
I conti record di Micron riaccendono la corsa dei chip e trainano le Borse asiatiche
Il produttore americano di memorie ha superato le attese e alzato le stime, innescando un rally che da Tokyo a Seul ha riportato l'ottimismo sul settore dell'intelligenza artificiale.
I mercati asiatici hanno aperto in forte rialzo dopo che Micron Technology, unico produttore statunitense di chip di memoria tra i grandi gruppi globali, ha comunicato risultati trimestrali che hanno polverizzato le previsioni degli analisti. Il titolo è balzato di oltre il 15% nelle contrattazioni after-hours di Wall Street, trascinando i futures sul Nasdaq 100 in rialzo di quasi il 2% e innescando un'ondata di acquisti sui listini di Tokyo e Seul.
All'origine del balzo c'è la domanda insaziabile di memorie ad alta larghezza di banda (HBM), componente essenziale per i processori dedicati all'intelligenza artificiale. Micron ha registrato ricavi per 41,46 miliardi di dollari, ben oltre i 35,6 miliardi attesi, e un utile netto per azione di 25,11 dollari, in crescita del 1.215% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La guidance per il trimestre in corso fissa un obiettivo di 50 miliardi di ricavi, superando di circa sette miliardi le stime di consenso. Secondo gli analisti di Wall Street, la solidità del ciclo delle memorie è rafforzata da vincoli strutturali sull'offerta di DRAM e NAND, che secondo le proiezioni interne all'azienda dureranno almeno fino alla fine del 2027. Micron ha inoltre siglato accordi pluriennali con sedici clienti strategici, per un valore complessivo di circa 22 miliardi di dollari, che includono pagamenti anticipati e condizioni di prezzo predeterminate, riducendo la tradizionale volatilità del settore.
A Seul, l'indice Kospi ha guadagnato oltre il 5%, con SK Hynix in rialzo dell'11% dopo aver annunciato l'intenzione di quotarsi sul Nasdaq per raccogliere circa 29 miliardi di dollari. Samsung Electronics è salita del 5,4%. A Tokyo, il Nikkei ha superato i 3.000 punti di guadagno in seduta, chiudendo in rialzo del 4,5%, sospinto dai titoli dei semiconduttori come Tokyo Electron e Advantest. Il rimbalzo tecnologico è stato accompagnato da un calo del prezzo del petrolio, con il Brent sceso sotto i 74 dollari al barile in seguito ai segnali di un aumento dell'offerta e ai progressi nei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. La flessione delle quotazioni energetiche ha allentato le pressioni inflazionistiche, favorendo un rally dei titoli del Tesoro americano: il rendimento del decennale è sceso di undici punti base, mentre il dollaro, pur restando su massimi da sette mesi, ha smorzato la recente pressione sulle valute asiatiche.
L'attenzione si sposta ora sul dato sull'inflazione PCE, la misura preferita dalla Federal Reserve, in pubblicazione giovedì. Le attese sono per un'accelerazione su base mensile e annua, in un contesto in cui i dazi e i costi energetici continuano a rappresentare un'incognita per la traiettoria dei prezzi. Dopo il primo meeting guidato dal nuovo presidente Kevin Warsh, i mercati avevano temporaneamente scontato la possibilità di un rialzo dei tassi già nel breve termine; il raffreddamento delle quotazioni petrolifere e la tenuta della domanda tecnologica potrebbero ora offrire alla banca centrale margini di attesa, ma il verdetto finale resta legato all'evoluzione dei dati macroeconomici.
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L'indice Nikkei di Tokyo è balzato di oltre 2.000 punti in mattinata, per poi estendere i guadagni a più di 3.000 punti, trainato da forti acquisti sui titoli legati all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori. Il rally è seguito alle previsioni di utili di Micron Technology, superiori alle attese, che hanno rassicurato gli investitori sulla domanda sostenuta di chip di memoria.
Micron ha presentato uno dei report tecnologici più impressionanti dell'anno, polverizzando le previsioni degli analisti con un'impennata del 1.215% degli utili e ricavi record. I risultati hanno scatenato un boom dei titoli dei chip, facendo schizzare le azioni Micron nel dopo-borsa e alimentando un ampio rally sui mercati asiatici, mentre il boom dell'IA non mostra segni di rallentamento.
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