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Società e Culturadomenica 28 giugno 2026

Il crepitio della manteiga e il profumo di lasanha: memorie in pentola da tre continenti

Dalla cucina nordestina del Brasile alle fusioni indonesiane, passando per le tavole messicane e argentine, le ricette domestiche diventano patrimonio affettivo che unisce generazioni.

La domenica mattina, in una casa del Ceará, l’aria si riempie di un aroma che è insieme dolce e salato: cipolla che sfrigola nella manteiga da terra, formaggio coalho che si scioglie, e il profumo terroso della carne de sol. È il momento del baião cremoso, ma altrove, a chilometri di distanza, nella cucina di una família paulista, un altro forno sprigiona il sentore inconfondibile di lasanha appena sfornata – strati di massa, frango desfiado, requeijão e bacon che promettono il pranzo comunitario. «Sentiu o cheirinho de lasanha no ar? O domingo chegou»: la cronaca domestica diventa invito affettivo, e la tavola si trasforma nel luogo in cui la memoria prende corpo.

Per lo chef Alexandre Costa, che in un programma della TV brasiliana ha condiviso la sua versione “100% nordestina” del baião cremoso, cucinare i piatti della tradizione è «un modo per preservare memorie». Il suo piatto – un risotto di fagioli verdi, riso e nata, arricchito da queijo coalho grigliato, macaxeira fritta e un tocco di rapadura – non è solo una ricetta: è un gesto identitario che trasforma ingredienti umili in un’esperienza sensoriale dove ogni componente va assaggiato separatamente prima di essere mescolato, così che i sapori «emergano uno a uno, come ricordi». La stessa logica anima la lasanha de vó, descritta come «patrimonio culturale»: l’atto di disporre le lamine di pasta, il cream cheese e il pollo sfilacciato diventa rituale che riporta all’infanzia, quando le nonne impastavano il tempo e l’attesa.

Su scala globale, il focolare domestico si conferma laboratorio di creatività e resistenza culturale. In Messico, la tinga de pollo al chipotle sopravvive come piatto «senza tecniche complesse né ingredienti difficili», ma capace di evolversi con il riposo: il giorno dopo è più buona, perché i sapori si compenetrano meglio. La sua versatilità – si serve in tostadas, tacos o tortas – la rende un classico trasversale, amato da chi cerca il sapore deciso del chipotle bilanciato dalla dolcezza del pomodoro maturo. In Colombia, la cuoca amatoriale María Dulcey rilegge l’hamburger in una bowl che esalta la papas pastusas e la salsa allo yogurt e mostarda, mentre in Argentina l’asado de chuck con miso e jengibre racconta un’altra storia: quella di un paese che, pur legato alla parrilla, sperimenta marinature orientali e cotture lente nella Dutch oven, «ottenendo una carne che si sfalda al solo tocco» e poi si gratina per un effetto croccante.

Dall’emisfero opposto, l’Indonesia risponde con dessert che sono ponti tra golosità e raffinatezza. I brownies cheesecake di Martin Praja, con il loro doppio strato fudgy e cremoso, nascono da un’intuizione semplice – unire il brown butter al cioccolato fondente con un impasto di cream cheese e limone – e diventano un fenomeno da social network, perfetti per gli hâmper e le idee di vendita casalinga. E se il potato egg cheese di Sitalidah trasforma la colazione in un gioco di kentang parut croccante e keju lumer, il chowder canadese a base di merluzzo, vongole e cozze riporta alla dimensione del comfort food nordico, con la sua purea di sedano rapa e il pane baguette per intingere.

È un mosaico di voci che non ha bisogno di classifiche né di stelle: ogni ricetta diventa racconto perché porta con sé il timbro di una comunità e l’impronta di chi l’ha preparata. Non a caso molte di queste preparazioni circolano sui profili Instagram di cuochi amatoriali o nei programmi del mattino, dove il pubblico partecipa inviando la propria variante. Il baião di Alexandre Costa, la canjica con goiabada, la paçoca di amendoim e biscotto maizena: tutti testimoniano che la cucina è un archivio vivente, dove il sapore del latte condensato o l’asprezza del limone sulla cheesecake diventano alfabeto sentimentale. Alla fine, ciò che resta è un’immagine: cucchiai che si alzano da piatti fumanti, mani che spezzano la crosta di una lasanha, e il vapore che sale – denso come il tempo che si ferma, intimo come una storia tramandata a bassa voce.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

24%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa sud-est asiatica
Stampa latinoamericana/ Mercato
TrionfoPragmatismo

La cucina casalinga custodisce le tradizioni regionali e i ricordi familiari, fungendo da ponte tra generazioni. I piatti tipici non sono solo ricette, ma narrazioni di identità culturale e affetti profondi.

Stampa sud-est asiatica
PragmatismoDistacco

Cucinare è un atto pratico e piacevole, volto a creare piatti facili e soddisfacenti per il comfort quotidiano. Le ricette uniscono ingredienti comuni in combinazioni golose, senza pretese culturali profonde.

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Oltre il dato clinico: perché la salute ha bisogno di regole, accesso e una comunicazione che tocchi le emozioni·Colombia, De la Espriella affronta il debito record con tagli e missione a Washington·Monaco, attentato all’oligarca Yermolaiev: le piste tra servizi ucraini e criminalità organizzata·L’ombra di Salah su Australia-Egitto: a Dallas si decide il sogno mondiale·Abusi su minori e anziani in strutture di cura: indagini e condanne tra tre continenti·Tottenham, doppio record in una settimana: Fernandes e Tonali per la riscossa·Ondata di calore in Europa: 90 annegamenti in Francia, ferrovie in tilt e mercati elettrici sotto stress·Merz vara 34 riforme per arginare l’AfD: sgravi ai redditi medi, più tasse ai ricchi e stretta sui malati·Oltre il dato clinico: perché la salute ha bisogno di regole, accesso e una comunicazione che tocchi le emozioni·Colombia, De la Espriella affronta il debito record con tagli e missione a Washington·Monaco, attentato all’oligarca Yermolaiev: le piste tra servizi ucraini e criminalità organizzata·L’ombra di Salah su Australia-Egitto: a Dallas si decide il sogno mondiale·Abusi su minori e anziani in strutture di cura: indagini e condanne tra tre continenti·Tottenham, doppio record in una settimana: Fernandes e Tonali per la riscossa·Ondata di calore in Europa: 90 annegamenti in Francia, ferrovie in tilt e mercati elettrici sotto stress·Merz vara 34 riforme per arginare l’AfD: sgravi ai redditi medi, più tasse ai ricchi e stretta sui malati·
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4 testate|1 lingua|4 min lettura
domenica 28 giugno 2026

Il crepitio della manteiga e il profumo di lasanha: memorie in pentola da tre continenti

Dalla cucina nordestina del Brasile alle fusioni indonesiane, passando per le tavole messicane e argentine, le ricette domestiche diventano patrimonio affettivo che unisce generazioni.

La domenica mattina, in una casa del Ceará, l’aria si riempie di un aroma che è insieme dolce e salato: cipolla che sfrigola nella manteiga da terra, formaggio coalho che si scioglie, e il profumo terroso della carne de sol. È il momento del baião cremoso, ma altrove, a chilometri di distanza, nella cucina di una família paulista, un altro forno sprigiona il sentore inconfondibile di lasanha appena sfornata – strati di massa, frango desfiado, requeijão e bacon che promettono il pranzo comunitario. «Sentiu o cheirinho de lasanha no ar? O domingo chegou»: la cronaca domestica diventa invito affettivo, e la tavola si trasforma nel luogo in cui la memoria prende corpo.

Per lo chef Alexandre Costa, che in un programma della TV brasiliana ha condiviso la sua versione “100% nordestina” del baião cremoso, cucinare i piatti della tradizione è «un modo per preservare memorie». Il suo piatto – un risotto di fagioli verdi, riso e nata, arricchito da queijo coalho grigliato, macaxeira fritta e un tocco di rapadura – non è solo una ricetta: è un gesto identitario che trasforma ingredienti umili in un’esperienza sensoriale dove ogni componente va assaggiato separatamente prima di essere mescolato, così che i sapori «emergano uno a uno, come ricordi». La stessa logica anima la lasanha de vó, descritta come «patrimonio culturale»: l’atto di disporre le lamine di pasta, il cream cheese e il pollo sfilacciato diventa rituale che riporta all’infanzia, quando le nonne impastavano il tempo e l’attesa.

Su scala globale, il focolare domestico si conferma laboratorio di creatività e resistenza culturale. In Messico, la tinga de pollo al chipotle sopravvive come piatto «senza tecniche complesse né ingredienti difficili», ma capace di evolversi con il riposo: il giorno dopo è più buona, perché i sapori si compenetrano meglio. La sua versatilità – si serve in tostadas, tacos o tortas – la rende un classico trasversale, amato da chi cerca il sapore deciso del chipotle bilanciato dalla dolcezza del pomodoro maturo. In Colombia, la cuoca amatoriale María Dulcey rilegge l’hamburger in una bowl che esalta la papas pastusas e la salsa allo yogurt e mostarda, mentre in Argentina l’asado de chuck con miso e jengibre racconta un’altra storia: quella di un paese che, pur legato alla parrilla, sperimenta marinature orientali e cotture lente nella Dutch oven, «ottenendo una carne che si sfalda al solo tocco» e poi si gratina per un effetto croccante.

Dall’emisfero opposto, l’Indonesia risponde con dessert che sono ponti tra golosità e raffinatezza. I brownies cheesecake di Martin Praja, con il loro doppio strato fudgy e cremoso, nascono da un’intuizione semplice – unire il brown butter al cioccolato fondente con un impasto di cream cheese e limone – e diventano un fenomeno da social network, perfetti per gli hâmper e le idee di vendita casalinga. E se il potato egg cheese di Sitalidah trasforma la colazione in un gioco di kentang parut croccante e keju lumer, il chowder canadese a base di merluzzo, vongole e cozze riporta alla dimensione del comfort food nordico, con la sua purea di sedano rapa e il pane baguette per intingere.

È un mosaico di voci che non ha bisogno di classifiche né di stelle: ogni ricetta diventa racconto perché porta con sé il timbro di una comunità e l’impronta di chi l’ha preparata. Non a caso molte di queste preparazioni circolano sui profili Instagram di cuochi amatoriali o nei programmi del mattino, dove il pubblico partecipa inviando la propria variante. Il baião di Alexandre Costa, la canjica con goiabada, la paçoca di amendoim e biscotto maizena: tutti testimoniano che la cucina è un archivio vivente, dove il sapore del latte condensato o l’asprezza del limone sulla cheesecake diventano alfabeto sentimentale. Alla fine, ciò che resta è un’immagine: cucchiai che si alzano da piatti fumanti, mani che spezzano la crosta di una lasanha, e il vapore che sale – denso come il tempo che si ferma, intimo come una storia tramandata a bassa voce.

Divergenza delle fonti

Società e Cultura · 4 testate · 1 lingua

24%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole86%
Neutrale14%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa sud-est asiatica
Stampa latinoamericana/ Mercato
TrionfoPragmatismo

La cucina casalinga custodisce le tradizioni regionali e i ricordi familiari, fungendo da ponte tra generazioni. I piatti tipici non sono solo ricette, ma narrazioni di identità culturale e affetti profondi.

Stampa sud-est asiatica
PragmatismoDistacco

Cucinare è un atto pratico e piacevole, volto a creare piatti facili e soddisfacenti per il comfort quotidiano. Le ricette uniscono ingredienti comuni in combinazioni golose, senza pretese culturali profonde.

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