
Il fisco globale a due velocità: surplus in Russia, balzo in Nigeria, mentre Africa e America Latina restano in affanno
Mosca chiude giugno in attivo di 196 miliardi di rubli e Abuja vede il gettito semestrale salire del 50%, ma Kenya, Ghana e Colombia mancano gli obiettivi e Parigi lancia l’allarme sul debito.
La mappa della finanza pubblica mondiale disegna traiettorie divergenti. La Nigeria ha registrato un balzo del gettito fiscale federale del 51-52% nel primo semestre 2026, passando da 14,27 a 21,6 trilioni di naira, secondo i dati diffusi dalla presidenza. L’incremento è attribuito dagli analisti di Abuja alle riforme tributarie, alla digitalizzazione e a un controllo più stretto delle rendite petrolifere. Parallelamente, la Russia ha chiuso giugno con un surplus di bilancio di 196 miliardi di rubli, trainato sia dalle entrate petrolifere sia da quelle non legate agli idrocarburi, queste ultime cresciute di oltre il 25% nel secondo trimestre su base annua, come ha comunicato il presidente Putin.
Sul versante opposto, diversi paesi africani e latinoamericani mostrano scostamenti significativi. In Kenya, il Tesoro ha mancato l’obiettivo di gettito per 90,1 miliardi di scellini nell’anno fiscale chiuso a giugno 2026, con un deficit salito al 7,1% del Pil e un conseguente aumento del ricorso al debito interno. In Ghana, il deputato Gideon Boako ha denunciato in Parlamento che nel primo trimestre 2026 le entrate sono rimaste sotto le attese del 4,5%, costringendo il governo a tagliare la spesa del 29% e ad aumentare l’indebitamento per finanziare programmi come l’istruzione secondaria gratuita. Il gettito IVA, i prelievi su petrolio e dazi sono risultati tutti largamente inferiori ai target.
In Colombia, il governo uscente di Gustavo Petro ha presentato a pochi giorni dalla fine del mandato una riforma tributaria da 21,9 trilioni di pesos (circa l’1% del Pil) per affrontare un deficit che il Comitato autonomo della regola fiscale stima all’8% del Pil. La proposta, che include un’imposta patrimoniale, l’aumento dell’IVA sui combustibili fossili e un prelievo sulle esportazioni di petrolio e carbone, è stata accolta con freddezza dal nuovo Congresso e dal presidente eletto Abelardo de la Espriella, che in campagna elettorale aveva escluso nuovi aggravi. Il servizio del debito colombiano è previsto in crescita da 100 a 125 trilioni di pesos nel 2027, un’eredità che secondo i parlamentari richiederà tagli alla spesa piuttosto che nuove entrate.
Anche la Francia si confronta con un quadro definito “preoccupante, persino grave” dal primo ministro Sébastien Lecornu. Con un deficit al 5,1% del Pil e un debito tra i più alti dell’Eurozona, Parigi ha ricevuto moniti convergenti da FMI e OCSE sulla necessità di un risanamento credibile. Lecornu ha escluso aumenti delle imposte, ma ha aperto alla revisione di alcune nicchie fiscali e a un contenimento della spesa, ad esempio riducendo il rimborso di farmaci a basso beneficio terapeutico e introducendo un meccanismo di bonus-malus tra ministeri. L’obiettivo di portare il deficit al 3% entro il 2029 appare tuttavia sempre più lontano, anche a causa dell’impatto della guerra in Iran sui prezzi energetici.
I prossimi passaggi parlamentari – dal dibattito sul bilancio francese in autunno alla discussione della riforma colombiana nel nuovo Congresso, fino all’attuazione dei piani di consolidamento in Kenya e Ghana – offriranno una verifica immediata della capacità di questi esecutivi di tradurre gli annunci in misure efficaci, in un contesto globale segnato da tassi ancora elevati e da nuove tensioni geopolitiche.
| Stampa russa e CSI | +0.70 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
| Stampa africana subsahariana | −0.20 | neutral |
La Russia riproietta la propria solidità fiscale come prova di resilienza contro le crisi globali, utilizzando i dati del surplus come vanto.
Uso selettivo di dichiarazioni presidenziali e cifre positive per creare una narrazione di successo, omettendo possibili squilibri strutturali.
Non menziona il contesto di deficit globali né le difficoltà di Francia, Colombia o Kenya, presenti nei resoconti degli altri blocchi.
La Francia universalizza il problema del deficit come una minaccia esistenziale per la sovranità nazionale, citando i richiami del FMI e dell'OCSE.
Impiego di un linguaggio allarmistico ('grave', 'preoccupante') e di proiezioni future per legittimare una richiesta di austerità, trascurando gli aspetti positivi della spesa pubblica.
Non riconosce il surplus russo come contrappunto, né discute le cause strutturali del debito francese come le politiche di spesa passate, mentre altri blocchi evidenziano il surplus russo.
La Colombia giudica il governo uscente come inadempiente, accusandolo di lasciare un'eredità fiscale insostenibile al nuovo esecutivo.
Enfasi sulla tempistica della riforma e sulle reazioni negative dei partiti per dipingere l'attuale amministrazione come inadeguata, omettendo le ragioni dell'aumento della spesa.
Non menziona il surplus russo come possibile punto di confronto, né le performance positive della Nigeria in Africa, preferendo concentrarsi esclusivamente sulle difficoltà domestiche.
L'Africa subsahariana si presenta come un continente diviso tra successi fiscali nigeriani e crisi di gettito in Kenya e Ghana, con voci critiche che accusano i governi di cattiva gestione.
Giustapposizione di dati contrastanti per suggerire che il problema è la governance locale, non la congiuntura globale, tralasciando il contesto di prezzi del petrolio e aiuti internazionali.
Non collega la performance nigeriana all'aumento dei prezzi del petrolio né discute le politiche di spesa dei governi deficitari in modo strutturale, mentre altri blocchi offrono un quadro globale dei deficit.
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