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Filadelfia, Rocky indossa l’albiceleste: il rito scaramantico dei brasiliani per “mufare” l’Argentina

Sulle scalinate del Museo d’Arte, i tifosi della Seleção hanno blindato la statua di Rocky Balboa per poi vestirla con la maglia di Messi, nel tentativo di rovesciare sul rivale storico una celebre superstizione sportiva.

È bastato un pomeriggio di vigilia, a Filadelfia, perché la rivalità più accesa del calcio sudamericano trovasse una scenografia inedita. Giovedì 19 giugno, mentre centinaia di tifosi brasiliani si radunavano sulle scalinate del Museo d’Arte per il banderazo prima della sfida contro Haiti, la statua di bronzo di Rocky Balboa — simbolo di resilienza e orgoglio cittadino — è stata vestita a forza con una maglia dell’Argentina. L’operazione, ripresa in video e immediatamente virale, non è stata un gesto di omaggio, ma l’esecuzione deliberata di un rito scaramantico: trasferire sul campione del mondo in carica la cosiddetta “maledizione di Rocky”.

La credenza, nata nel football americano e radicatasi nel folklore sportivo statunitense, vuole che qualsiasi squadra la cui divisa finisca addosso al pugile cinematografico sia destinata alla sconfitta. L’episodio che ha saldato il mito al calcio internazionale risale a pochi giorni prima, quando i tifosi dell’Ecuador avevano ammantato la statua con la propria bandiera e maglia, salvo poi vedere la propria nazionale piegata 1-0 dalla Costa d’Avorio al novantesimo. Secondo la stampa nordamericana, persino l’ente del turismo della Pennsylvania aveva ironicamente messo in guardia i visitatori: “Rocky non ha bisogno della vostra casacca”. I brasiliani, informati di quel precedente, hanno preso la minaccia sul serio.

Come documentato dai media brasiliani e dalle cronache locali, il movimento “Green and Yellow” aveva diffuso sui social un avviso perentorio: “È assolutamente vietato mettere una maglia del Brasile sulla statua di Rocky a Philly!”. Sul posto, i tifosi hanno formato un cordone umano attorno al monumento, esibendo cartelli che ribadivano il divieto. Poi, con un rovesciamento carico di picardia, hanno deciso di non limitarsi alla difesa: se la iattura esiste, meglio che colpisca l’avversario di sempre. Una maglia albiceleste, con il numero 10 di Messi e ancora il cartellino del negozio attaccato, è stata faticosamente infilata sul torso di bronzo tra l’approvazione e le risate dei presenti.

L’episodio aggiunge uno strato di mitologia a un Mondiale 2026 in cui Brasile e Argentina, per struttura del tabellone, potrebbero incrociarsi soltanto in finale se entrambe vincessero i rispettivi gironi; un eventuale secondo posto per una delle due aprirebbe invece la possibilità di un incrocio già ai quarti, fase da cui tutte le partite si disputeranno negli Stati Uniti. L’ultimo confronto diretto in una Coppa del Mondo risale a Italia ’90, quando l’Argentina di Maradona eliminò il Brasile agli ottavi. Oggi, nell’attesa del debutto della Seleção contro Haiti, la domanda che circola tra i tifosi sudamericani non riguarda il risultato immediato, ma se la mufa trasferita a Rocky avrà davvero un seguito nel cammino dell’Albiceleste.

La scena, immortalata da centinaia di smartphone, è già entrata nell’aneddotica del torneo. Per i sostenitori brasiliani, si è trattato di un gesto che mescola scaramanzia, ironia e la consapevolezza che, in un Mondiale, anche una statua di bronzo può diventare un’arma psicologica. La palla, adesso, passa ai campioni argentini: toccherà a loro dimostrare che la maledizione del pugile di Filadelfia è soltanto una leggenda metropolitana.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

28%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ Mercato
IroniaSchadenfreude

I tifosi brasiliani a Filadelfia hanno vestito la statua di Rocky con la maglia dell'Argentina per attivare una celebre maledizione e portare sfortuna ai rivali nel Mondiale 2026. Il gesto, diventato virale, aggiunge un capitolo folcloristico all'intensa rivalità calcistica tra i due giganti sudamericani. La stampa latinoamericana racconta l'episodio con divertita ironia, come parte di una superstizione condivisa.

Stampa atlantica / anglosfera
ScetticismoDistaccoPaternalismo

I tifosi in visita alla statua di Rocky a Filadelfia si sono guardati dal vestirla, temendo la leggendaria maledizione che porterebbe sfortuna alla squadra i cui colori vengono posti su di essa. Il resoconto nota che i sostenitori brasiliani, in città per una partita del Mondiale, hanno lasciato la statua intatta, consapevoli della superstizione. La copertura mantiene un tono distaccato e leggermente scettico, trattando la credenza come una curiosa tradizione locale.

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venerdì 19 giugno 2026

Filadelfia, Rocky indossa l’albiceleste: il rito scaramantico dei brasiliani per “mufare” l’Argentina

Sulle scalinate del Museo d’Arte, i tifosi della Seleção hanno blindato la statua di Rocky Balboa per poi vestirla con la maglia di Messi, nel tentativo di rovesciare sul rivale storico una celebre superstizione sportiva.

È bastato un pomeriggio di vigilia, a Filadelfia, perché la rivalità più accesa del calcio sudamericano trovasse una scenografia inedita. Giovedì 19 giugno, mentre centinaia di tifosi brasiliani si radunavano sulle scalinate del Museo d’Arte per il banderazo prima della sfida contro Haiti, la statua di bronzo di Rocky Balboa — simbolo di resilienza e orgoglio cittadino — è stata vestita a forza con una maglia dell’Argentina. L’operazione, ripresa in video e immediatamente virale, non è stata un gesto di omaggio, ma l’esecuzione deliberata di un rito scaramantico: trasferire sul campione del mondo in carica la cosiddetta “maledizione di Rocky”.

La credenza, nata nel football americano e radicatasi nel folklore sportivo statunitense, vuole che qualsiasi squadra la cui divisa finisca addosso al pugile cinematografico sia destinata alla sconfitta. L’episodio che ha saldato il mito al calcio internazionale risale a pochi giorni prima, quando i tifosi dell’Ecuador avevano ammantato la statua con la propria bandiera e maglia, salvo poi vedere la propria nazionale piegata 1-0 dalla Costa d’Avorio al novantesimo. Secondo la stampa nordamericana, persino l’ente del turismo della Pennsylvania aveva ironicamente messo in guardia i visitatori: “Rocky non ha bisogno della vostra casacca”. I brasiliani, informati di quel precedente, hanno preso la minaccia sul serio.

Come documentato dai media brasiliani e dalle cronache locali, il movimento “Green and Yellow” aveva diffuso sui social un avviso perentorio: “È assolutamente vietato mettere una maglia del Brasile sulla statua di Rocky a Philly!”. Sul posto, i tifosi hanno formato un cordone umano attorno al monumento, esibendo cartelli che ribadivano il divieto. Poi, con un rovesciamento carico di picardia, hanno deciso di non limitarsi alla difesa: se la iattura esiste, meglio che colpisca l’avversario di sempre. Una maglia albiceleste, con il numero 10 di Messi e ancora il cartellino del negozio attaccato, è stata faticosamente infilata sul torso di bronzo tra l’approvazione e le risate dei presenti.

L’episodio aggiunge uno strato di mitologia a un Mondiale 2026 in cui Brasile e Argentina, per struttura del tabellone, potrebbero incrociarsi soltanto in finale se entrambe vincessero i rispettivi gironi; un eventuale secondo posto per una delle due aprirebbe invece la possibilità di un incrocio già ai quarti, fase da cui tutte le partite si disputeranno negli Stati Uniti. L’ultimo confronto diretto in una Coppa del Mondo risale a Italia ’90, quando l’Argentina di Maradona eliminò il Brasile agli ottavi. Oggi, nell’attesa del debutto della Seleção contro Haiti, la domanda che circola tra i tifosi sudamericani non riguarda il risultato immediato, ma se la mufa trasferita a Rocky avrà davvero un seguito nel cammino dell’Albiceleste.

La scena, immortalata da centinaia di smartphone, è già entrata nell’aneddotica del torneo. Per i sostenitori brasiliani, si è trattato di un gesto che mescola scaramanzia, ironia e la consapevolezza che, in un Mondiale, anche una statua di bronzo può diventare un’arma psicologica. La palla, adesso, passa ai campioni argentini: toccherà a loro dimostrare che la maledizione del pugile di Filadelfia è soltanto una leggenda metropolitana.

Divergenza delle fonti

Sport · 3 testate · 2 lingue

28%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole83%
Neutrale17%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ Mercato
IroniaSchadenfreude

I tifosi brasiliani a Filadelfia hanno vestito la statua di Rocky con la maglia dell'Argentina per attivare una celebre maledizione e portare sfortuna ai rivali nel Mondiale 2026. Il gesto, diventato virale, aggiunge un capitolo folcloristico all'intensa rivalità calcistica tra i due giganti sudamericani. La stampa latinoamericana racconta l'episodio con divertita ironia, come parte di una superstizione condivisa.

Stampa atlantica / anglosfera
ScetticismoDistaccoPaternalismo

I tifosi in visita alla statua di Rocky a Filadelfia si sono guardati dal vestirla, temendo la leggendaria maledizione che porterebbe sfortuna alla squadra i cui colori vengono posti su di essa. Il resoconto nota che i sostenitori brasiliani, in città per una partita del Mondiale, hanno lasciato la statua intatta, consapevoli della superstizione. La copertura mantiene un tono distaccato e leggermente scettico, trattando la credenza come una curiosa tradizione locale.

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