
Guterres in Siria: la prima visita Onu dal 2009 e il difficile cammino della ricostruzione
Il segretario generale dell'ONU a Damasco per incontrare il presidente al-Sharaa e rilanciare il sostegno internazionale, mentre il paese cerca di uscire dall'isolamento postbellico e dalle tensioni con Israele.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, è atterrato sabato a Damasco nella prima visita di un capo dell'Onu dal 2009, due anni prima dello scoppio di una guerra civile che ha causato oltre mezzo milione di morti. Accolto dal ministro degli Esteri Asaad al-Shaibani, Guterres ha incontrato il presidente ad interim Ahmed al-Sharaa e ha visitato la moschea degli Omayyad, simbolo di una nuova fase per il paese. «L'Onu è al fianco della Siria in questo momento cruciale», ha dichiarato, esortando la comunità internazionale a non risparmiare sforzi per sostenere il popolo siriano.
Secondo fonti governative siriane, al centro dei colloqui vi è stata la richiesta di un maggiore impegno per la ricostruzione e la revoca delle residue sanzioni occidentali. Al-Shaibani ha sottolineato che 3,5 milioni di rifugiati sono già rientrati, ma ha chiesto all'Unione europea un ruolo più attivo. Dal canto suo, Guterres ha ribadito la necessità di rispettare la sovranità siriana, definendo «inaccettabili» le violazioni israeliane contro il territorio siriano, in particolare nella zona del Golan occupato. Ha inoltre ricordato che le alture del Golan sono territorio siriano, una posizione che, secondo osservatori regionali, mira a rassicurare Damasco e a contenere le ambizioni di Israele.
La visita segna un ulteriore passo nel reinserimento internazionale della Siria dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad alla fine del 2024. Il governo transitorio a guida islamista ha avviato un processo di riforme, ma deve fare i conti con violenze settarie che hanno colpito le minoranze alawita e drusa. Da Washington, l'amministrazione Trump ha già allentato gran parte delle sanzioni e ha comunicato l'intenzione di rimuovere la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, mentre la Russia e l'Iran, alleati storici di Assad, vedono ridimensionata la loro influenza.
Agli occhi dell'Europa, il nodo principale resta la stabilità del paese, da cui dipendono i flussi migratori verso il Mediterraneo. Analisti di Bruxelles sottolineano che un successo della transizione siriana potrebbe facilitare il rimpatrio volontario dei profughi, ma avvertono che senza un effettivo processo di riconciliazione nazionale e istituzioni inclusive il rischio di nuovi conflitti resta alto. Guterres, che nei prossimi giorni visiterà le forze di pace dell'UNDOF sul Golan e terrà un discorso al nuovo parlamento, intende rafforzare il ruolo dell'Onu come garante di una transizione ordinata, anche se il cammino verso elezioni libere e una nuova costituzione resta irto di ostacoli.
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