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Geopolitica e Politicavenerdì 19 giugno 2026

Rinviati i colloqui USA-Iran in Svizzera: Teheran lega l’intesa al cessate il fuoco in Libano

La delegazione iraniana non si è presentata a Bürgenstock a causa dei bombardamenti israeliani nel sud del Libano, mettendo in forse il memorandum firmato due giorni prima e il percorso verso un accordo permanente.

I colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per venerdì in Svizzera sono stati rinviati senza una nuova data. Lo ha confermato il Ministero degli esteri elvetico, dopo che nella notte il vicepresidente americano J.D. Vance aveva annullato il proprio volo verso il resort di Bürgenstock, dove le delegazioni avrebbero dovuto avviare i negoziati tecnici sull’attuazione del memorandum d’intesa firmato mercoledì. Secondo fonti diplomatiche regionali, l’Iran non ha inviato i propri rappresentanti perché considera i nuovi attacchi israeliani nel Libano meridionale una violazione del punto primo dell’intesa, che impone la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso quello libanese.

Nell’ottica di Teheran, il fronte libanese è dirimente. Il capo della delegazione iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che qualsiasi negoziato deve restare entro i limiti fissati da Teheran e che la richiesta prioritaria è la fine dei bombardamenti israeliani. Fonti vicine ai mediatori riferiscono che la posizione iraniana si riassume nella formula «nessun Libano, nessun accordo», e che Teheran ritiene di trovarsi in una fase di forza negoziale, potendo così chiedere a Washington concessioni supplementari sul ritiro israeliano dal sud del Libano. Da Washington, la Casa Bianca ha attribuito il rinvio a difficoltà logistiche, ma il presidente Trump ha criticato apertamente il premier israeliano Netanyahu, accusandolo di aver quasi fatto saltare l’intesa con l’intensificazione delle operazioni. Israele, che non è parte dell’accordo, insiste nel mantenere una «zona di sicurezza» a ridosso della frontiera, mentre Hezbollah rivendica i propri attacchi come risposta a violazioni israeliane del cessate il fuoco.

Il rinvio getta un’ombra sulla tenuta del memorandum, che aveva riaperto lo Stretto di Hormuz al traffico petrolifero internazionale e avviato una tregua di sessanta giorni durante la quale negoziare un accordo permanente sul nucleare iraniano, la revoca delle sanzioni e gli assetti di sicurezza regionale. Dopo la firma, i prezzi del greggio erano calati di circa il 9 per cento in settimana e le prime petroliere avevano ripreso a transitare. L’incertezza attuale rischia di frenare questa dinamica: secondo analisti europei, un nuovo stallo prolungato riaccenderebbe la pressione sui mercati energetici, con conseguenze dirette per le economie dell’Unione, Italia compresa, fortemente dipendenti dalle importazioni via Golfo Persico. L’Associazione internazionale degli armatori indipendenti ha già chiesto chiarezza urgente sulle condizioni di sicurezza della navigazione, mentre le borse europee hanno reagito con segno misto.

La mediazione, affidata a Pakistan, Qatar e Turchia, è ora concentrata sul contenimento degli scontri in Libano, dove nelle ultime ore i raid israeliani hanno ucciso almeno diciotto persone e Hezbollah ha colpito una colonna corazzata israeliana uccidendo quattro soldati. La Svizzera ha fatto sapere che i preparativi a Bürgenstock proseguono e che resta disponibile ad agevolare il dialogo. Il dossier rimane aperto, ma il legame stringente fra il cessate il fuoco libanese e la disponibilità iraniana a sedersi al tavolo introduce una variabile che i mediatori dovranno sciogliere in fretta per evitare che la finestra negoziale si richiuda.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

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Stampa russa e CSIStampa latinoamericana
Stampa russa e CSI/ Statale
ScetticismoPragmatismo

I colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per il 19 giugno in Svizzera sono stati rinviati dopo che l'Iran ha rifiutato di inviare la propria delegazione, citando i letali attacchi israeliani nel sud del Libano. Teheran esige un cessate il fuoco in Libano come condizione per qualsiasi ulteriore dialogo, mentre i mediatori si affannano per mantenere vivo il canale diplomatico. L'episodio sottolinea la fragilità dell'accordo nascente.

Stampa latinoamericana/ Bolivariana / progressista
AllarmeUrgenzaIndignazione

Il fragile accordo di pace tra Washington e Teheran è appeso a un filo dopo che Israele ha intensificato la sua campagna di bombardamenti nel sud del Libano, provocando decine di morti. I negoziati in Svizzera sono stati sospesi a tempo indeterminato, gettando il processo diplomatico nell'incertezza. La violenza sul terreno sta sabotando direttamente le possibilità di un cessate il fuoco duraturo.

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venerdì 19 giugno 2026

Rinviati i colloqui USA-Iran in Svizzera: Teheran lega l’intesa al cessate il fuoco in Libano

La delegazione iraniana non si è presentata a Bürgenstock a causa dei bombardamenti israeliani nel sud del Libano, mettendo in forse il memorandum firmato due giorni prima e il percorso verso un accordo permanente.

I colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per venerdì in Svizzera sono stati rinviati senza una nuova data. Lo ha confermato il Ministero degli esteri elvetico, dopo che nella notte il vicepresidente americano J.D. Vance aveva annullato il proprio volo verso il resort di Bürgenstock, dove le delegazioni avrebbero dovuto avviare i negoziati tecnici sull’attuazione del memorandum d’intesa firmato mercoledì. Secondo fonti diplomatiche regionali, l’Iran non ha inviato i propri rappresentanti perché considera i nuovi attacchi israeliani nel Libano meridionale una violazione del punto primo dell’intesa, che impone la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso quello libanese.

Nell’ottica di Teheran, il fronte libanese è dirimente. Il capo della delegazione iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che qualsiasi negoziato deve restare entro i limiti fissati da Teheran e che la richiesta prioritaria è la fine dei bombardamenti israeliani. Fonti vicine ai mediatori riferiscono che la posizione iraniana si riassume nella formula «nessun Libano, nessun accordo», e che Teheran ritiene di trovarsi in una fase di forza negoziale, potendo così chiedere a Washington concessioni supplementari sul ritiro israeliano dal sud del Libano. Da Washington, la Casa Bianca ha attribuito il rinvio a difficoltà logistiche, ma il presidente Trump ha criticato apertamente il premier israeliano Netanyahu, accusandolo di aver quasi fatto saltare l’intesa con l’intensificazione delle operazioni. Israele, che non è parte dell’accordo, insiste nel mantenere una «zona di sicurezza» a ridosso della frontiera, mentre Hezbollah rivendica i propri attacchi come risposta a violazioni israeliane del cessate il fuoco.

Il rinvio getta un’ombra sulla tenuta del memorandum, che aveva riaperto lo Stretto di Hormuz al traffico petrolifero internazionale e avviato una tregua di sessanta giorni durante la quale negoziare un accordo permanente sul nucleare iraniano, la revoca delle sanzioni e gli assetti di sicurezza regionale. Dopo la firma, i prezzi del greggio erano calati di circa il 9 per cento in settimana e le prime petroliere avevano ripreso a transitare. L’incertezza attuale rischia di frenare questa dinamica: secondo analisti europei, un nuovo stallo prolungato riaccenderebbe la pressione sui mercati energetici, con conseguenze dirette per le economie dell’Unione, Italia compresa, fortemente dipendenti dalle importazioni via Golfo Persico. L’Associazione internazionale degli armatori indipendenti ha già chiesto chiarezza urgente sulle condizioni di sicurezza della navigazione, mentre le borse europee hanno reagito con segno misto.

La mediazione, affidata a Pakistan, Qatar e Turchia, è ora concentrata sul contenimento degli scontri in Libano, dove nelle ultime ore i raid israeliani hanno ucciso almeno diciotto persone e Hezbollah ha colpito una colonna corazzata israeliana uccidendo quattro soldati. La Svizzera ha fatto sapere che i preparativi a Bürgenstock proseguono e che resta disponibile ad agevolare il dialogo. Il dossier rimane aperto, ma il legame stringente fra il cessate il fuoco libanese e la disponibilità iraniana a sedersi al tavolo introduce una variabile che i mediatori dovranno sciogliere in fretta per evitare che la finestra negoziale si richiuda.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 3 testate · 2 lingue

43%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale31%
Critico69%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa latinoamericana
Stampa russa e CSI/ Statale
ScetticismoPragmatismo

I colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per il 19 giugno in Svizzera sono stati rinviati dopo che l'Iran ha rifiutato di inviare la propria delegazione, citando i letali attacchi israeliani nel sud del Libano. Teheran esige un cessate il fuoco in Libano come condizione per qualsiasi ulteriore dialogo, mentre i mediatori si affannano per mantenere vivo il canale diplomatico. L'episodio sottolinea la fragilità dell'accordo nascente.

Stampa latinoamericana/ Bolivariana / progressista
AllarmeUrgenzaIndignazione

Il fragile accordo di pace tra Washington e Teheran è appeso a un filo dopo che Israele ha intensificato la sua campagna di bombardamenti nel sud del Libano, provocando decine di morti. I negoziati in Svizzera sono stati sospesi a tempo indeterminato, gettando il processo diplomatico nell'incertezza. La violenza sul terreno sta sabotando direttamente le possibilità di un cessate il fuoco duraturo.

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