ampia partita sulla governance globale dello sport.

La Fifa, interpellata dall’Afp, non ha commentato. Un silenzio che si somma alla mancata risposta alle richieste di FairSquare e alle critiche sul premio. Eppure il parallelo con il 2015 è immediato: allora il Parlamento europeo chiese le dimissioni di Blatter, che le annunciò pochi giorni dopo la rielezione. Oggi, con il Mondiale 2026 in pieno svolgimento e gli occhi del mondo puntati sull’organizzazione, la mossa dei deputati europei – definita da FairSquare «l’intervento più significativo di responsabili politici europei contro gli abusi di governance ai vertici del calcio mondiale» – rischia di trasformare il silenzio di Infantino in un boomerang.

La prossima mossa spetta alla commissione etica, ma il campo si restringe. Delle 211 federazioni affiliate, solo la Norvegia ha finora preso posizione. L’iniziativa del Parlamento europeo potrebbe incoraggiare altre federazioni a uscire allo scoperto, proprio mentre la vetrina del Mondiale amplifica ogni crepa nella credibilità della Fifa. La partita per la trasparenza è appena cominciata.

Divergenza — chi la racconta come
12%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.40 a −0.10
CriticoFavorevole
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Stampa arabo levante-Maghreb−0.30critical
Stampa latinoamericana−0.40critical
I media europei non sono rappresentati in questo cluster.
Stampa africana subsahariana−0.10
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Il comitato etico deve indagare sull'assegnazione del premio per la pace come potenziale violazione della neutralità.

Meccanismogiudizializzazione

Il blocco presenta la lettera degli eurodeputati come una richiesta formale e procedurale a un organismo etico, basando la narrazione sul codice etico e sulla denuncia dell'ONG.

DistaccoPragmatismo
Stampa arabo levante-Maghreb−0.30
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Infantino è sotto pressione da parte dei parlamentari europei che considerano il premio un atto politico da indagare.

Meccanismogiudizializzazione

Il blocco amplifica la caratterizzazione dell'ONG della lettera come un intervento politico storico, inquadrando la richiesta come una sfida ad alto rischio per la governance della FIFA.

AllarmeScetticismo
Stampa latinoamericana−0.40
Voce

Il premio senza precedenti viola le regole di neutralità della FIFA e richiede un'indagine approfondita.

Meccanismogiudizializzazione

Il blocco enfatizza la natura senza precedenti del premio e la specifica violazione del codice etico, inquadrando la richiesta come un chiaro caso di cattiva condotta che richiede un'azione immediata.

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