
Un “Te amo, papá” davanti alla telecamera, e poi la notizia falsa che ha scosso il Mondiale di Messi
Mentre Lionel Messi segnava tre gol all’Algeria e piangeva dedicandoli al padre malato, in Argentina una conduttrice annunciava in diretta la sua morte, scatenando un caso globale su disinformazione e limiti dello streaming.
Eduardo Biscayart, cinquantasei anni, fotografo e voce storica del calcio sudamericano, era accovacciato dietro la porta dell’Algeria quando Messi ha infilato il primo dei tre gol. Attraverso lo zoom ha visto il volto del capitano argentino avvicinarsi a una telecamera, ha letto le labbra che dicevano “Te amo, papá”, e ha catturato le lacrime che gli rigavano le guance. Solo qualche giorno dopo, quando la famiglia Messi ha confermato che Jorge, il padre, era ricoverato in condizioni delicate, quel gesto ha smesso di essere un semplice festeggiamento ed è diventato la traccia pubblica di un’angoscia privata.
Quella stessa angoscia è stata brutalmente violata giovedì pomeriggio negli studi di Luzu TV, il canale di streaming argentino fondato da Nicolás Occhiato. Durante “El Show del Verano”, l’attrice e conduttrice Florencia Peña ha interrotto la trasmissione per annunciare: “Non vorrei darvi una brutta notizia, ma il padre di Messi è appena morto”. L’informazione, passata in cuffia dalla produzione senza alcuna verifica, era completamente falsa. In pochi minuti la notizia è rimbalzata sui social, costringendo la famiglia a diffondere un comunicato ufficiale: Jorge Messi è vivo, sotto osservazione medica ma in ripresa, e i familiari esprimevano “profondo malessere per la mancanza di sensibilità, rispetto e scrupoli” con cui era stata trattata una vicenda strettamente privata. Peña, in lacrime, ha chiesto scusa e si è dimessa; la produzione è stata licenziata e il programma è stato cancellato, mentre il co-conduttore Marley ha seguito la stessa sorte.
In Argentina l’episodio ha immediatamente travalicato i confini dello spettacolo. Il presidente Javier Milei ha bollato Peña come “pettegola meschina”, il ministro dell’Economia Luis Caputo l’ha insultata con un “boluda”, e una parte del giornalismo tradizionale ha letto nell’accaduto la prova che lo streaming, senza filtri professionali, può trasformarsi in una fabbrica di fake news. Secondo diversi analisti sudamericani, la reazione è stata amplificata dalla figura stessa di Peña, attrice schierata politicamente a sinistra e già oggetto di aspre campagne mediatiche. Suo figlio Juan Otero ha denunciato “violenza massiva” e ha chiesto se l’odio fosse rivolto all’errore o al fatto che a commetterlo fosse “una donna libera, onesta, femminista”. Sul fronte opposto, la madre di Messi, Celia Cuccittini, ha accettato le scuse con una grazia che ha sorpreso molti: “So che non l’ha fatto con cattiveria, la rispetto e la ammiro, spero potremo prendere un caffè insieme”. Dalla clinica dove è ricoverato, Jorge Messi ha reagito con un sorriso: “Qué quilombo que armé”, che casino ho combinato, ha detto guardando la televisione con la moglie.
La vicenda ha varcato rapidamente le frontiere. I quotidiani britannici, dal Daily Mail al Guardian, hanno parlato di “scuse umilianti” e di una famiglia che chiede “umanità”; negli Stati Uniti il New York Post e NBC News hanno sottolineato le dimissioni e il danno collaterale su un’icona globale. In Italia, Il Giornale e La Repubblica hanno ricostruito le ore d’ansia della famiglia Messi, mentre in Brasile e in Iran i media hanno messo in fila i fatti: l’annuncio infondato, il licenziamento, le lacrime del campione. Ovunque è emersa la stessa domanda: quanto può essere fragile la verità in un ecosistema in cui chiunque, con un microfono e una cuffia, può diventare fonte di una notizia planetaria?
Intanto Messi è rimasto in concentrazione con la nazionale, preparando la partita successiva contro l’Austria. Sua moglie Antonela Roccuzzo, senza dire una parola, ha smesso di seguire su Instagram Luzu TV, Occhiato e Peña: un gesto silenzioso che vale più di mille comunicati. Resta l’immagine di un uomo che, nel pieno di un Mondiale, segna, piange e manda un bacio all’obiettivo, mentre a migliaia di chilometri suo padre, in una stanza d’ospedale, commenta il trambusto con un’ironia che sa di sollievo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'annuncio in diretta della falsa morte del padre di Messi ha scatenato un'ondata di indignazione pubblica e costretto la conduttrice alle dimissioni. La vicenda ha messo a nudo la fragilità dell'informazione in tempo reale e il linciaggio digitale contro chi sbaglia, mentre la famiglia del campione ha mostrato comprensione ma ha chiesto rispetto. Il dibattito si è allargato alla doppia morale con cui la società giudica le figure pubbliche e alla necessità di verificare ogni notizia prima di diffonderla.
Una conduttrice televisiva argentina si è dimessa dopo aver annunciato per errore la morte del padre di Messi, attribuendo la colpa a informazioni non verificate ricevute in cuffia. L'episodio ha suscitato critiche diffuse e ha evidenziato i rischi delle dirette senza un adeguato fact-checking.
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