
Jakarta e Il Cairo congelano le tariffe, il Brasile le aumenta: la mappa globale dell’energia
L’Indonesia blocca i rincari nonostante la formula li imporrebbe, l’Egitto nega aumenti domestici ma prepara un piano d’emergenza per il picco estivo, mentre in Brasile scattano rialzi fino al 10%.
Il governo indonesiano ha annunciato che le tariffe elettriche per tredici categorie di utenti non sovvenzionati resteranno invariate nel terzo trimestre del 2026, nonostante la formula di adeguamento automatico indicasse un rialzo. I parametri macroeconomici di riferimento — cambio rupia/dollaro a 16.959, greggio indonesiano a 96,12 dollari al barile, inflazione allo 0,21% e prezzo del carbone di riferimento a 70 dollari per tonnellata — avrebbero infatti prodotto un incremento. La decisione, ha spiegato il ministro dell’Energia Bahlil Lahadalia, risponde alla necessità di sostenere il potere d’acquisto e la stabilità economica nazionale, confermando al contempo i sussidi per le ventiquattro categorie di utenti vulnerabili, dalle famiglie a basso reddito alle piccole imprese.
Sull’altra sponda del Mediterraneo, l’Egitto affronta una sfida diversa: la domanda estiva di elettricità potrebbe crescere dell’8% rispetto al picco record di 40.000 megawatt toccato nel 2025. I ministeri dell’Elettricità e del Petrolio hanno varato un piano d’emergenza congiunto che affianca all’importazione di gas naturale liquefatto (GNL) — già pari a circa il 68% della produzione interna nello scorso aprile — l’installazione di 2.200 megawatt di nuova capacità rinnovabile e 1.300 megawattora di batterie di accumulo. Il terminale di Damietta viene utilizzato come riserva strategica per stoccare e rigassificare i carichi di GNL. Il portavoce del ministero ha escluso aumenti delle tariffe domestiche, ma ha confermato un sovrapprezzo del 20% per le utenze commerciali ad alto consumo nelle ore di punta. In parallelo, il Cairo accelera sul fronte finanziario: tre società petrolifere statali sono state quotate in via provvisoria alla Borsa egiziana, con transazioni in dollari, per attrarre capitali del Golfo e sostenere il programma di privatizzazioni.
In Brasile, invece, il regolatore Aneel ha approvato un incremento medio del 10,2% per i clienti di Enel San Paolo, che scatterà il 4 luglio. Le utenze residenziali in bassa tensione vedranno un aumento del 9,02%, mentre quelle in alta tensione subiranno un rialzo del 15%. L’intervento è motivato da componenti finanziarie una tantum legate al recupero di costi di acquisto e trasporto dell’energia non coperti dalle tariffe precedenti. Nello stato del Tocantins, la concessionaria Energisa applicherà un ritocco medio del 7,92%, con punte dell’8,11% per i clienti domestici. Enel San Paolo, che serve oltre otto milioni di utenze nella regione metropolitana, è al centro di un procedimento di decadenza della concessione per presunte carenze nel servizio, con il contratto in scadenza nel 2028.
Le scelte divergenti di Jakarta, Il Cairo e Brasilia riflettono il difficile equilibrio tra sostenibilità finanziaria dei sistemi elettrici e protezione sociale. La forte dipendenza egiziana dal GNL, in un contesto di produzione interna in calo, potrebbe influenzare i mercati globali del gas proprio mentre l’Europa — e l’Italia in particolare — consolida le proprie infrastrutture di importazione. I prossimi mesi offriranno un banco di prova: il picco dei consumi estivi in Egitto misurerà la tenuta della rete, mentre in Brasile l’attenzione resta puntata sul rinnovo della concessione di Enel San Paolo e sulla capacità del governo di attrarre investimenti senza scaricare costi eccessivi sulle famiglie.
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Il governo ha deciso di non aumentare le tariffe elettriche per il terzo trimestre 2026, nonostante la formula di adeguamento indicasse un rialzo, per salvaguardare il potere d'acquisto dei cittadini e sostenere l'economia. La misura riguarda 13 categorie di clienti non sovvenzionati.
L'Egitto ha messo a punto un piano d'emergenza per far fronte a un picco estivo record della domanda di elettricità, previsto in crescita dell'8% rispetto ai 40.000 MW dell'anno scorso. Il piano combina riserve di gas naturale liquefatto, 2.200 MW di nuova capacità rinnovabile e 1.300 MW di batterie di accumulo, per evitare i blackout del 2023.
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