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Vozinha, il portiere di Capo Verde che ha fermato la Spagna e commosso il mondo

Dopo lo 0-0 storico contro le Furie Rosse, il quarantenne Josimar Dias è diventato un fenomeno social e ha ottenuto il visto per la madre, che lo vedrà contro l'Uruguay.

Lunedì 15 giugno, ad Atlanta, il portiere di Capo Verde Josimar Dias, detto Vozinha, ha blindato la porta della sua nazionale contro la Spagna campione d'Europa, strappando uno 0-0 che ha risuonato come una vittoria. In una partita dominata dalle Furie Rosse, Vozinha ha neutralizzato sette tiri nello specchio, respingendo i tentativi di Ferran Torres e compagni con interventi che hanno sfidato l'età – quarant'anni – e la logica del ranking. La sua prestazione gli è valsa il premio di miglior giocatore dell'incontro e ha regalato a Capo Verde, al debutto assoluto in una fase finale dei Mondiali, il primo punto della sua storia.

Al fischio finale, però, le lacrime di Vozinha non raccontavano solo la gioia. Il portiere ha rivelato che i nonni che lo avevano cresciuto non erano più in vita per assistere a quel momento, e che sua madre, Ana Candida Évora, era rimasta a São Vicente, nell'arcipelago capoverdiano, senza poter ottenere un visto per gli Stati Uniti. Le restrizioni migratorie introdotte dall'amministrazione Trump, che inizialmente imponevano a cittadini di decine di Paesi – tra cui Capo Verde – cauzioni fino a 15.000 dollari per l'ingresso, avevano reso proibitivo il viaggio. Il racconto, affidato ai microfoni in un misto di portoghese e creolo, è rimbalzato in poche ore dai social network alle televisioni brasiliane, trasformando il portiere in un caso globale.

La mobilitazione è stata immediata. Negli Stati Uniti, il leader democratico alla Camera Hakeem Jeffries, di origini capoverdiane per parte materna, ha contattato il Segretario di Stato Marco Rubio e il Dipartimento di Stato, sollecitando una corsia preferenziale. In meno di una settimana, l'ambasciata americana a Praia ha accelerato le pratiche: giovedì 18 giugno è arrivata la conferma del visto, e venerdì Ana Candida è atterrata negli Stati Uniti, accolta dal figlio Davidson, anche lui portiere. Vozinha, nel frattempo diventato un fenomeno social con oltre 14 milioni di follower su Instagram – contro i 50.000 prima della partita – ha accolto la notizia con gratitudine ma anche con il desiderio di tornare a parlare di calcio: «Per me è molto importante, ma per favore parliamo di football», ha detto ai giornalisti nel ritiro della squadra.

L'attenzione ora si sposta sul campo. Domenica 21 giugno, a Miami, Capo Verde affronterà l'Uruguay, un'altra ex campione del mondo, nel secondo match del Gruppo H. Vozinha, svincolato dopo la scadenza del contratto con il Chaves, in seconda divisione portoghese, ha assicurato che la squadra non si accontenta del pareggio con la Spagna: «Siamo qui per competere, abbiamo qualità e ambizione». Sugli spalti dell'Hard Rock Stadium ci sarà sua madre, per la prima volta testimone diretta di un sogno che dura da una vita. A Capo Verde, intanto, un'immagine gigante del portiere è stata issata su una facciata che guarda l'oceano, mentre una folla si radunava per celebrare l'uomo che in una notte ha ridisegnato i confini del possibile per una piccola nazione atlantica.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa sud-est asiaticaStampa africana subsahariana
Stampa sud-est asiatica
pragmatismodistacco

La storia è quella di una sensazione virale: dopo la partita contro la Spagna, i follower Instagram di Vozinha sono saliti a 14 milioni, con milioni di like e centinaia di migliaia di commenti. L'attenzione è tutta sui numeri e sulla portata del fenomeno social, che continua a crescere.

Stampa africana subsahariana/ anglofona
trionfopragmatismo

Vozinha è felice che sua madre abbia ottenuto il visto per gli Stati Uniti e possa assistere alla partita contro l'Uruguay, ma preferisce parlare di calcio. Dopo lo storico 0-0 con la Spagna, si era commosso perché i nonni che lo avevano cresciuto non ci sono più e la madre non era presente.

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venerdì 19 giugno 2026

Vozinha, il portiere di Capo Verde che ha fermato la Spagna e commosso il mondo

Dopo lo 0-0 storico contro le Furie Rosse, il quarantenne Josimar Dias è diventato un fenomeno social e ha ottenuto il visto per la madre, che lo vedrà contro l'Uruguay.

Lunedì 15 giugno, ad Atlanta, il portiere di Capo Verde Josimar Dias, detto Vozinha, ha blindato la porta della sua nazionale contro la Spagna campione d'Europa, strappando uno 0-0 che ha risuonato come una vittoria. In una partita dominata dalle Furie Rosse, Vozinha ha neutralizzato sette tiri nello specchio, respingendo i tentativi di Ferran Torres e compagni con interventi che hanno sfidato l'età – quarant'anni – e la logica del ranking. La sua prestazione gli è valsa il premio di miglior giocatore dell'incontro e ha regalato a Capo Verde, al debutto assoluto in una fase finale dei Mondiali, il primo punto della sua storia.

Al fischio finale, però, le lacrime di Vozinha non raccontavano solo la gioia. Il portiere ha rivelato che i nonni che lo avevano cresciuto non erano più in vita per assistere a quel momento, e che sua madre, Ana Candida Évora, era rimasta a São Vicente, nell'arcipelago capoverdiano, senza poter ottenere un visto per gli Stati Uniti. Le restrizioni migratorie introdotte dall'amministrazione Trump, che inizialmente imponevano a cittadini di decine di Paesi – tra cui Capo Verde – cauzioni fino a 15.000 dollari per l'ingresso, avevano reso proibitivo il viaggio. Il racconto, affidato ai microfoni in un misto di portoghese e creolo, è rimbalzato in poche ore dai social network alle televisioni brasiliane, trasformando il portiere in un caso globale.

La mobilitazione è stata immediata. Negli Stati Uniti, il leader democratico alla Camera Hakeem Jeffries, di origini capoverdiane per parte materna, ha contattato il Segretario di Stato Marco Rubio e il Dipartimento di Stato, sollecitando una corsia preferenziale. In meno di una settimana, l'ambasciata americana a Praia ha accelerato le pratiche: giovedì 18 giugno è arrivata la conferma del visto, e venerdì Ana Candida è atterrata negli Stati Uniti, accolta dal figlio Davidson, anche lui portiere. Vozinha, nel frattempo diventato un fenomeno social con oltre 14 milioni di follower su Instagram – contro i 50.000 prima della partita – ha accolto la notizia con gratitudine ma anche con il desiderio di tornare a parlare di calcio: «Per me è molto importante, ma per favore parliamo di football», ha detto ai giornalisti nel ritiro della squadra.

L'attenzione ora si sposta sul campo. Domenica 21 giugno, a Miami, Capo Verde affronterà l'Uruguay, un'altra ex campione del mondo, nel secondo match del Gruppo H. Vozinha, svincolato dopo la scadenza del contratto con il Chaves, in seconda divisione portoghese, ha assicurato che la squadra non si accontenta del pareggio con la Spagna: «Siamo qui per competere, abbiamo qualità e ambizione». Sugli spalti dell'Hard Rock Stadium ci sarà sua madre, per la prima volta testimone diretta di un sogno che dura da una vita. A Capo Verde, intanto, un'immagine gigante del portiere è stata issata su una facciata che guarda l'oceano, mentre una folla si radunava per celebrare l'uomo che in una notte ha ridisegnato i confini del possibile per una piccola nazione atlantica.

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La storia è quella di una sensazione virale: dopo la partita contro la Spagna, i follower Instagram di Vozinha sono saliti a 14 milioni, con milioni di like e centinaia di migliaia di commenti. L'attenzione è tutta sui numeri e sulla portata del fenomeno social, che continua a crescere.

Stampa africana subsahariana/ anglofona
trionfopragmatismo

Vozinha è felice che sua madre abbia ottenuto il visto per gli Stati Uniti e possa assistere alla partita contro l'Uruguay, ma preferisce parlare di calcio. Dopo lo storico 0-0 con la Spagna, si era commosso perché i nonni che lo avevano cresciuto non ci sono più e la madre non era presente.

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