
Il trono, il pipistrello e l’ultimo urlo: Ozzy Osbourne, un anno dopo
A un anno dalla scomparsa, la vedova Sharon rivela che il cantante ignorò i medici per regalare ai fan un’ultima esibizione a Birmingham, mentre la città lo celebra con l’Ozzy Day e la figlia Kelly affida ai social il proprio lutto.
Seduto su un trono nero sormontato da un pipistrello, le mani aggrappate ai braccioli, Ozzy Osbourne affrontò il palco del Villa Park di Birmingham il 5 luglio 2025 come un sovrano consapevole del proprio crepuscolo. Il concerto “Back to the Beginning” fu l’ultimo atto di una vita spesa a dare forma all’heavy metal, e oggi, a un anno esatto dalla morte, la vedova Sharon Osbourne ne svela i retroscena: due settimane prima i medici gli avevano detto che stava morendo, sconsigliandogli di esibirsi. Lui rispose con un secco «Davvero? Andatevene», e mantenne la promessa fatta a se stesso e ai fan.
In un’intervista alla BBC, Sharon ha raccontato che il marito, affetto da Parkinson e provato da anni di acciacchi, era «abbattuto e depresso perché sapeva che era la fine», ma trovò in quel palco una ragione di gioia. «Nelle ultime due settimane è stato l’uomo più felice che abbia mai visto», ha detto, descrivendo il concerto come un «dono» che gli permise di essere circondato dalla band, dagli amici e dalla famiglia. L’esibizione, con la reunion dei Black Sabbath e la partecipazione di Metallica, Guns N’ Roses e Alice in Chains, fu anche un evento benefico per diverse charity britanniche.
Birmingham, la città operaia che gli diede i natali nel 1948, lo ha celebrato ieri con il primo Ozzy Day: mostre, itinerari nei luoghi dei Sabbath, concerti di ottoni e dell’orchestra sinfonica cittadina, e un libro commemorativo per i messaggi dei fan. La mostra “Ozzy Osbourne: Working Class Hero” espone proprio il trono nero di quell’ultimo concerto, simbolo di un’ascesa partita dai quartieri difficili di Aston. La stampa britannica sottolinea come l’iniziativa abbia attirato appassionati da tutta Europa, confermando la dimensione trasversale di un artista che, come ha ricordato Sharon, «non dimenticò mai le sue radici».
Sul fronte privato, la figlia Kelly ha affidato a Instagram un lungo sfogo sul lutto: «Non piango solo per il padre che ho perso, piango per l’anima che ero prima che la morte insegnasse al mio cuore il suo nome». Parole che hanno fatto il giro del mondo, rimbalzate dai media brasiliani a quelli mediorientali, a testimonianza di un’eredità che supera i confini del metal. In Italia, dove i Black Sabbath hanno influenzato generazioni di musicisti e dove il reality “The Osbournes” portò il personaggio Ozzy nei salotti televisivi, la notizia della sua ultima sfida ai medici ha riacceso il dibattito sul rapporto tra arte e fragilità.
Sharon ha chiesto ai fan di ricordarlo come lui avrebbe voluto: «Alzate la musica al massimo, più forte che potete, e fate headbanging». Un’immagine che restituisce l’essenza di un uomo che fece del volume e della provocazione una poetica, e che scelse di andarsene a modo suo, con un ultimo, fragoroso inchino.
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La vedova rivela la tragica profezia medica e la sfida eroica di Ozzy, che ha scelto di morire sul palco.
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La figlia piange l'anima perduta mentre la vedova celebra l'ultima sfida di Ozzy.
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