
Il Tas condanna la Lazio Women: illegittimo interrompere il rapporto con la calciatrice incinta
Il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna riconosce la violazione delle norme Fifa sulla maternità e ordina un risarcimento, creando un precedente per il calcio femminile internazionale.
Il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna ha stabilito che la Lazio Women ha interrotto in modo illegittimo il rapporto di lavoro con la centrocampista svedese Maja Göthberg a causa della sua gravidanza, condannando il club a versare un risarcimento complessivo di circa 69.000 euro tra indennità salariale e danni morali. La decisione, che ribalta il primo grado di giudizio della Camera di Risoluzione delle Controversie della Fifa, rappresenta la prima pronuncia del massimo organo arbitrale sportivo a riconoscere formalmente una violazione del Regolamento sulla maternità della Fifa da parte di una società.
Secondo la ricostruzione accolta dal collegio arbitrale, nell’estate del 2024 le parti avevano raggiunto un’intesa verbale per il rinnovo contrattuale dopo la promozione in Serie A, ma la firma non era ancora stata apposta. Quando la giocatrice ha comunicato al club di essere incinta, chiedendo riservatezza, la Lazio ha negato l’esistenza di un vincolo e ha interrotto le trattative. Il Tas ha ritenuto che un rapporto di lavoro giuridicamente vincolante fosse già in essere, anche in assenza di un contratto sottoscritto, e che la divulgazione della notizia della gravidanza alle compagne di squadra abbia violato le norme sulla confidenzialità dei dati medici.
La calciatrice, assistita dal sindacato internazionale Fifpro, ha dichiarato che la sentenza «lancia un messaggio chiaro: la gravidanza non dovrebbe mai essere considerata un problema o un motivo per negare opportunità lavorative». Da Bruxelles, gli analisti del diritto sportivo europeo sottolineano come il caso possa influenzare l’applicazione futura delle tutele per le atlete professioniste, estendendo la protezione anche alle fasi precontrattuali. La Lazio Women, pur rispettando il lodo, ha evidenziato la natura eccezionale della vicenda, l’assenza di mala fede e il fatto che le interlocuzioni siano avvenute esclusivamente tramite l’agente, senza contatti diretti con la giocatrice.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione, in Italia e in Europa, verso i diritti delle calciatrici professioniste, un settore in rapida evoluzione normativa dopo l’introduzione del professionismo femminile. Il caso Göthberg, per la prima volta, chiarisce che i club non possono sottrarsi a un accordo già definito nei suoi elementi essenziali una volta appresa la gravidanza dell’atleta. Al momento non sono previsti ulteriori gradi di giudizio: la decisione del Tas è definitiva e vincolante, e il pagamento del risarcimento è atteso nelle prossime settimane.
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La condanna della Lazio Women rappresenta un punto di svolta per la tutela della maternità nel calcio professionistico. Il club ha interrotto illegittimamente il rapporto con la calciatrice svedese non appena ha saputo della gravidanza, violando principi fondamentali di equità. La sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport stabilisce un precedente chiaro: la gravidanza non può mai giustificare la perdita di opportunità lavorative.
Il caso della calciatrice svedese licenziata perché incinta arriva come un campanello d'allarme per il calcio femminile globale. La giustizia sportiva ha obbligato la Lazio a pagare un'indennità, riconoscendo l'illegittimità della rescissione. La vicenda sottolinea l'urgenza di rafforzare le tutele contro le discriminazioni di genere nello sport professionistico.
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