
Tocaev a Putin: «Congelare la guerra in Ucraina e tornare agli accordi di Istanbul»
Il presidente kazako ha rifiutato un ruolo di mediazione ma ha trasmesso segnali da Europa e Usa, invocando un negoziato basato sulla formula di Istanbul sotto garanzia delle grandi potenze.
Nel corso di un incontro bilaterale a Omsk, il presidente del Kazakhstan Kassym-Jomart Tokayev ha proposto al leader russo Vladimir Putin di “congelare” il conflitto in Ucraina e di riprendere i negoziati sulla base degli accordi raggiunti a Istanbul nel 2022. “Forse è il momento di congelare questo conflitto e tornare alla formula di Istanbul 2.0”, ha dichiarato Tokayev, precisando di aver ricevuto “molti segnali” da parte di Stati Uniti ed Europa. Ha tuttavia escluso qualsiasi ruolo di mediazione per Astana, sostenendo che la Russia, in quanto “grande potenza”, può gestire la situazione senza intermediari.
La presa di posizione di Tokayev si inserisce in una delicata fase diplomatica. Il Kazakhstan, storicamente legato a Mosca da alleanze strategiche e membro dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO), ha mantenuto una linea di cauta neutralità dall’inizio dell’invasione russa. Tokayev ha ribadito il rispetto per il popolo ucraino, ma ha anche definito “incomprensibile” la natura del conflitto, a differenza di quello tra Armenia e Azerbaigian, le cui radici storiche erano chiare. Il leader kazako ha sottolineato come la prosecuzione delle ostilità danneggi il “patrimonio genetico” di due popoli fratelli e finisca per favorire gli avversari di entrambi i Paesi. Ha menzionato i danni subiti dal consorzio dell’oleodotto caspico, infrastruttura cruciale per le esportazioni petrolifere kazake, colpita di recente da attacchi di droni ucraini, che Astana considera un attentato ai propri interessi economici.
Secondo fonti vicine al Cremlino, Putin rimane concentrato sulla conquista del Donbass e su un approccio militare, respingendo per ora l’ipotesi di un cessate il fuoco lungo la linea del fronte. Fonti diplomatiche occidentali rilevano tuttavia un rinnovato dinamismo: inviati di Trump hanno incontrato Zelensky, mentre il ministro Lavrov ha avuto colloqui con il segretario di Stato Rubio, alimentando ipotesi di possibili nuove piattaforme negoziali. In questo quadro, l’affondo di Tokayev assume un rilievo particolare, poiché arriva da un partner economico e strategico della Russia, e potrebbe rappresentare un tentativo di Astana di proporsi come canale di dialogo indiretto, pur senza un’investitura ufficiale.
Per l’Europa e l’Italia, un eventuale congelamento del conflitto comporterebbe un alleggerimento delle tensioni energetiche e dei flussi di materie prime, ma lascerebbe irrisolti i nodi della sicurezza continentale. Al momento, il dossier resta aperto: Putin ha promesso di aggiornare Tokayev “in dettaglio” sulla situazione, mentre le cancellerie europee attendono i prossimi passi concreti, a partire dai possibili sviluppi dei contatti tra Washington e Mosca.
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