
Dazi USA al 25% sul Brasile: scatta la nuova offensiva commerciale di Trump
La misura colpisce 18% dell’export brasiliano verso gli Stati Uniti; il governo Lula rinuncia a contromisure immediate mentre si profila un’ulteriore tassa del 12,5% sul lavoro forzato.
È entrata in vigore mercoledì 22 luglio la tariffa aggiuntiva del 25% imposta dagli Stati Uniti su circa tremila prodotti brasiliani, dalle macchine agricole all’etanolo, dalla carta ai calzari. L’impatto immediato riguarda tra i 7,2 e gli 11 miliardi di dollari di esportazioni, pari a circa il 18% del valore delle vendite brasiliane verso il mercato americano. Restano esentati beni strategici per l’economia statunitense come caffè, carne bovina, petrolio greggio e componenti aeronautici, a conferma di una scelta mirata a colpire i settori in cui la concorrenza brasiliana è più temuta, senza danneggiare i consumatori interni.
La decisione, maturata al termine di un’indagine durata un anno ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, accusa il Brasile di pratiche commerciali sleali: dal sistema di pagamenti digitali Pix alla regolamentazione delle piattaforme tecnologiche, dalla lotta alla deforestazione alla tutela della proprietà intellettuale. Per Brasilia si tratta di un atto politico, reso più pungente dal fatto che gli Stati Uniti vantano un surplus commerciale strutturale con il gigante sudamericano. Secondo analisti vicini all’amministrazione Lula, la mossa di Trump mira a indebolire il presidente in carica a pochi mesi dalle elezioni di ottobre, in cui il principale avversario è Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente alleato di Washington.
La reazione del governo brasiliano è stata finora improntata alla cautela. Dopo un primo annuncio di ritorsioni immediate attraverso la Legge di Reciprocità, il vicepresidente Geraldo Alckmin ha escluso qualsiasi rappresaglia, paragonando una guerra di dazi a un «occhio per occhio che lascia entrambi ciechi». I settori industriali colpiti, dal calzaturiero al siderurgico, hanno chiesto al governo di non inasprire lo scontro e di puntare piuttosto su linee di credito agevolato e sulla diversificazione dei mercati di sbocco, a partire da Cina e Unione Europea. Il Planalto ha così avviato un programma di sostegno alle imprese e intensificato i contatti diplomatici, pur mantenendo la legge di reciprocità come strumento di pressione negoziale.
La partita è destinata a complicarsi ulteriormente. Venerdì 24 luglio scade infatti il dazio globale temporaneo del 10% imposto da Trump dopo la bocciatura di molte sue tariffe da parte della Corte Suprema. Al suo posto entrerà in vigore una nuova tornata di dazi, tra il 10 e il 12,5%, contro una sessantina di Paesi accusati di non contrastare adeguatamente il lavoro forzato nelle filiere produttive. Il Brasile rischia così una tassa aggiuntiva del 12,5% che, se cumulativa, porterebbe l’aliquota complessiva fino al 37,5%. Anche l’Unione Europea, inclusa l’Italia, figura tra le economie destinatarie del dazio del 10%, giudicato «ingiustificato» da Bruxelles. La scadenza del 24 luglio rappresenta dunque il prossimo banco di prova per le relazioni transatlantiche e per la tenuta del commercio globale.
| Stampa latinoamericana | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa russa e CSI | +0.10 | neutral |
Brazil reacts with caution but does not bow. The 25% tariff is unfair and based on pretexts. The government studies reciprocity but without haste.
The Brazilian press builds a victim narrative by highlighting US accusations as unfounded while emphasizing the government's moderation, creating an image of a responsible country that does not give in to provocation.
Brazilian coverage omits the broader context of Trump's tariffs against other countries, which would reduce the perception that Brazil is a unique and unfair target.
La tariffa USA sul Brasile entra in vigore nell'ambito di una guerra commerciale più ampia. Il vicepresidente brasiliano chiede negoziati ed evita ritorsioni. Le esenzioni per manzo, caffè e parti di aeromobili limitano l'impatto, e circa metà delle esportazioni brasiliane rimangono esenti.
La tariffa USA sul Brasile entra in vigore nell'ambito di una guerra commerciale più ampia. Il vicepresidente brasiliano chiede negoziati ed evita ritorsioni. Le esenzioni per manzo, caffè e parti di aeromobili limitano l'impatto, e circa metà delle esportazioni brasiliane rimangono esenti.
Il Brasile dimostra saggezza rifiutando l'escalation. La diplomazia prevale. Il principio 'occhio per occhio' porta alla cecità.
Saggezza diplomatica: inquadrare la moderazione del Brasile come una scelta morale e strategica, appellandosi al buon senso e all'evitare l'escalation.
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