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Ecuador risponde subito a Sané: 1-1 con la Germania, ma la qualificazione è in bilico

Al MetLife Stadium la Tri trova subito il pari con Angulo dopo il vantaggio-lampo tedesco, ma per sperare negli ottavi deve vincere e guardare a Filadelfia.

La partita che decide il destino dell’Ecuador si accende in novanta secondi. Al MetLife Stadium di East Rutherford, davanti a una marea gialla che ha invaso Times Square, la Germania passa con Leroy Sané al 2’: azione avviata da un rimessa laterale, palla a Wirtz, tocco dentro l’area e sinistro del centrocampista che batte Galíndez. I sudamericani protestano per un presunto fallo di Pavlovic su Vite a inizio azione, ma l’arbitra statunitense Tori Penso convalida tra le urla dei giocatori ecuadoriani. La reazione è immediata: al 9’ Nilson Angulo recupera palla nella trequarti offensiva, avanza centralmente e da fuori area infila un destro preciso all’angolino, imprendibile per Neuer. È il primo gol della Tri in questo Mondiale, dopo due partite a secco, e riporta in vita una squadra che fino a quel momento sembrava già condannata.

Il copione tattico si delinea presto. La Germania, già qualificata come prima del girone e con il primo posto blindato, lascia il possesso all’Ecuador ma si chiude con un 5-4-1 asfissiante, pronta a colpire in transizione. Nagelsmann ha operato solo due cambi forzati in difesa – Rüdiger per l’infortunato Schlotterbeck e Raum per Brown – mantenendo la spina dorsale offensiva con Musiala, Wirtz, Havertz e lo stesso Sané. L’Ecuador, schierato da Beccacece con Ordóñez e Angulo al posto di Alcívar ed Estupiñán, cerca di costruire con pazienza ma sbatte contro il muro tedesco. Al 25’ Havertz sfiora il raddoppio di testa su cross di Raum, Galíndez blocca; poco dopo Musiala calcia a lato da buona posizione. La Tri risponde con un’incursione di Hincapié che cade in area a contatto con Sané, ma Penso lascia correre, e con un tiro di Valencia murato da Tah. Al 30’ la prima pausa di idratazione congela l’1-1.

Il pareggio tiene in vita l’Ecuador, ma non basta. La classifica del Gruppo E vede la Germania a 6 punti, Costa d’Avorio a 3, Ecuador e Curaçao a 1. Per sperare nella qualificazione diretta o nel ripescaggio come una delle otto migliori terze, la Tri deve battere i tedeschi e contemporaneamente sperare che Curaçao – la più piccola nazione mai arrivata a un Mondiale – non vinca contro la Costa d’Avorio a Filadelfia. In caso di vittoria ecuadoriana e sconfitta ivoriana, il secondo posto sarebbe degli uomini di Beccacece; con un pareggio tra ivoriani e caraibici, invece, si aprirebbe un intreccio di differenza reti. L’ombra di un’eliminazione senza nemmeno un gol segnato – destino toccato solo alla Bolivia tra le sudamericane – aleggiava fino al sinistro di Angulo, ma ora il destino è appeso a un secondo tempo che vale un’intera spedizione.

L’attenzione europea, e in particolare scozzese, è rivolta anche a questo incrocio. La Scozia, reduce da un pesante 3-0 contro il Brasile, ha bisogno che almeno una tra Germania e Costa d’Avorio non perda per mantenere vive le proprie speranze di ripescaggio. La Mannschaft, dal canto suo, cerca la dodicesima vittoria consecutiva per eguagliare il record storico stabilito tra il 1979 e il 1980, ma soprattutto vuole conservare il ritmo partita in vista degli ottavi, dove affronterà una terza classificata. Il ct Nagelsmann lo ha detto chiaramente: «Vogliamo vincere anche domani, per fare il passo successivo lunedì».

Al rientro dagli spogliatoi, l’Ecuador dovrà spingere senza scoprirsi, consapevole che un contropiede tedesco può spegnere ogni residua speranza. La Tri non batte una nazionale europea dal 3-2 al Portogallo del febbraio 2013: nove partite senza vittorie contro il Vecchio Continente. Servirà un’impresa, o forse basterà un altro guizzo di Angulo, per evitare che il MetLife Stadium, che tra poche settimane ospiterà la finale, diventi il teatro di un addio precoce.

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giovedì 25 giugno 2026

Ecuador risponde subito a Sané: 1-1 con la Germania, ma la qualificazione è in bilico

Al MetLife Stadium la Tri trova subito il pari con Angulo dopo il vantaggio-lampo tedesco, ma per sperare negli ottavi deve vincere e guardare a Filadelfia.

La partita che decide il destino dell’Ecuador si accende in novanta secondi. Al MetLife Stadium di East Rutherford, davanti a una marea gialla che ha invaso Times Square, la Germania passa con Leroy Sané al 2’: azione avviata da un rimessa laterale, palla a Wirtz, tocco dentro l’area e sinistro del centrocampista che batte Galíndez. I sudamericani protestano per un presunto fallo di Pavlovic su Vite a inizio azione, ma l’arbitra statunitense Tori Penso convalida tra le urla dei giocatori ecuadoriani. La reazione è immediata: al 9’ Nilson Angulo recupera palla nella trequarti offensiva, avanza centralmente e da fuori area infila un destro preciso all’angolino, imprendibile per Neuer. È il primo gol della Tri in questo Mondiale, dopo due partite a secco, e riporta in vita una squadra che fino a quel momento sembrava già condannata.

Il copione tattico si delinea presto. La Germania, già qualificata come prima del girone e con il primo posto blindato, lascia il possesso all’Ecuador ma si chiude con un 5-4-1 asfissiante, pronta a colpire in transizione. Nagelsmann ha operato solo due cambi forzati in difesa – Rüdiger per l’infortunato Schlotterbeck e Raum per Brown – mantenendo la spina dorsale offensiva con Musiala, Wirtz, Havertz e lo stesso Sané. L’Ecuador, schierato da Beccacece con Ordóñez e Angulo al posto di Alcívar ed Estupiñán, cerca di costruire con pazienza ma sbatte contro il muro tedesco. Al 25’ Havertz sfiora il raddoppio di testa su cross di Raum, Galíndez blocca; poco dopo Musiala calcia a lato da buona posizione. La Tri risponde con un’incursione di Hincapié che cade in area a contatto con Sané, ma Penso lascia correre, e con un tiro di Valencia murato da Tah. Al 30’ la prima pausa di idratazione congela l’1-1.

Il pareggio tiene in vita l’Ecuador, ma non basta. La classifica del Gruppo E vede la Germania a 6 punti, Costa d’Avorio a 3, Ecuador e Curaçao a 1. Per sperare nella qualificazione diretta o nel ripescaggio come una delle otto migliori terze, la Tri deve battere i tedeschi e contemporaneamente sperare che Curaçao – la più piccola nazione mai arrivata a un Mondiale – non vinca contro la Costa d’Avorio a Filadelfia. In caso di vittoria ecuadoriana e sconfitta ivoriana, il secondo posto sarebbe degli uomini di Beccacece; con un pareggio tra ivoriani e caraibici, invece, si aprirebbe un intreccio di differenza reti. L’ombra di un’eliminazione senza nemmeno un gol segnato – destino toccato solo alla Bolivia tra le sudamericane – aleggiava fino al sinistro di Angulo, ma ora il destino è appeso a un secondo tempo che vale un’intera spedizione.

L’attenzione europea, e in particolare scozzese, è rivolta anche a questo incrocio. La Scozia, reduce da un pesante 3-0 contro il Brasile, ha bisogno che almeno una tra Germania e Costa d’Avorio non perda per mantenere vive le proprie speranze di ripescaggio. La Mannschaft, dal canto suo, cerca la dodicesima vittoria consecutiva per eguagliare il record storico stabilito tra il 1979 e il 1980, ma soprattutto vuole conservare il ritmo partita in vista degli ottavi, dove affronterà una terza classificata. Il ct Nagelsmann lo ha detto chiaramente: «Vogliamo vincere anche domani, per fare il passo successivo lunedì».

Al rientro dagli spogliatoi, l’Ecuador dovrà spingere senza scoprirsi, consapevole che un contropiede tedesco può spegnere ogni residua speranza. La Tri non batte una nazionale europea dal 3-2 al Portogallo del febbraio 2013: nove partite senza vittorie contro il Vecchio Continente. Servirà un’impresa, o forse basterà un altro guizzo di Angulo, per evitare che il MetLife Stadium, che tra poche settimane ospiterà la finale, diventi il teatro di un addio precoce.

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