
L’addio allo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani e la geografia del cordoglio
Leader e delegazioni da tutto il mondo rendono omaggio all’ex emiro del Qatar, figura chiave della trasformazione energetica e diplomatica del Paese, in un momento di riallineamenti regionali.
La scomparsa dello sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani, emiro del Qatar dal 1995 al 2013 e padre dell’attuale sovrano Tamim, ha innescato una mobilitazione diplomatica che disegna con precisione la mappa delle alleanze di Doha. Il decesso, avvenuto domenica all’età di 74 anni, ha portato all’apertura di tre giorni di condoglianze ufficiali al Palazzo di Lusail, dove l’emiro Tamim ha ricevuto capi di Stato, primi ministri e membri di famiglie regnanti. Secondo fonti del Golfo, la scelta di un lutto nazionale di quattro giorni con bandiere a mezz’asta conferma il peso simbolico della figura paterna nella legittimazione della leadership attuale, in un Paese dove la successione dinastica resta un pilastro della stabilità interna.
La risposta dei vicini arabi ha mostrato una convergenza di toni che, secondo analisti mediorientali, riflette il superamento delle fratture emerse con il blocco del 2017. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha telefonato all’emiro Tamim per porgere le condoglianze, un gesto che Riyadh presenta come espressione di «sentimenti fraterni sinceri». Parallelamente, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, ha fatto lo stesso, mentre delegazioni di alto livello sono giunte dagli emirati di Ajman, dal Kuwait e dal Bahrein, i cui principi ereditari si sono recati personalmente a Doha. Nell’ottica del Maghreb, il Marocco ha inviato il capo del governo Aziz Akhannouch su istruzioni del re Mohammed VI, con una lettera di cordoglio che ha sottolineato la «solidità delle relazioni» tra i due Paesi; l’Algeria, tramite il presidente Tebboune, ha ricordato il defunto come «uno dei grandi costruttori dello Stato del Qatar» e ha evocato il legame speciale che lo univa ad Algeri, frutto di visite ripetute e di una cooperazione rafforzata.
Al di là del mondo arabo, la presenza a Doha del presidente ruandese Paul Kagame, del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e del premier libanese Nawaf Salam – giunto con una delegazione ministeriale – indica, secondo osservatori europei, la capacità del Qatar di proiettare la propria influenza su scacchieri diversi, dall’Africa orientale all’Asia meridionale, fino al Levante. Per l’Italia e l’Europa, la stabilità della leadership qatariota ha un rilievo diretto: Doha è un fornitore chiave di gas naturale liquefatto e un mediatore in crisi che toccano gli interessi europei, dal Libano all’Afghanistan. La partecipazione libanese, in particolare, è stata letta da analisti di Beirut come un riconoscimento del ruolo di Doha nel sostenere le istituzioni del Paese dei cedri durante la crisi economica.
Le esequie si concluderanno mercoledì, dopo tre giorni di udienze mattutine e serali. Il cerimoniale ha già permesso di misurare la tenuta della rete diplomatica qatariota, costruita dallo sceicco Hamad negli anni della grande trasformazione energetica e dell’attivismo regionale. Secondo fonti vicine al Consiglio di cooperazione del Golfo, il cordoglio unanime non cancella le competizioni strategiche, ma consolida un quadro di normalizzazione che, dopo la riconciliazione di Al-Ula del 2021, appare ormai irreversibile. Resta da osservare se questa parentesi di lutto si tradurrà in nuove iniziative di coordinamento politico, a partire dal dossier palestinese e dai rapporti con Teheran, sui quali il Qatar continua a esercitare un’influenza discreta ma riconosciuta.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.20 | neutral |
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| Stampa del Golfo arabo | +0.20 | neutral |
Il Marocco, il Libano e l'Arabia Saudita parlano come fratelli in lutto, affermando la solidarietà della nazione araba.
Ripetendo costantemente il linguaggio della fratellanza e dei legami personali, il blocco naturalizza l'alleanza politica come un vincolo familiare.
Il blocco omette qualsiasi accenno alle tensioni passate tra il Qatar e alcuni di questi paesi (ad esempio il blocco saudita) che potrebbero complicare la narrazione di una fratellanza senza soluzione di continuità.
Gli Emirati Arabi Uniti parlano come fratelli e alleati, esprimendo condoglianze personali e rafforzando i legami stretti tra i due stati del Golfo.
Enfatizzando la telefonata diretta e la visita personale, il blocco personalizza le relazioni statali, facendo apparire la diplomazia come una questione di affetto personale.
Il blocco omette qualsiasi contesto geopolitico più ampio o critiche al Qatar, concentrandosi esclusivamente sul rapporto positivo.
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