Accedi
Edizione delle 10:00 CETgiovedì 16 luglio 2026
311 testate · 17 lingue477 briefing oggi
Economia e Mercatigiovedì 9 luglio 2026

Petrolio oltre 80 dollari: la tregua Usa-Iran è finita, Ormuz di nuovo a rischio

La dichiarazione di Trump e i nuovi raid americani fanno esplodere i prezzi del greggio, trascinando al ribasso le Borse europee e riaccendendo i timori inflazionistici.

Il prezzo del petrolio ha superato brevemente gli 80 dollari al barile nella seduta di mercoledì, per poi chiudere a 78,02 dollari per il Brent (+5,2%) e a 73,52 dollari per il WTI (+4,4%), sui massimi da oltre due settimane. A innescare la fiammata è stata la dichiarazione del presidente americano Donald Trump, che a margine del vertice Nato ad Ankara ha definito «finito» l’accordo provvisorio di cessate il fuoco con l’Iran, seguito da nuovi attacchi statunitensi contro circa novanta obiettivi militari lungo la costa iraniana. Teheran ha risposto colpendo basi americane in Bahrein e Kuwait, mentre il Comando centrale Usa ha motivato l’operazione con la necessità di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz.

Lo Stretto, da cui prima del conflitto transitava un quinto delle forniture globali di petrolio e gas liquefatto, è tornato a essere l’epicentro della crisi. Dopo gli attacchi iraniani a tre navi mercantili – tra cui una metaniera qatariota – il livello di minaccia per la navigazione è stato portato a «grave» e, secondo analisti londinesi, il traffico di petroliere si è praticamente fermato. Il greggio Murban, punto di riferimento per le raffinerie asiatiche, è balzato del 6,67%, segnalando quanto il timore di interruzioni delle forniture dal Golfo Persico preoccupi in particolare i compratori dell’Asia orientale.

L’onda d’urto si è propagata sui mercati finanziari. Le Borse europee hanno chiuso in deciso calo: Milano ha ceduto l’1,22%, Francoforte il 2,23%, Parigi il 2,18% e Londra l’1,66%. A Wall Street il Dow Jones ha perso l’1,09%, mentre i rendimenti obbligazionari sono saliti ovunque: il decennale francese ha toccato il 3,92%, ai massimi dal 2009, e il Bund tedesco ha superato il 3%. Per l’Italia, già esposta al caro-energia, il rialzo del greggio rischia di tradursi in nuovi rincari alla pompa e in maggiori pressioni inflazionistiche, complicando il percorso di riduzione dei tassi atteso dalla Bce.

Nonostante la retorica bellicosa, Trump ha lasciato uno spiraglio diplomatico, affermando che i negoziatori americani potranno proseguire i colloqui. L’Iran, da parte sua, ha minacciato di chiudere lo Stretto in caso di nuovi attacchi, ma ha anche mostrato interesse a prolungare il dialogo. La data chiave, secondo gli analisti di Rystad Energy con sede a Oslo, è il 9 luglio, quando terminerà il periodo di lutto per la scomparsa della Guida suprema: sarà allora che si capirà se esiste ancora la volontà di una soluzione diplomatica. Nel frattempo, Washington ha revocato le autorizzazioni alla vendita di greggio iraniano concesse con l’intesa temporanea, e il mercato resta in attesa di segnali concreti su produzione e transiti, che potrebbero spingere i prezzi ancora più in alto.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Politica vs. Economia
29%Media
3 blocchi · posizioni da −0.70 a 0.00
Critici dell'escalationNeutrali sul mercato
IRNATLGLF
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa iraniana e affini−0.70critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.30critical
Stampa del Golfo arabo0.00neutral
Stampa iraniana e affini−0.70
Voce

L'Iran denuncia l'aggressione americana e sottolinea la violazione della tregua, attribuendo l'impennata del petrolio alle minacce di Washington.

Meccanismovittimizzazione

Si costruisce una narrazione di vittima innocente, enfatizzando le dichiarazioni di Trump e le azioni militari USA, mentre si minimizza il ruolo iraniano negli attacchi alle navi.

Omissione

Non menziona gli attacchi iraniani alle navi commerciali che hanno provocato la risposta USA, né le sanzioni reimposte.

IndignazioneVittimismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.30
Voce

L'Occidente mette in guardia contro l'instabilità globale e l'inflazione, sottolineando l'incertezza dei mercati e la fragilità della tregua.

Meccanismoallarme economico

Si adotta un tono di cronaca economica con enfasi sulle conseguenze sistemiche, presentando l'escalation come una minaccia per tutti i mercati.

Omissione

Non approfondisce le motivazioni iraniane né le rivendicazioni di Teheran, concentrandosi esclusivamente sull'impatto economico.

AllarmeScetticismo
Stampa del Golfo arabo0.00
Voce

I mercati del Golfo reagiscono con cautela all'escalation, monitorando i prezzi del petrolio e le rotte marittime, con priorità alla stabilità delle forniture.

Meccanismopragmatismo energetico

Si privilegiano dati di mercato e analisi tecniche, evitando giudizi politici e mantenendo un focus sulle implicazioni pratiche per l'energia.

Omissione

Non discute le responsabilità politiche della rottura della tregua, né le posizioni iraniane o americane, limitandosi agli effetti sui prezzi.

PragmatismoAllarme

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Dalla Tosca di Tel Aviv al sandwich avocado di Tokyo: cronache di un’estate globale·Algeri, rogo in un orfanotrofio: undici bambini morti e diciannove feriti·L’India blocca l’imbarco dei suoi marittimi sulle rotte di Hormuz·Nvidia in Giappone: dal debito con Sega alla rivoluzione dell’AI fisica·Libano-Israele, intesa sulle zone pilota: ritiro israeliano entro giorni·Frodi fiscali, merci contraffatte e schemi Ponzi: l’America Latina nella morsa delle truffe finanziarie·TSMC infrange ogni record: utile a 22 miliardi e altri 100 miliardi per gli impianti in Arizona·Colombia riduce l'orario a 42 ore: il paradosso della produttività e il diritto al riposo·Dalla Tosca di Tel Aviv al sandwich avocado di Tokyo: cronache di un’estate globale·Algeri, rogo in un orfanotrofio: undici bambini morti e diciannove feriti·L’India blocca l’imbarco dei suoi marittimi sulle rotte di Hormuz·Nvidia in Giappone: dal debito con Sega alla rivoluzione dell’AI fisica·Libano-Israele, intesa sulle zone pilota: ritiro israeliano entro giorni·Frodi fiscali, merci contraffatte e schemi Ponzi: l’America Latina nella morsa delle truffe finanziarie·TSMC infrange ogni record: utile a 22 miliardi e altri 100 miliardi per gli impianti in Arizona·Colombia riduce l'orario a 42 ore: il paradosso della produttività e il diritto al riposo·
Agg. 06:276 lingue · 16 testate
16 testate|6 lingue|3 min lettura
giovedì 9 luglio 2026

Petrolio oltre 80 dollari: la tregua Usa-Iran è finita, Ormuz di nuovo a rischio

La dichiarazione di Trump e i nuovi raid americani fanno esplodere i prezzi del greggio, trascinando al ribasso le Borse europee e riaccendendo i timori inflazionistici.

Il prezzo del petrolio ha superato brevemente gli 80 dollari al barile nella seduta di mercoledì, per poi chiudere a 78,02 dollari per il Brent (+5,2%) e a 73,52 dollari per il WTI (+4,4%), sui massimi da oltre due settimane. A innescare la fiammata è stata la dichiarazione del presidente americano Donald Trump, che a margine del vertice Nato ad Ankara ha definito «finito» l’accordo provvisorio di cessate il fuoco con l’Iran, seguito da nuovi attacchi statunitensi contro circa novanta obiettivi militari lungo la costa iraniana. Teheran ha risposto colpendo basi americane in Bahrein e Kuwait, mentre il Comando centrale Usa ha motivato l’operazione con la necessità di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz.

Lo Stretto, da cui prima del conflitto transitava un quinto delle forniture globali di petrolio e gas liquefatto, è tornato a essere l’epicentro della crisi. Dopo gli attacchi iraniani a tre navi mercantili – tra cui una metaniera qatariota – il livello di minaccia per la navigazione è stato portato a «grave» e, secondo analisti londinesi, il traffico di petroliere si è praticamente fermato. Il greggio Murban, punto di riferimento per le raffinerie asiatiche, è balzato del 6,67%, segnalando quanto il timore di interruzioni delle forniture dal Golfo Persico preoccupi in particolare i compratori dell’Asia orientale.

L’onda d’urto si è propagata sui mercati finanziari. Le Borse europee hanno chiuso in deciso calo: Milano ha ceduto l’1,22%, Francoforte il 2,23%, Parigi il 2,18% e Londra l’1,66%. A Wall Street il Dow Jones ha perso l’1,09%, mentre i rendimenti obbligazionari sono saliti ovunque: il decennale francese ha toccato il 3,92%, ai massimi dal 2009, e il Bund tedesco ha superato il 3%. Per l’Italia, già esposta al caro-energia, il rialzo del greggio rischia di tradursi in nuovi rincari alla pompa e in maggiori pressioni inflazionistiche, complicando il percorso di riduzione dei tassi atteso dalla Bce.

Nonostante la retorica bellicosa, Trump ha lasciato uno spiraglio diplomatico, affermando che i negoziatori americani potranno proseguire i colloqui. L’Iran, da parte sua, ha minacciato di chiudere lo Stretto in caso di nuovi attacchi, ma ha anche mostrato interesse a prolungare il dialogo. La data chiave, secondo gli analisti di Rystad Energy con sede a Oslo, è il 9 luglio, quando terminerà il periodo di lutto per la scomparsa della Guida suprema: sarà allora che si capirà se esiste ancora la volontà di una soluzione diplomatica. Nel frattempo, Washington ha revocato le autorizzazioni alla vendita di greggio iraniano concesse con l’intesa temporanea, e il mercato resta in attesa di segnali concreti su produzione e transiti, che potrebbero spingere i prezzi ancora più in alto.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Politica vs. Economia
29%Media
3 blocchi · posizioni da −0.70 a 0.00
Critici dell'escalationNeutrali sul mercato
IRNATLGLF
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa iraniana e affini−0.70critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.30critical
Stampa del Golfo arabo0.00neutral
Stampa iraniana e affini−0.70
Voce

L'Iran denuncia l'aggressione americana e sottolinea la violazione della tregua, attribuendo l'impennata del petrolio alle minacce di Washington.

Meccanismovittimizzazione

Si costruisce una narrazione di vittima innocente, enfatizzando le dichiarazioni di Trump e le azioni militari USA, mentre si minimizza il ruolo iraniano negli attacchi alle navi.

Omissione

Non menziona gli attacchi iraniani alle navi commerciali che hanno provocato la risposta USA, né le sanzioni reimposte.

IndignazioneVittimismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.30
Voce

L'Occidente mette in guardia contro l'instabilità globale e l'inflazione, sottolineando l'incertezza dei mercati e la fragilità della tregua.

Meccanismoallarme economico

Si adotta un tono di cronaca economica con enfasi sulle conseguenze sistemiche, presentando l'escalation come una minaccia per tutti i mercati.

Omissione

Non approfondisce le motivazioni iraniane né le rivendicazioni di Teheran, concentrandosi esclusivamente sull'impatto economico.

AllarmeScetticismo
Stampa del Golfo arabo0.00
Voce

I mercati del Golfo reagiscono con cautela all'escalation, monitorando i prezzi del petrolio e le rotte marittime, con priorità alla stabilità delle forniture.

Meccanismopragmatismo energetico

Si privilegiano dati di mercato e analisi tecniche, evitando giudizi politici e mantenendo un focus sulle implicazioni pratiche per l'energia.

Omissione

Non discute le responsabilità politiche della rottura della tregua, né le posizioni iraniane o americane, limitandosi agli effetti sui prezzi.

PragmatismoAllarme

Questa notizia è apparsa su

16 testate · 6 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Stati Uniti, il Tesoro annuncia il conio di una moneta con l’effigie di Trump

5 lingue · 16 testate

Da Technology

Soyuz porta in orbita Menon, la cooperazione spaziale sopravvive alle tensioni

3 lingue · 9 testate

Da Science & Health

Zucchero nello spazio e tessuti molli fossili: due scoperte riscrivono la storia della vita

4 lingue · 5 testate

Leggi di più