
Gli Houthi annunciano il blocco navale all’Arabia Saudita: a rischio le forniture petrolifere globali
La mossa dei ribelli yemeniti, sostenuti dall’Iran, minaccia di chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb, aggravando la crisi energetica già innescata dal conflitto nel Golfo.
Il movimento yemenita degli Houthi, sostenuto dall’Iran, ha annunciato lunedì un embargo marittimo immediato contro l’Arabia Saudita, invocando il principio «occhio per occhio» in risposta a quello che definisce un assedio saudita lungo dodici anni e al recente bombardamento dell’aeroporto di Sanaa. Il portavoce militare Yahya Saree ha dichiarato che il blocco colpirà le navi nemiche nello stretto di Bab el-Mandeb, la porta meridionale del Mar Rosso, senza precisare le modalità di attuazione. La minaccia arriva mentre Riad, che non ha ancora commentato ufficialmente, utilizza proprio quella rotta per esportare oltre il 70% del proprio greggio, dopo la paralisi di fatto dello stretto di Hormuz causata dalla guerra tra Stati Uniti e Iran.
Secondo fonti diplomatiche a Teheran, la Repubblica Islamica aveva esercitato pressioni sugli Houthi affinché chiudessero Bab el-Mandeb in caso di prosecuzione dei raid americani sulle infrastrutture energetiche iraniane. L’annuncio si inserisce in una spirale di escalation: la scorsa settimana i ribelli hanno lanciato missili contro l’aeroporto saudita di Abha, dopo che il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale – e sostenuto da Riad – aveva colpito lo scalo di Sanaa per impedire l’atterraggio di un aereo iraniano con a bordo una delegazione houthi di ritorno dai funerali della Guida Suprema. In parallelo, Washington ha intensificato i bombardamenti sull’Iran per la nona notte consecutiva, mentre Teheran ha confermato di aver ricevuto dai mediatori una proposta di cessate il fuoco di dieci giorni, con il Pakistan nuovamente nel ruolo di facilitatore.
Per i mercati energetici globali, e per l’Europa in particolare, l’eventuale chiusura di Bab el-Mandeb rappresenterebbe un secondo shock dopo il blocco di Hormuz. Secondo analisti di Bruxelles, i due stretti insieme veicolano circa il 17% delle forniture mondiali di petrolio; il solo Bab el-Mandeb vede transitare 7,4 milioni di barili al giorno, pari al 7% della produzione globale. L’Italia, che importa via mare la quasi totalità del proprio fabbisogno di greggio e gas naturale liquefatto, sarebbe esposta a un immediato rincaro dei costi energetici e a possibili colli di bottiglia logistici, con ripercussioni sui prezzi di carburanti e beni di consumo. I premi assicurativi per il transito nel Mar Rosso sono già aumentati, e diversi armatori stanno valutando la deviazione delle rotte attorno all’Africa, come già avvenuto durante la campagna houthi del 2023-2024.
L’iniziativa dei ribelli segna il collasso della tregua informale che dal 2022 aveva congelato il conflitto yemenita, in cui la coalizione a guida saudita combatte dal 2015 contro gli insorti sciiti. L’attuale crisi è stata innescata dal tentativo iraniano di forzare lo spazio aereo yemenita, sfidando il controllo saudita. Sebbene gli arsenali houthi di droni e missili possano essersi ridotti dopo la guerra di Gaza, gli analisti della difesa mediorientali ritengono che il gruppo conservi capacità anti-nave sufficienti a minacciare il traffico mercantile. Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello alla de-escalation immediata, avvertendo che le minacce alla libertà di navigazione rischiano di innescare un conflitto regionale ancora più ampio. I canali diplomatici restano aperti, ma la simultanea prosecuzione delle operazioni militari su entrambi i fronti mantiene elevato il pericolo di errori di calcolo.
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Noi, le forze armate yemenite, imponiamo un embargo marittimo contro il regime saudita in risposta al suo assedio oppressivo e all'aggressione contro l'aeroporto di Sanaa. Siamo pronti a qualsiasi escalation e avvertiamo il nemico che ogni atto avventato sarà accolto con una risposta decisiva.
Il blocco adotta il linguaggio degli Houthi di 'assedio per assedio' per presentare il blocco come una rappresaglia proporzionata e giustificata, legittimando così l'azione come misura difensiva piuttosto che provocazione offensiva.
Il blocco omette qualsiasi menzione del sostegno iraniano agli Houthi o del più ampio contesto del conflitto USA-Iran, che inquadrerebbe il blocco come parte di una guerra per procura piuttosto che di una disputa bilaterale.
Israele condanna fermamente la dichiarazione di blocco navale da parte del gruppo terroristico Houthi, un proxy dell'Iran. Questa azione rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza regionale e al commercio globale, e Israele è in allerta per qualsiasi conseguenza.
Etichettando costantemente gli Houthi come 'gruppo terroristico' e sottolineando il loro sostegno iraniano, il blocco inquadra il blocco come parte di una più ampia aggressione iraniana, delegittimando così l'azione Houthi e giustificando una risposta di sicurezza.
Il blocco omette la giustificazione Houthi di ritorsione per gli attacchi sauditi allo Yemen, concentrandosi esclusivamente sulla minaccia all'Arabia Saudita e al petrolio globale.
L'Occidente osserva con allarme l'annuncio dei ribelli Houthi di un blocco navale contro l'Arabia Saudita, che minaccia di interrompere il flusso di petrolio e di aprire un nuovo fronte nel conflitto con l'Iran. La priorità è la sicurezza energetica globale e la stabilità delle rotte marittime.
Il blocco costruisce una gerarchia di minacce, collocando il blocco Houthi all'interno della più ampia narrazione della guerra USA-Iran, elevando così la sua importanza da una disputa regionale a una crisi economica e di sicurezza globale.
Il blocco omette la prospettiva Houthi di ritorsione per gli attacchi sauditi e minimizza il blocco saudita dello Yemen come causa, concentrandosi invece sull'angolo iraniano.
L'Iran sostiene la decisione sovrana dello Yemen di imporre un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita, in risposta all'assedio e all'aggressione. Questa è una legittima difesa contro l'oppressione, e l'Iran è pronto a sostenere i suoi alleati.
Il blocco inquadra il blocco come un atto difensivo e sovrano, usando il linguaggio del 'diritto legittimo' e della 'risposta all'assedio ingiusto' per normalizzare l'azione e deviare le critiche.
Il blocco omette qualsiasi menzione del ruolo degli Houthi come proxy dell'Iran o del più ampio conflitto USA-Iran, presentandolo invece come una questione bilaterale yemenita-saudita.
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