
Teheran accusa la NATO di complicità: «Rutte si comporta come un cortigiano adulatore»
Il portavoce della diplomazia iraniana denuncia il sostegno logistico europeo ai raid americani e israeliani, mentre il segretario generale dell’Alleanza li definisce «assolutamente necessari».
La Repubblica islamica dell’Iran ha elevato il tono dello scontro diplomatico con la NATO dopo che il segretario generale Mark Rutte ha pubblicamente difeso gli ultimi attacchi statunitensi contro il territorio iraniano. In un messaggio diffuso sulla piattaforma X, il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha affermato che le «ripetute ammissioni» di Rutte sulla complicità europea «confermano, ancora una volta, che l’Europa non è stata imparziale in questa brutale aggressione illegale». La reazione segue le dichiarazioni con cui Rutte, a margine del vertice NATO ad Ankara, aveva giudicato l’azione militare americana «assolutamente necessaria» in risposta a presunte violazioni iraniane del cessate il fuoco e ad attacchi contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz.
Secondo Teheran, i paesi europei che hanno messo a disposizione «territori, basi militari e infrastrutture» per facilitare le operazioni americane e israeliane non possono sottrarsi alla «responsabilità di aver contribuito a un’aggressione non provocata e alle sue gravi conseguenze». Baghaei ha poi attaccato personalmente Rutte, sostenendo che la sua «incessante autocelebrazione» per aver servito «la prepotenza americana e la sua guerra di aggressione» non rivela forza ma «la mentalità servile di un cortigiano adulatore che crede di poter cancellare il disprezzo del re con l’adulazione». Nella prospettiva iraniana, la condotta europea rifletterebbe una subalternità politica che priva il continente di autonomia decisionale e lo espone a ritorsioni legali e politiche.
Fonti dell’Alleanza atlantica hanno invece inquadrato il sostegno logistico come parte degli impegni di difesa collettiva assunti dai membri, mentre Rutte ha collegato i raid alla necessità di garantire la libertà di navigazione in una via d’acqua da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. L’amministrazione Trump, da parte sua, ha dichiarato concluso il memorandum d’intesa siglato a giugno con l’Iran, che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz, chiuso da Teheran dall’inizio delle ostilità a febbraio. Il presidente statunitense ha affermato che «è una perdita di tempo negoziare con loro», segnalando la fine del canale diplomatico che aveva temporaneamente allentato la tensione.
La vicenda aggrava la posizione dei governi europei, già esposti alle critiche di chi, negli ambienti vicini a Bruxelles, teme che il coinvolgimento indiretto nel conflitto possa avere ripercussioni sulla sicurezza del continente e sulla tenuta dei rapporti commerciali con Teheran. Al momento non sono previsti nuovi colloqui, mentre il Comando centrale USA ha confermato che le operazioni militari rappresentano una risposta diretta alle azioni iraniane contro tre imbarcazioni commerciali. Il dossier resta aperto e il rischio di un’escalation che coinvolga direttamente il territorio europeo, attraverso le basi utilizzate per i raid, è oggetto di valutazione nei consessi diplomatici della regione.
| Stampa iraniana e affini | −1.00 | critical |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.80 | critical |
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | −0.20 | neutral |
L'Iran parla con voce ufficiale, accusando l'Europa di complicità e chiedendo responsabilità. Il tono è di condanna e minaccia.
Utilizza le dichiarazioni del segretario generale della NATO come prova di complicità, trasformando un'ammissione in una confessione di colpevolezza. La ripetizione del termine 'cortigiano adulatore' serve a delegittimare l'avversario.
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La testata araba riporta l'accusa iraniana come un fatto confermato, enfatizzando le ammissioni del segretario generale come prova inconfutabile. Il tono è accusatorio e si allinea con la posizione di Teheran.
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La testata latinoamericana riporta la dichiarazione iraniana senza prendere posizione, mantenendo un tono neutrale e informativo. Presenta l'accusa come un fatto proveniente da una fonte ufficiale.
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