
Il CIO rompe il tabù del dilettantismo: 10.000 dollari a ogni atleta olimpico
Un fondo da 140 milioni di dollari per ciclo offrirà una sovvenzione universale a tutti i partecipanti, da Milano-Cortina 2026 a Los Angeles 2028.
La decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno nella sessione annuale di Losanna: il Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato la creazione di un fondo da 140 milioni di dollari per garantire a ogni atleta olimpico una sovvenzione di 10.000 dollari. Non un premio in denaro legato al podio, ha tenuto a precisare Pau Gasol, presidente della Commissione Atleti, ma un riconoscimento del percorso e dei sacrifici che conducono ai Giochi. Il programma, battezzato «Fit for the Future Olympian Grant», scatterà con i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 e coinvolgerà circa 2.900 atleti, per poi estendersi su larga scala a Los Angeles 2028, dove potranno farne richiesta fino a 11.000 partecipanti.
La mossa rappresenta una svolta storica per un’istituzione che, pur avendo abbandonato da decenni il requisito del dilettantismo, si era sempre mostrata riluttante a trasferire direttamente risorse ai protagonisti dello spettacolo olimpico. La pressione, tuttavia, era cresciuta in modo esponenziale. World Athletics aveva già rotto gli indugi a Parigi 2024, assegnando 50.000 dollari a ciascun campione olimpico dell’atletica leggera, e il suo presidente Sebastian Coe – sconfitto da Kirsty Coventry nella corsa alla presidenza del CIO – ha salutato l’iniziativa come «un momento storico per il movimento». La stessa Coventry, ex nuotatrice zimbabwese e prima atleta a guidare il CIO, aveva sempre respinto l’idea di premi in denaro, giudicandoli elitari. La soluzione adottata ribalta la logica: non si premia il risultato, ma la partecipazione, offrendo a tutti un capitale iniziale per la transizione post-agonistica o per nuovi progetti.
Secondo gli osservatori del movimento olimpico europeo, la scelta di legare la sovvenzione ai Giochi di Milano-Cortina assume un valore simbolico immediato per lo sport italiano. Gli atleti azzurri che scenderanno in pista e sulle nevi lombarde saranno tra i primi a poter presentare domanda, con versamenti previsti a partire dal 2027 attraverso i Comitati Olimpici Nazionali. L’eleggibilità è universale – non conta la classifica né la disciplina – ma resta subordinata al rispetto delle norme antidoping e del codice etico, escludendo invece i paralimpici. Gasol ha chiarito che anche stelle milionarie della NBA, dell’NHL o del tennis potranno accedere al fondo, nella consapevolezza che molti sceglieranno di non farlo, lasciando risorse per le generazioni future.
La decisione non è stata accolta senza frizioni. Dall’Africa australe, l’ex nuotatore sudafricano Roland Schoeman ha lanciato una petizione per le dimissioni della Coventry e dell’intero comitato esecutivo, accusando il CIO di incassare miliardi senza redistribuirli adeguatamente. La presidente ha replicato indirettamente, sottolineando che i fondi per le sovvenzioni non intaccheranno le quote già destinate ai comitati nazionali e alle federazioni internazionali, e che la cifra di 10.000 dollari è stata calibrata come «importo accettabile in ogni parte del mondo, un piccolo capitale iniziale».
L’annuncio chiude un’era e ne apre un’altra, in cui il CIO cerca un equilibrio tra la retorica della neutralità – ribadita con un emendamento alla Carta Olimpica che sancisce l’indipendenza da pressioni governative, culturali o economiche – e la necessità di riconoscere materialmente chi sostiene l’impianto dei Giochi. Per l’Italia, il primo banco di prova sarà la piattaforma digitale che raccoglierà le candidature dopo la cerimonia di chiusura di Milano-Cortina: un meccanismo inedito che trasformerà il dopo-carriera di centinaia di atleti in una questione di concreta progettualità.
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Il CIO ha risposto alle crescenti pressioni per una distribuzione più equa dei ricavi olimpici, istituendo un fondo da 140 milioni di dollari per garantire 10.000 dollari a ogni atleta partecipante. Si tratta di un passo pragmatico che riconosce il ruolo centrale degli sportivi nello spettacolo olimpico, senza però trasformare i Giochi in un evento a premi.
Il CIO ha annunciato un fondo di 140 milioni di dollari per garantire 10.000 dollari a ogni atleta, ma ha precisato che potranno accedervi solo coloro che non hanno violato le regole antidoping, il codice etico o la Carta Olimpica. La condizionalità solleva interrogativi, specie in un momento in cui molti atleti russi sono esclusi o ammessi solo come neutrali.
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