
DeepSeek progetta un chip IA per l’inferenza, sfida a Nvidia e Huawei
La startup cinese avvia lo sviluppo di un semiconduttore proprietario per ridurre la dipendenza dai fornitori esterni, mentre Washington valuta nuove restrizioni sull’uso di modelli cinesi.
DeepSeek, la società di Hangzhou assurta a simbolo delle ambizioni cinesi nell’intelligenza artificiale, ha avviato la progettazione di un chip proprietario ottimizzato per l’inferenza – la fase in cui un modello già addestrato genera risposte agli utenti. La mossa, confermata da tre fonti vicine al dossier, segna un punto di svolta: per la prima volta l’azienda cerca di portare sotto il proprio controllo l’hardware che alimenta i suoi modelli, emancipandosi dalla fornitura di Nvidia e, in prospettiva, anche da quella di Huawei, oggi suo principale fornitore domestico.
Il progetto è ancora in fase iniziale. DeepSeek ha intensificato in modo discreto le assunzioni di ingegneri specializzati nella progettazione di semiconduttori e da oltre un anno intrattiene colloqui con partner esterni, società di design e produttori di memorie. Il chip è pensato per il segmento a più rapida crescita del calcolo IA: con la diffusione delle applicazioni, la domanda si sta spostando dall’addestramento dei modelli alla loro esecuzione, un compito che richiede processori meno costosi e meno energivori delle GPU generaliste. L’obiettivo strategico è duplice: blindare la catena di approvvigionamento contro i controlli all’esportazione statunitensi, che dal 2023 impediscono alle aziende cinesi di acquistare i chip più avanzati di Nvidia, e rispondere alle pressioni di Pechino, che spinge i campioni tecnologici nazionali a sviluppare alternative domestiche.
L’iniziativa si inserisce in una tendenza globale. OpenAI ha presentato il mese scorso Jalapeno, il suo primo chip per inferenza realizzato con Broadcom, mentre Anthropic starebbe valutando un percorso analogo. Per DeepSeek, tuttavia, la partita presenta ostacoli aggiuntivi: i divieti americani precludono l’accesso alle fonderie più avanzate e alle memorie ad alta larghezza di banda, componenti critiche per un chip competitivo. Il modello R1, che a gennaio 2025 provocò un terremoto sui listini tecnologici statunitensi, era stato addestrato su Nvidia H800, un processore concepito per il mercato cinese e poi bandito da Washington. Da allora la società si è appoggiata sempre più ai chip Ascend di Huawei, usati anche per l’addestramento parziale della versione leggera V4-Flash.
Sullo sfondo, la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina si allarga al piano regolatorio. Secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa americana, il Congresso e il Dipartimento di Stato stanno studiando misure per limitare l’uso di modelli IA cinesi da parte delle aziende statunitensi, invocando rischi di cybersicurezza. Alcune agenzie federali hanno già vietato DeepSeek, ma dirigenti di società come Coinbase e la startup Lindy ne promuovono apertamente l’adozione per contenere i costi. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la frammentazione delle catene di fornitura dei chip IA e la possibile estensione delle restrizioni americane potrebbero accelerare il dibattito sulla sovranità tecnologica del continente, già al centro del Chips Act europeo. Il prossimo snodo da osservare sarà l’eventuale formalizzazione di un bando federale negli Stati Uniti, mentre DeepSeek dovrà dimostrare di poter superare gli scogli produttivi per passare dalla fase di progettazione a quella di prototipazione.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.40 | aligned |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa cinese | 0.00 | neutral |
L'Occidente osserva la mossa di DeepSeek come una strategica ricerca di sovranità tecnologica, inquadrandola come una sfida al dominio statunitense.
Enfatizzando l'obiettivo di 'porre fine alla dipendenza dagli Stati Uniti', la narrazione crea una competizione a somma zero tra tecnologia statunitense e cinese, rendendo lo sviluppo del chip di DeepSeek una minaccia diretta alla leadership americana.
Il frame atlantico omette che DeepSeek mira anche a ridurre la dipendenza da Huawei, e che il chip è solo per inferenza, non per addestramento, limitando il suo impatto immediato sul core business di Nvidia.
L'India inquadra il chip di DeepSeek come un colpo diretto a Nvidia, celebrando il potenziale della Cina di bypassare la tecnologia statunitense e segnalando un cambiamento nel panorama globale dei chip.
L'uso di 'cattiva notizia per Nvidia' e 'la Cina potrebbe non aver bisogno dei vostri chip' personifica la rivalità, trasformando uno sviluppo aziendale in uno scontro nazionalistico.
Il frame indiano omette che il chip è solo per inferenza, quindi il mercato dei chip per addestramento di Nvidia rimane in gran parte inalterato, e che DeepSeek cerca anche l'indipendenza da Huawei.
La Russia riproietta la storia come una repressione guidata dagli Stati Uniti contro l'IA cinese, ritraendo Washington come aggressore e DeepSeek come vittima di restrizioni geopolitiche.
Concentrandosi sulle restrizioni statunitensi piuttosto che sull'innovazione di DeepSeek, la narrazione sposta l'attenzione sull'eccesso di potere americano, rendendo lo sviluppo del chip un dettaglio secondario.
Il frame russo omette i dettagli dello sviluppo del chip di DeepSeek, inclusi scopo e tempistiche, e non menziona le dinamiche competitive con Nvidia e Huawei.
La Cina presenta il chip di DeepSeek come una strategia pragmatica e a lungo termine per raggiungere l'autosufficienza, con una valutazione lucida delle sfide dei controlli all'esportazione statunitensi e dell'impatto sul rivale interno Huawei.
La resocontazione tecnica e dettagliata normalizza la mossa come una decisione aziendale razionale, mentre la menzione della potenziale perdita di mercato di Huawei introduce una competizione interna, deviando da una narrazione puramente anti-americana.
Il frame cinese omette qualsiasi critica ai controlli all'esportazione statunitensi come ingiusti, trattandoli invece come una sfida data, e non evidenzia lo stadio iniziale dello sviluppo o il rischio di fallimento.
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