
Germania, ultimatum a Nagelsmann dopo l’eliminazione: Klopp in pole per la panchina
La Federcalcio tedesca ha offerto al ct un’uscita onorevole con 7 milioni di buonuscita dopo il ko col Paraguay; l’ex Liverpool è il favorito per la successione.
La Germania campione del mondo nel 2014 è uscita dal Mondiale 2026 già ai sedicesimi di finale, eliminata ai rigori dal Paraguay dopo l’1-1 dei tempi supplementari. All’ultimo atto dal dischetto il portiere paraguaiano Gill ha neutralizzato due tentativi e il difensore Tah ha calciato alto, condannando la Mannschaft a un’altra precoce eliminazione. In precedenza Enciso aveva portato in vantaggio i sudamericani alla fine del primo tempo, Havertz aveva pareggiato a inizio ripresa e un gol tedesco nei supplementari era stato annullato. Con 31 posizioni di differenza nel ranking Fifa (Germania decima, Paraguay quarantunesimo), si tratta del quarto upset più marcato nella storia della fase a eliminazione diretta del torneo.
L’indomani la Federcalcio tedesca (DFB) ha convocato Nagelsmann in un vertice riservato di tre ore a Francoforte, presenti il presidente Neuendorf, il direttore sportivo Völler, il presidente della Bundesliga Watzke e il direttore esecutivo Rettig. Secondo la stampa tedesca, al tecnico è stato chiesto di esporre le proprie valutazioni tecniche e gestionali, poi i vertici gli hanno prospettato la possibilità di dimettersi volontariamente, offrendo una buonuscita di circa 7 milioni di euro. Nagelsmann, che aveva rinnovato fino al 2028 a gennaio 2025, non ha ancora sciolto la riserva, ma la decisione definitiva è attesa entro l’inizio della prossima settimana.
Il nome che domina il dibattito in Germania e in Europa è quello di Jürgen Klopp. L’ex tecnico del Liverpool, oggi responsabile globale del calcio per Red Bull, era già stato indicato come successore di Löw nel 2019, secondo quanto rivelato dall’ex presidente DFB Grindel: un piano poi accantonato con le dimissioni dello stesso Grindel. Klopp, che durante il torneo ha commentato per Magenta TV con frasi ambigue («sono contento che la squadra la faccia ancora Nagelsmann… per ora»), avrebbe un accordo verbale con Red Bull che gli consentirebbe di liberarsi in caso di chiamata della nazionale. Analisti mitteleuropei osservano che la sua figura carismatica rappresenterebbe una cesura netta con la gestione tecnocratica di Nagelsmann, ma anche una scommessa su un uomo abituato a lavorare quotidianamente con i club.
L’eliminazione paraguaiana allunga la serie negativa della Germania nei grandi tornei: dopo le uscite ai gironi in Russia 2018 e Qatar 2022, è la terza volta consecutiva che i tedeschi non superano gli ottavi (o l’equivalente sedicesimo). Era dal trionfo in Brasile che la Mannschaft non giocava una partita a eliminazione diretta in un Mondiale. La crisi tecnica si intreccia con quella finanziaria: l’eventuale risoluzione del contratto di Nagelsmann peserebbe su casse federali già provate, mentre il Paraguay si prepara ad affrontare la Francia a Filadelfia, in un ottavo di finale che per i sudamericani ha già il sapore dell’impresa.
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Abbiamo perso, ma almeno abbiamo le palle.
L'autoironia e le lodi selettive trasformano la sconfitta in un momento di coesione nazionale, evitando una crisi di fiducia.
Mancano analisi approfondite sulle cause tattiche della sconfitta e le dichiarazioni dei giocatori.
Le notizie importanti sono qui, non in un campo da calcio tedesco.
Ignorando l'evento, si afferma implicitamente la priorità delle questioni interne e la scarsa rilevanza del calcio tedesco per il pubblico russo.
L'intera storia dell'eliminazione tedesca è omessa, così come qualsiasi contesto sportivo internazionale.
Allarga lo sguardo
Trump avvia la revoca dello status di Stato sponsor del terrorismo per la Siria
8 lingue · 24 testate
Da Economy & MarketsPetrolio oltre 80 dollari: la tregua Usa-Iran è finita, Ormuz di nuovo a rischio
6 lingue · 16 testate
Da TechnologyL’intelligenza artificiale ridisegna lavoro e pensiero: tra premi salariali e rischi cognitivi
3 lingue · 4 testate