
Il Pentagono impone lo screening del testosterone per i militari over 30
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato un programma annuale di controllo della carenza di testosterone, con terapia sostitutiva volontaria, in linea con la spinta dell'amministrazione Trump a liberalizzare l'uso dell'ormone.
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha annunciato l'introduzione di uno screening annuale obbligatorio per la carenza di testosterone per tutti i militari sopra i 30 anni, da inserire nelle visite mediche periodiche. I soldati più giovani potranno sottoporsi al test su base volontaria. In un video pubblicato su X con lo slogan “The High-T Department of War”, Hegseth ha precisato che l'eventuale terapia sostitutiva sarà facoltativa e mirata a “ripristinare e ottimizzare le capacità naturali”, non a un “miglioramento artificiale”. L'iniziativa si inserisce in una più ampia spinta dell'amministrazione Trump a rendere più accessibili i trattamenti ormonali, dopo che la Food and Drug Administration ha proposto di allentare le restrizioni sulle prescrizioni e rimosso le avvertenze sui rischi cardiovascolari.
La mossa ha immediatamente suscitato reazioni contrastanti. Secondo i critici democratici al Congresso, come la senatrice Tammy Duckworth e la deputata Summer Lee, il programma equivale a una forma di “cura di affermazione di genere” per uomini, in contraddizione con il divieto imposto da Hegseth ai militari transgender, che spesso dipendono da terapie ormonali. La deputata Chrissy Houlahan, veterana dell'Air Force, ha accusato il segretario di farsi guidare dagli ambienti della “manosfera”. Dal Pentagono, invece, non sono arrivate precisazioni sull'applicabilità alle donne – i cui livelli di testosterone calano con l'età – né sull'eventuale offerta di terapie a base di estrogeni per la perimenopausa. Hegseth ha usato termini neutri come “warfighters”, ma il riferimento implicito è ai soli uomini, in linea con la sua visione iper-maschile delle forze armate, già espressa con l'inasprimento degli standard fisici, il divieto di barba e la crociata contro i “soldati grassi”.
Dal punto di vista medico, il declino del testosterone legato all'età è un fenomeno noto, associato a calo della libido, perdita di massa muscolare e alterazioni dell'umore. Tuttavia, la comunità scientifica resta divisa sull'opportunità di trattare questi sintomi con la terapia sostitutiva, i cui benefici devono essere bilanciati con rischi quali infertilità, acne, ritenzione idrica e possibili effetti cardiovascolari. Studi recenti finanziati dai National Institutes of Health hanno mostrato miglioramenti nella funzione sessuale e un modesto effetto sull'umore, ma scarsi benefici su affaticamento e memoria. La stessa American Urological Association sottolinea che la prevalenza del deficit di testosterone varia ampiamente a seconda dei criteri diagnostici, rendendo complesso uno screening di massa.
L'annuncio arriva in un momento in cui le forze speciali statunitensi, in particolare i Navy SEAL, sono sotto esame per l'uso diffuso di testosterone e sostanze affini a scopo prestazionale. La morte di una recluta nel 2022 aveva portato alla luce un consumo molto più esteso del previsto, spingendo la Marina ad avviare un programma di test antidroga per ormoni che favoriscono la crescita muscolare. Alcuni ricercatori militari hanno descritto una “sindrome dell'operatore” legata a stress cronico, traumi da esplosione e privazione di sonno, che provocherebbe squilibri ormonali. Il Congresso, nel National Defense Authorization Act del 2025, aveva già chiesto al Pentagono un rapporto sulle terapie per il basso testosterone e sul legame con gli ambienti operativi ad alta intensità.
Al momento, il Pentagono non ha fornito studi a sostegno della nuova politica né dettagli sulla sua attuazione, limitandosi a dichiarare che il programma è già in vigore per tutti i membri attivi e della riserva sopra i 30 anni. La decisione si inserisce in un più ampio riposizionamento culturale dell'amministrazione Trump, che attraverso il movimento “Make America Healthy Again” promuove il testosterone come elisir di giovinezza e virilità, in contrasto con le cautele della medicina convenzionale. Il dibattito, che negli Stati Uniti assume toni da guerra culturale, trova eco anche in Europa, dove le forze armate di diversi paesi stanno rivedendo i propri standard fisici e di genere. I prossimi passi concreti saranno l'integrazione dello screening nelle visite annuali e l'eventuale pubblicazione di linee guida da parte del Dipartimento della Difesa, mentre è atteso un confronto parlamentare sulla legittimità e l'efficacia della misura.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
| Stampa africana subsahariana | 0.00 | neutral |
Il Pentagono di Trump impone un programma di test che medicalizza l'invecchiamento dei soldati, riducendoli a macchine da guerra.
Utilizza il termine anacronistico 'Segretario della Guerra' per evocare un'immagine bellicista e screditare la politica.
Tralascia la spiegazione scientifica del declino naturale del testosterone e il contesto di salute preventiva.
L'amministrazione Trump spinge un'agenda iper-maschile che patologizza l'invecchiamento normale, sotto la copertura di 'prestazioni ottimali'.
Etichetta la politica come 'controversa' e la collega alla visione personale di Hegseth, delegittimandola come ideologica piuttosto che medica.
Omette la citazione di Hegseth sul 'ripristino delle capacità naturali', che avrebbe potuto bilanciare il racconto.
Il Pentagono adotta un approccio scientifico per mantenere i soldati al massimo delle loro capacità naturali, con test annuali basati sull'evidenza.
Riporta fedelmente le parole di Hegseth senza aggiungere commenti, presentando la politica come una normale procedura sanitaria.
Tralascia le critiche dei media atlantici e il contesto politico dell'amministrazione Trump.
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