
Due vigili del fuoco morti a Bordeaux, la Francia brucia sotto l’ondata di calore
Le vittime sono decedute durante le operazioni di spegnimento di un incendio divampato accanto all’aeroporto di Mérignac, mentre il Paese affronta decine di roghi e temperature record.
Due vigili del fuoco sono morti nel pomeriggio di martedì mentre combattevano un incendio scoppiato nelle immediate vicinanze dell’aeroporto di Bordeaux-Mérignac, nel dipartimento della Gironda, nel sud-ovest della Francia. Lo ha confermato all’Assemblea nazionale il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, precisando che le fiamme hanno coinvolto un edificio nei pressi dei parcheggi a lunga sosta dello scalo. Le autorità locali hanno disposto la sospensione di parte dei decolli, mentre gli atterraggi sono proseguiti, e una densa colonna di fumo è rimasta visibile dal centro di Bordeaux.
Il dipartimento della Gironda si trovava in stato di allerta rossa per il rischio incendi boschivi, il livello massimo previsto da Météo-France. Secondo la prefettura, sul posto sono intervenuti un centinaio di pompieri, mezzi aerei e l’unità antincendio dell’aeroporto. Le cause del rogo non sono state ancora chiarite, ma i media locali riferiscono che le fiamme sarebbero partite da un incendio di sterpaglie propagatosi rapidamente a causa della vegetazione secca e delle temperature elevate.
Nella stessa giornata, un vasto incendio ha colpito il dipartimento del Var, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, costringendo all’evacuazione di centinaia di persone nei comuni di Pontevès, Cotignac e Sillans-la-Cascade. Le cifre sulla superficie percorsa restano discordanti: la prefettura del Var ha parlato inizialmente di 350 ettari, poi aggiornati a 500, mentre altre fonti locali hanno riferito di 1.700 ettari. Sei persone, tra cui quattro vigili del fuoco, sono rimaste leggermente intossicate dal fumo. Oltre seicento operatori e otto Canadair sono stati mobilitati per contenere le fiamme, alimentate da vento caldo e siccità.
La Francia sta vivendo una stagione degli incendi eccezionalmente precoce e intensa. Dall’inizio dell’anno, secondo il ministro Nuñez, sono bruciati quasi 40.000 ettari di vegetazione, una superficie che supera già il totale dell’intero 2025 e il precedente record del 2022. Roghi di minore estensione sono attivi nelle Alte Alpi, in Corsica e nella Vandea, mentre a Fontainebleau, alle porte di Parigi, sei persone sono state fermate con l’accusa di aver innescato un incendio che ha distrutto oltre 2.200 ettari.
L’ondata di calore che interessa l’Europa meridionale e occidentale ha fatto scattare misure di emergenza in diversi Paesi. In Italia, il ministero della Salute ha diramato l’allerta rossa per sette città, tra cui Roma, Firenze e Bologna, mentre in Spagna un incendio fuori controllo nella provincia di Guadalajara ha costretto all’evacuazione di oltre 1.200 residenti. La Germania ha introdotto restrizioni idriche in Baviera e nel Regno Unito si profila il divieto di utilizzare manichette e irrigatori nella regione di Londra. Le autorità francesi hanno aperto un’inchiesta per accertare le cause dei singoli focolai, ma ribadiscono che nove incendi su dieci sono di origine umana.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
La Francia ufficiale e i media continentali piangono i vigili del fuoco caduti, esprimendo condoglianze e sottolineando il sacrificio eroico.
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