
Stretto di Hormuz, Teheran detta le regole del transito e congela i pedaggi per 60 giorni
L’Autorità iraniana impone domande di passaggio con 48 ore di anticipo, rotte obbligatorie e un’assicurazione temporanea gratuita, mentre i negoziati restano sospesi per gli attacchi israeliani in Libano.
L’Autorità dello Stretto del Golfo Persico (PGSA), l’organismo unilaterale creato da Teheran per sorvegliare il passaggio strategico di Hormuz, ha annunciato venerdì le nuove procedure di transito per tutte le navi mercantili. In base al memorandum d’intesa firmato in settimana con Washington, per 60 giorni non saranno riscossi i previsti diritti di sicurezza, protezione ambientale e copertura assicurativa: i costi saranno integralmente assunti dal governo iraniano. Al tempo stesso, ogni comandante dovrà presentare domanda di passaggio almeno 48 ore prima dell’arrivo, utilizzando esclusivamente il sito web e l’indirizzo e-mail ufficiali della PGSA, e dovrà coordinare rotta e orario con le autorità iraniane, poiché permangono aree minate al centro del canale. Il mancato rispetto delle condizioni, avverte Teheran, ricade sotto la responsabilità dell’armatore.
Secondo analisti della sicurezza marittima europei, la mossa rivela una doppia strategia. Nell’immediato, l’Iran intende riaprire gradualmente il corridoio – con un obiettivo tecnico di 30 giorni per completare lo sminamento – e facilitare il deflusso di milioni di barili di greggio rimasti bloccati nei porti iraniani durante il blocco navale americano. In prospettiva, però, il documento della PGSA si riserva esplicitamente il diritto di introdurre in futuro «tariffe assicurative» obbligatorie, gettando le basi per un pedaggio permanente. Fonti diplomatiche occidentali sottolineano che il Tesoro americano aveva già bollato la PGSA come «una barzelletta» e l’aveva sanzionata, mentre Londra e altri alleati stanno facendo pressione sull’amministrazione Trump affinché non normalizzi alcuna pretesa iraniana di imporre dazi su una via d’acqua soggetta alla libertà di navigazione. Il rischio, avvertono gli armatori, è la creazione di un precedente che potrebbe essere replicato in altri choke point globali.
L’entrata in vigore delle regole è però offuscata dallo stallo dei negoziati. La cerimonia di firma a Ginevra è stata annullata e le delegazioni non si sono riunite come previsto. Teheran, attraverso canali diplomatici, ha chiesto garanzie sulla fine delle ostilità in Libano – condizione inserita nel memorandum – prima di riprendere i colloqui in Svizzera. Gli attacchi israeliani nel sud del Libano sono proseguiti nonostante l’intesa, e il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha criticato pubblicamente quello che ha definito un «capriccio» di Israele. Il nodo libanese si intreccia così con la tregua temporanea e con il cronoprogramma di 60 giorni, che prevede anche la diluizione dell’uranio arricchito iraniano, lo sblocco dei fondi congelati e l’istituzione di un fondo internazionale per la ricostruzione.
Per l’Italia e l’Europa, la posta in gioco è immediata. Hormuz è il collo di bottiglia attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale; ogni variazione delle condizioni di passaggio – pedaggi, assicurazioni obbligatorie, rotte imposte – si riflette sui noli e sui prezzi dell’energia. Le marine occidentali avevano suggerito rotte alternative lungo la costa omanita, ma l’avvistamento di mine anche in quel settore riduce le opzioni. Il dossier resta dunque aperto: la sospensione dei colloqui tecnici lascia in sospeso la definizione delle regole definitive di transito, mentre il periodo di franchigia temporanea è già iniziato. La prossima mossa attesa è la ripresa dei negoziati, subordinata a un cessate-il-fuoco effettivo in Libano, e la verifica sul campo dello sminamento entro la finestra di 30 giorni concordata.
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L'Iran sospende per 60 giorni i pedaggi nello Stretto di Hormuz nell'ambito dei negoziati di pace. Giovedì 25 navi commerciali hanno attraversato lo stretto, il numero più alto da metà aprile. Le navi devono presentare richiesta di transito 48 ore prima e coordinare rotte e orari a causa della presenza di mine.
L'Iran si prepara a introdurre pedaggi marittimi nello Stretto di Hormuz dopo una finestra negoziale di 60 giorni, rivendicando una vittoria storica sugli Stati Uniti. Teheran ha dichiarato che la via d'acqua strategica resta sotto il suo controllo e si oppone a una presenza internazionale. La sospensione temporanea dei costi è solo una tregua prima di un futuro a pagamento.
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