Accedi
Edizione delle 20:00 CETsabato 4 luglio 2026
311 testate · 17 lingue235 briefing oggi
Sportsabato 27 giugno 2026

Al Lumen Field di Seattle l’Iran sfiora l’impresa, poi il VAR gela i sogni: 1-1 con l’Egitto e qualificazione appesa a un filo

Un gol annullato per fuorigioco al 93’ nega alla nazionale iraniana la prima vittoria nel torneo e la costringe a sperare nei risultati altrui, mentre i Faraoni festeggiano uno storico passaggio del turno.

La notte di Seattle ha restituito tutta la crudeltà e la bellezza del calcio in un solo, interminabile recupero. Quando Shoja Khalilzadeh ha insaccato il pallone del 2-1 al terzo minuto di aggiunta, la panchina iraniana si è riversata in campo, i giocatori si sono tolt la maglia e hanno indossato occhiali da sole per una foto che sapeva già di impresa. Poi l’arbitro polacco Szymon Marciniak, su richiesta del VAR, ha tracciato il rettangolo del fuorigioco: il difensore era oltre la linea, di un soffio, al momento della conclusione deviata dal portiere egiziano. Il gol è stato annullato, e con esso la certezza di un accesso diretto agli ottavi di finale. Pochi istanti dopo, un colpo di testa di Saeid Ezatolahi si è stampato sulla traversa, sigillando l’1-1 e consegnando l’Iran a un’attesa che durerà fino all’ultima partita dei gironi.

L’inizio della partita era stato altrettanto elettrico. L’Egitto, già certo della qualificazione grazie ai risultati del Gruppo H ma ancora in corsa per il primo posto, era passato in vantaggio dopo appena cinque minuti: un tiro di Mohamed Salah deviato aveva generato una respinta incerta di Alireza Beiranvand, sulla quale si era avventato Mahmoud Saber, infilando il pallone tra le gambe del portiere. La reazione iraniana era stata immediata. All’11’ Mehdi Taremi si era procurato un calcio di rigore, ma il suo tiro angolato era stato neutralizzato da Mostafa Shobeir, portiere subentrato proprio in quell’azione a causa dell’infortunio del titolare Abdelmoneim. Il pareggio è arrivato tre minuti dopo: una conclusione di Milad Mohammadi respinta ancora da Shobeir, sulla quale si è avventato Ramin Rezaeian, che da posizione defilata ha infilato il pallone sotto l’incrocio. Da quel momento, la partita si è fatta tesa, spezzettata, con entrambe le squadre consapevoli che un errore avrebbe potuto essere fatale.

Nella ripresa, l’Egitto ha provato a gestire il possesso, ma l’uscita dal campo di Salah al 57’ per un fastidio muscolare ha tolto profondità all’attacco dei Faraoni. L’Iran, spinto dalla necessità di vincere per non dipendere da altri, ha alzato il baricentro e ha sfiorato il gol in più occasioni, colpendo una traversa con Taremi e creando una pressione costante nell’ultimo quarto d’ora. Il gol annullato ha cristallizzato un paradosso: l’Iran esce dal girone senza mai perdere – tre pareggi in tre partite – ma con soli tre punti, mentre l’Egitto, che pure aveva già staccato il biglietto per la fase a eliminazione diretta, chiude al secondo posto con cinque punti, alle spalle del Belgio (vittorioso 5-1 sulla Nuova Zelanda) solo per differenza reti.

Secondo gli analisti mediorientali, la prestazione dell’Iran è stata la più convincente del girone, ma il rammarico per le occasioni sprecate contro la Nuova Zelanda e il Belgio pesa ora come un macigno. La stampa egiziana, dal canto suo, sottolinea la portata storica del traguardo: è la prima volta che i Faraoni superano la fase a gironi di un Mondiale, e lo fanno con una squadra che ha mostrato carattere anche nelle difficoltà, come ha evidenziato il ct Hossam Hassan lodando la «voglia di vincere» dei suoi uomini. L’Iran, invece, deve ora guardare con apprensione ai gironi E, F, I e J: se Ghana, Algeria o RD Congo dovessero ottenere risultati positivi, la squadra di Amir Ghalenoei – che ha parlato di «situazione difficilissima» e di orgoglio per i suoi giocatori – rischierebbe di restare fuori nonostante l’imbattibilità.

Il verdetto definitivo arriverà nelle prossime ore. L’Egitto si prepara ad affrontare l’Australia a Dallas il 3 luglio, con la speranza di recuperare Salah. L’Iran, invece, attende: se i risultati le saranno favorevoli, potrebbe incrociare la Svizzera a Vancouver. In caso contrario, la squadra che ha dovuto fare i conti con restrizioni nei visti e basi logistiche in Messico lascerà il torneo senza una sconfitta, ma con l’amaro in bocca di chi ha visto la storia a un passo, per poi vedersela negare da una linea tracciata su un monitor.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Brasile-Norvegia, la maledizione scandinava: la Seleçao non ha mai vinto contro i vichinghi·Messico 2026: fischi, polizia e l’ombra dell’Azteca per l’Inghilterra·Mbappé infuriato: «Anche noi sappiamo giocare sporco», la Francia passa tra le polemiche·La sfera trasparente e i sogni sudamericani: il sabato planetario delle lotterie·Erdogan: "Israele non mini l'intesa con l'Iran, solo la regione garantisce pace duratura"·Capo Verde piegato solo ai supplementari: l’Argentina trema, Vozinha incanta e Messi si inchina·L’ONU avverte: l’IA corre troppo veloce. Germania e Russia centralizzano il controllo digitale·Marine Le Pen al bivio giudiziario: il Rassemblement National verso l'ignoto·Brasile-Norvegia, la maledizione scandinava: la Seleçao non ha mai vinto contro i vichinghi·Messico 2026: fischi, polizia e l’ombra dell’Azteca per l’Inghilterra·Mbappé infuriato: «Anche noi sappiamo giocare sporco», la Francia passa tra le polemiche·La sfera trasparente e i sogni sudamericani: il sabato planetario delle lotterie·Erdogan: "Israele non mini l'intesa con l'Iran, solo la regione garantisce pace duratura"·Capo Verde piegato solo ai supplementari: l’Argentina trema, Vozinha incanta e Messi si inchina·L’ONU avverte: l’IA corre troppo veloce. Germania e Russia centralizzano il controllo digitale·Marine Le Pen al bivio giudiziario: il Rassemblement National verso l'ignoto·
Agg. 14:011 lingua · 2 testate
2 testate|1 lingua|4 min lettura
sabato 27 giugno 2026

Al Lumen Field di Seattle l’Iran sfiora l’impresa, poi il VAR gela i sogni: 1-1 con l’Egitto e qualificazione appesa a un filo

Un gol annullato per fuorigioco al 93’ nega alla nazionale iraniana la prima vittoria nel torneo e la costringe a sperare nei risultati altrui, mentre i Faraoni festeggiano uno storico passaggio del turno.

La notte di Seattle ha restituito tutta la crudeltà e la bellezza del calcio in un solo, interminabile recupero. Quando Shoja Khalilzadeh ha insaccato il pallone del 2-1 al terzo minuto di aggiunta, la panchina iraniana si è riversata in campo, i giocatori si sono tolt la maglia e hanno indossato occhiali da sole per una foto che sapeva già di impresa. Poi l’arbitro polacco Szymon Marciniak, su richiesta del VAR, ha tracciato il rettangolo del fuorigioco: il difensore era oltre la linea, di un soffio, al momento della conclusione deviata dal portiere egiziano. Il gol è stato annullato, e con esso la certezza di un accesso diretto agli ottavi di finale. Pochi istanti dopo, un colpo di testa di Saeid Ezatolahi si è stampato sulla traversa, sigillando l’1-1 e consegnando l’Iran a un’attesa che durerà fino all’ultima partita dei gironi.

L’inizio della partita era stato altrettanto elettrico. L’Egitto, già certo della qualificazione grazie ai risultati del Gruppo H ma ancora in corsa per il primo posto, era passato in vantaggio dopo appena cinque minuti: un tiro di Mohamed Salah deviato aveva generato una respinta incerta di Alireza Beiranvand, sulla quale si era avventato Mahmoud Saber, infilando il pallone tra le gambe del portiere. La reazione iraniana era stata immediata. All’11’ Mehdi Taremi si era procurato un calcio di rigore, ma il suo tiro angolato era stato neutralizzato da Mostafa Shobeir, portiere subentrato proprio in quell’azione a causa dell’infortunio del titolare Abdelmoneim. Il pareggio è arrivato tre minuti dopo: una conclusione di Milad Mohammadi respinta ancora da Shobeir, sulla quale si è avventato Ramin Rezaeian, che da posizione defilata ha infilato il pallone sotto l’incrocio. Da quel momento, la partita si è fatta tesa, spezzettata, con entrambe le squadre consapevoli che un errore avrebbe potuto essere fatale.

Nella ripresa, l’Egitto ha provato a gestire il possesso, ma l’uscita dal campo di Salah al 57’ per un fastidio muscolare ha tolto profondità all’attacco dei Faraoni. L’Iran, spinto dalla necessità di vincere per non dipendere da altri, ha alzato il baricentro e ha sfiorato il gol in più occasioni, colpendo una traversa con Taremi e creando una pressione costante nell’ultimo quarto d’ora. Il gol annullato ha cristallizzato un paradosso: l’Iran esce dal girone senza mai perdere – tre pareggi in tre partite – ma con soli tre punti, mentre l’Egitto, che pure aveva già staccato il biglietto per la fase a eliminazione diretta, chiude al secondo posto con cinque punti, alle spalle del Belgio (vittorioso 5-1 sulla Nuova Zelanda) solo per differenza reti.

Secondo gli analisti mediorientali, la prestazione dell’Iran è stata la più convincente del girone, ma il rammarico per le occasioni sprecate contro la Nuova Zelanda e il Belgio pesa ora come un macigno. La stampa egiziana, dal canto suo, sottolinea la portata storica del traguardo: è la prima volta che i Faraoni superano la fase a gironi di un Mondiale, e lo fanno con una squadra che ha mostrato carattere anche nelle difficoltà, come ha evidenziato il ct Hossam Hassan lodando la «voglia di vincere» dei suoi uomini. L’Iran, invece, deve ora guardare con apprensione ai gironi E, F, I e J: se Ghana, Algeria o RD Congo dovessero ottenere risultati positivi, la squadra di Amir Ghalenoei – che ha parlato di «situazione difficilissima» e di orgoglio per i suoi giocatori – rischierebbe di restare fuori nonostante l’imbattibilità.

Il verdetto definitivo arriverà nelle prossime ore. L’Egitto si prepara ad affrontare l’Australia a Dallas il 3 luglio, con la speranza di recuperare Salah. L’Iran, invece, attende: se i risultati le saranno favorevoli, potrebbe incrociare la Svizzera a Vancouver. In caso contrario, la squadra che ha dovuto fare i conti con restrizioni nei visti e basi logistiche in Messico lascerà il torneo senza una sconfitta, ma con l’amaro in bocca di chi ha visto la storia a un passo, per poi vedersela negare da una linea tracciata su un monitor.

Divergenza delle fonti

Sport · 2 testate · 1 lingua

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Critico100%

Questa notizia è apparsa su

2 testate · 1 lingua

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

L’addio a Khamenei diventa prova di forza: Teheran sfida l’isolamento con un funerale di massa

9 lingue · 31 testate

Da Economy & Markets

Auto, crescita a due velocità: Brasile e Russia accelerano, l’Indonesia resta in attesa

4 lingue · 10 testate

Da Technology

L'IA trasforma lavoro e scuola, ma il vero nodo è la tutela dell'umano

6 lingue · 8 testate

Leggi di più