
L’accelerazione globale su ibrido, software e piattaforme: i nuovi modelli che ridisegnano il mercato
Dall’intelligenza artificiale del nuovo Elantra al ritorno del Pajero su telaio a longheroni, i costruttori asiatici spingono su elettrificazione accessibile e digitale, con effetti concreti anche per l’Europa.
La presentazione ufficiale dell’ottava generazione di Hyundai Elantra al Salone della Mobilità di Busan 2026 segna un punto di svolta misurabile: per la prima volta un costruttore generalista integra in un modello di volume un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale generativa, il sistema Gleo AI, all’interno di una piattaforma software definita (Pleos Connect) che trasforma l’auto in un dispositivo connesso e aggiornabile a distanza. La berlina, che cresce di 55 mm in lunghezza e adotta un design ispirato alla compatta i20, sarà disponibile in Corea del Sud nel terzo trimestre con motorizzazioni ibride e a benzina, ma il dato rilevante per l’industria è l’architettura digitale: un app store dedicato, comandi vocali in linguaggio naturale e gestione predittiva dell’energia che anticipano la direzione dei futuri modelli europei del gruppo.
La stessa spinta verso l’elettrificazione accessibile si manifesta con intensità diversa nei mercati emergenti. In Argentina, il marchio cinese DFSK ha lanciato il SUV ibrido plug-in E5 Plus a sette posti a un prezzo promozionale inferiore ai 34.000 dollari, con 97 km di autonomia elettrica urbana e una garanzia di sei anni su batterie e veicolo. Secondo gli analisti sudamericani, l’operazione conferma la strategia dei costruttori cinesi di aggredire le fasce medio-basse con prodotto familiare e tecnologia ibrida matura, facendo leva su dazi contenuti e reti di importazione snelle. In Indonesia, Mitsubishi risponde con il Destinator, SUV a sette posti spinto da un 1.5 turbo da 163 CV abbinato a un cambio CVT, pensato per un uso quotidiano efficiente e per le condizioni di guida locali, mentre Hyundai propone sulla CRETA quattro modalità di guida e tre per il controllo di trazione, adattando la risposta del motore a neve, fango e sabbia.
Sul fronte dei fuoristrada, documenti di omologazione australiani indicano che Mitsubishi riporterà il nome Pajero entro fine 2026, con quattro allestimenti e il motore diesel biturbo 2.4 da 150 kW già visto sul pick-up Triton. La scelta del telaio a longheroni, con sospensioni riviste per migliorare il comfort su asfalto, risponde a una domanda ancora forte in Oceania e in parte del Sud-est asiatico per veicoli da lavoro e avventura, segmento che in Europa resta marginale ma che influenza le economie di scala delle piattaforme globali. In India, intanto, Nissan prepara il SUV Tekton, gemello tecnico della Duster ma con frontale e coda ridisegnati, a conferma di come la condivisione di piattaforme tra alleanze industriali consenta di differenziare l’offerta senza moltiplicare i costi.
Per l’Europa e l’Italia, questi movimenti delineano uno scenario di medio periodo: l’ibrido plug-in a prezzi contenuti e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di bordo stanno diventando terreno di competizione globale, non più appannaggio dei soli marchi premium. La prossima tappa concreta sarà la presentazione dei prezzi e delle specifiche definitive del Pajero, attesa tra settembre e novembre 2026, mentre l’arrivo in Europa di piattaforme come quella del nuovo Elantra potrebbe accelerare il rinnovamento della gamma Hyundai già nel 2027.
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