
Giappone nella morsa del caldo estremo: primi giorni ‘kokushobi’ con temperature oltre i 40°C
Ondata di calore senza precedenti: 14 morti in una settimana, migliaia di ricoveri e allerta in 41 prefetture. Tokyo invita a indossare pantaloncini in ufficio tra le polemiche.
Il Giappone sta affrontando un’ondata di calore eccezionale, con temperature che hanno superato i 40 gradi Celsius in diverse città del centro del paese. Per la prima volta dall’introduzione del nuovo termine ‘kokushobi’ – letteralmente ‘giorno crudelmente caldo’ – le autorità meteorologiche hanno registrato valori estremi a Tajimi, Gujo e Toyota, mentre mercoledì la colonnina di mercurio ha raggiunto i 40,5°C a Kuwana, nella prefettura di Mie. L’Agenzia per la gestione degli incendi e dei disastri ha definito la situazione ‘un disastro’, con un bilancio provvisorio di almeno 14 decessi legati al caldo nell’ultima settimana e oltre 10.800 persone trasportate in ospedale per colpi di calore.
Secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie, più del 60% dei ricoverati ha più di 65 anni, e 321 persone versano in condizioni gravi con necessità di ricovero prolungato. Martedì, il dipartimento dei vigili del fuoco di Tokyo ha soccorso 287 persone, il numero più alto registrato quest’anno, mentre un uomo di 84 anni è morto dopo essere stato trovato privo di sensi in una serra nella prefettura di Tochigi. Le chiamate d’emergenza hanno toccato un record storico di 3.454 in un solo giorno, segnalando una pressione senza precedenti sul sistema di soccorso.
L’ondata di calore, che secondo l’Agenzia meteorologica giapponese si inserisce in un trend di riscaldamento di circa 1,3°C nell’ultimo secolo, ha spinto il governo metropolitano di Tokyo a rilanciare la campagna ‘Cool Biz’, invitando i lavoratori a indossare pantaloncini e abiti informali per ridurre l’uso dell’aria condizionata. L’iniziativa ha però suscitato reazioni contrastanti: un sondaggio della clinica Gorilla indica che il 53,5% dei giapponesi è contrario ai pantaloncini in ufficio, e sui social media è nato il termine ‘sunehara’ – molestia da peli sulle gambe – per descrivere il disagio di alcune lavoratrici di fronte ai colleghi in shorts. La governatrice Yuriko Koike, che già nel 2005 aveva lanciato la prima versione del programma, difende la misura come un’opzione, non un obbligo, ma il dibattito riflette tensioni più profonde su decoro e parità di genere in un paese dove le donne sono ancora spesso tenute a coprire le gambe con collant.
L’eccezionalità dell’evento ha avuto ripercussioni anche sul piano economico: il prezzo dell’elettricità ha raggiunto il massimo da tre anni, spinto dalla domanda per il raffrescamento e dall’indebolimento dello yen, mentre partite di baseball sono state cancellate per il caldo. L’allerta per colpi di calore resta in vigore in 41 delle 47 prefetture, e le autorità invitano la popolazione, in particolare gli anziani, a idratarsi e a evitare l’esposizione prolungata. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e le indagini sulle cause dei decessi sono in corso, ma i dati del 2025 – quando oltre 100.000 persone furono ricoverate e più di 2.000 morirono per il caldo – suggeriscono che l’estate giapponese sta diventando sempre più letale.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Il Giappone registra il primo 'giorno crudelmente caldo' con temperature superiori a 40°C, causando vittime e allerta.
L'uso di un termine ufficiale nuovo ('kokushobi') per descrivere il caldo estremo conferisce autorevolezza e urgenza alla notizia, presentandola come un evento storico e scientifico.
Il blocco atlantico omette la controversia sociale sui pantaloncini e le lamentele per i peli delle gambe, concentrandosi esclusivamente sull'ondata di calore e i suoi pericoli.
L'Europa continentale mette in luce le contraddizioni sociali della campagna Cool Biz di Tokyo, dove le donne denunciano il 'leg hair harassment' come effetto collaterale del nuovo codice di abbigliamento.
La narrazione si concentra su un dettaglio apparentemente minore (i peli delle gambe) per umanizzare e rendere controversa una politica altrimenti razionale, creando un contrasto tra pragmatismo e sensibilità culturale.
Il blocco europeo continentale omette le vittime e la gravità dell'ondata di calore, concentrandosi invece sulla reazione sociale al codice di abbigliamento.
La Russia riporta le tre vittime della calura estrema in Giappone, sottolineando la pericolosità del nuovo termine 'kokushobi' e la frequenza di tali eventi.
L'uso di dati concreti (temperature, numero di morti) e la citazione dell'agenzia meteorologica giapponese conferiscono credibilità e urgenza, presentando la notizia come un avvertimento fattuale.
Il blocco russo omette la controversia sociale sui pantaloncini e la campagna Cool Biz, concentrandosi esclusivamente sulle vittime dell'ondata di calore.
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