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Geopolitica e Politicamartedì 23 giugno 2026

Sondaggio Pew: fiducia globale in Trump al 23%, gli alleati storici si allontanano

L'indagine in 36 paesi mostra che la maggioranza degli europei e dei partner asiatici non considera più Washington un partner affidabile, con cali fino a 48 punti.

Secondo il Pew Research Center, solo una mediana del 23% degli intervistati in 36 paesi ha fiducia in Donald Trump «nel fare la cosa giusta» in politica internazionale. La rilevazione, condotta tra febbraio e maggio 2026 su oltre 42mila persone, mostra che il 57% ha un’opinione sfavorevole degli Stati Uniti e la metà non li ritiene un partner affidabile. In Europa la sfiducia supera il 75% in quasi tutti i paesi: Germania e Francia toccano l’84%, la Svezia l’89%, mentre solo in Ungheria il 44% esprime fiducia. Fuori dall’Europa, la fiducia è maggioritaria soltanto in cinque paesi: Filippine (68%), Israele (66%), Nigeria, Kenya e Ghana.

Il deterioramento dell’immagine americana è particolarmente marcato tra gli alleati tradizionali. In Canada la percezione degli Stati Uniti come partner affidabile è crollata dall’83% del 2022 al 35% attuale; in Svezia dall’83% al 31%, in Francia dal 62% al 27%. Anche in Australia il 76% ha un’opinione sfavorevole e l’82% non ha fiducia in Trump. Secondo i ricercatori del Pew, il calo ha colpito soprattutto nazioni con legami economici e di sicurezza consolidati, segnalando una frattura nella rete di alleanze occidentali. In Asia, il Giappone registra un calo di 17 punti nella percezione di affidabilità, mentre in Corea del Sud e nel Regno Unito le opinioni favorevoli toccano i minimi storici dall’inizio delle rilevazioni nel 2002.

Sulle singole politiche estere il rifiuto è trasversale. Circa tre quarti degli intervistati disapprovano la gestione trumpiana di dazi, conflitto in Ucraina, Gaza, Iran e Groenlandia. In Europa la linea sull’Iran è respinta da oltre due terzi in nove paesi su dieci; in Ungheria, dove il 33% approva, il 60% resta contrario. La rilevazione è avvenuta dopo l’offensiva militare americano-israeliana contro l’Iran del 28 febbraio, un contesto che, secondo gli autori dello studio, potrebbe aver irrigidito le percezioni globali. Parallelamente, sul fronte interno, diversi sondaggi statunitensi collocano l’approvazione di Trump tra il 30% e il 39%, con un’erosione particolarmente forte sulla gestione dell’economia e dell’inflazione.

In Italia i dati Pew confermano la tendenza europea: l’84% non ha fiducia in Trump. Un sondaggio dell’Istituto Demopolis, condotto dopo lo scontro verbale tra Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al G7, mostra che la fiducia degli italiani nel presidente americano è scesa all’11%, mentre il gradimento per Meloni è risalito al 40%. Secondo fonti diplomatiche europee, questi numeri potrebbero irrigidire le posizioni negoziali dell’Unione su dazi e contributi alla NATO, già messi in discussione dall’amministrazione Trump. Il dossier resta aperto: i risultati del Pew, pubblicati mentre proseguono i colloqui commerciali transatlantici e la crisi iraniana, offrono una mappa della distanza crescente tra Washington e i suoi alleati, con possibili ripercussioni sui prossimi vertici internazionali.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa europea continentaleStampa latinoamericana
Stampa europea continentale
ScetticismoAllarme

In Europa, il nuovo sondaggio Pew conferma un crollo drammatico della fiducia in Donald Trump, ormai paragonabile a quella in Vladimir Putin. Quattro tedeschi su cinque ritengono che non sappia prendere le decisioni giuste in politica mondiale, mentre la stampa italiana sottolinea come persino alleati come Meloni mettano pubblicamente in dubbio la sua statura. Gli Stati Uniti appaiono sempre più come un partner inaffidabile, danneggiando la propria immagine.

Stampa latinoamericana
DistaccoScetticismo

Un sondaggio globale rivela che solo il 23% delle persone in 36 paesi si fida di Donald Trump nel fare la cosa giusta negli affari internazionali. Lo studio, condotto dal Pew Research Center, mostra che gli Stati Uniti stanno perdendo la loro immagine di partner affidabile e difensore delle libertà. I dati riflettono uno scetticismo diffuso verso il presidente americano.

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martedì 23 giugno 2026

Sondaggio Pew: fiducia globale in Trump al 23%, gli alleati storici si allontanano

L'indagine in 36 paesi mostra che la maggioranza degli europei e dei partner asiatici non considera più Washington un partner affidabile, con cali fino a 48 punti.

Secondo il Pew Research Center, solo una mediana del 23% degli intervistati in 36 paesi ha fiducia in Donald Trump «nel fare la cosa giusta» in politica internazionale. La rilevazione, condotta tra febbraio e maggio 2026 su oltre 42mila persone, mostra che il 57% ha un’opinione sfavorevole degli Stati Uniti e la metà non li ritiene un partner affidabile. In Europa la sfiducia supera il 75% in quasi tutti i paesi: Germania e Francia toccano l’84%, la Svezia l’89%, mentre solo in Ungheria il 44% esprime fiducia. Fuori dall’Europa, la fiducia è maggioritaria soltanto in cinque paesi: Filippine (68%), Israele (66%), Nigeria, Kenya e Ghana.

Il deterioramento dell’immagine americana è particolarmente marcato tra gli alleati tradizionali. In Canada la percezione degli Stati Uniti come partner affidabile è crollata dall’83% del 2022 al 35% attuale; in Svezia dall’83% al 31%, in Francia dal 62% al 27%. Anche in Australia il 76% ha un’opinione sfavorevole e l’82% non ha fiducia in Trump. Secondo i ricercatori del Pew, il calo ha colpito soprattutto nazioni con legami economici e di sicurezza consolidati, segnalando una frattura nella rete di alleanze occidentali. In Asia, il Giappone registra un calo di 17 punti nella percezione di affidabilità, mentre in Corea del Sud e nel Regno Unito le opinioni favorevoli toccano i minimi storici dall’inizio delle rilevazioni nel 2002.

Sulle singole politiche estere il rifiuto è trasversale. Circa tre quarti degli intervistati disapprovano la gestione trumpiana di dazi, conflitto in Ucraina, Gaza, Iran e Groenlandia. In Europa la linea sull’Iran è respinta da oltre due terzi in nove paesi su dieci; in Ungheria, dove il 33% approva, il 60% resta contrario. La rilevazione è avvenuta dopo l’offensiva militare americano-israeliana contro l’Iran del 28 febbraio, un contesto che, secondo gli autori dello studio, potrebbe aver irrigidito le percezioni globali. Parallelamente, sul fronte interno, diversi sondaggi statunitensi collocano l’approvazione di Trump tra il 30% e il 39%, con un’erosione particolarmente forte sulla gestione dell’economia e dell’inflazione.

In Italia i dati Pew confermano la tendenza europea: l’84% non ha fiducia in Trump. Un sondaggio dell’Istituto Demopolis, condotto dopo lo scontro verbale tra Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al G7, mostra che la fiducia degli italiani nel presidente americano è scesa all’11%, mentre il gradimento per Meloni è risalito al 40%. Secondo fonti diplomatiche europee, questi numeri potrebbero irrigidire le posizioni negoziali dell’Unione su dazi e contributi alla NATO, già messi in discussione dall’amministrazione Trump. Il dossier resta aperto: i risultati del Pew, pubblicati mentre proseguono i colloqui commerciali transatlantici e la crisi iraniana, offrono una mappa della distanza crescente tra Washington e i suoi alleati, con possibili ripercussioni sui prossimi vertici internazionali.

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ScetticismoAllarme

In Europa, il nuovo sondaggio Pew conferma un crollo drammatico della fiducia in Donald Trump, ormai paragonabile a quella in Vladimir Putin. Quattro tedeschi su cinque ritengono che non sappia prendere le decisioni giuste in politica mondiale, mentre la stampa italiana sottolinea come persino alleati come Meloni mettano pubblicamente in dubbio la sua statura. Gli Stati Uniti appaiono sempre più come un partner inaffidabile, danneggiando la propria immagine.

Stampa latinoamericana
DistaccoScetticismo

Un sondaggio globale rivela che solo il 23% delle persone in 36 paesi si fida di Donald Trump nel fare la cosa giusta negli affari internazionali. Lo studio, condotto dal Pew Research Center, mostra che gli Stati Uniti stanno perdendo la loro immagine di partner affidabile e difensore delle libertà. I dati riflettono uno scetticismo diffuso verso il presidente americano.

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