
Da San Pietroburgo alla Bassa Sassonia: il filtro delle commissioni elettorali blocca le opposizioni
In Russia, Yabloko escluso dalle elezioni locali per un vizio formale; in Germania, un candidato dell'AfD fermato da un parere ministeriale. Due casi che mettono alla prova il pluralismo politico in Europa.
Il 24 luglio, la commissione elettorale di San Pietroburgo ha negato la registrazione della lista del partito Yabloko per le elezioni del parlamento cittadino, previste per il prossimo 20 settembre. Secondo la commissione, il partito liberale non avrebbe presentato un valido rendiconto finanziario, poiché il documento era stato firmato da un delegato privo dei necessari poteri. Yabloko respinge l'accusa, sostenendo che tutta la documentazione era in regola e che il rilievo formale è stato sollevato all'ultimo momento, fuori dall'ordine del giorno ufficiale. Il leader del partito, Nikolaj Rybakov, ha definito la decisione «politicamente motivata», volta a escludere l'unica forza di opposizione con un seguito significativo nella città.
L'esclusione di Yabloko si inserisce in un contesto più ampio di ostacoli frapposti ai candidati sgraditi al Cremlino in vista delle elezioni amministrative e legislative di settembre. A Kaliningrad, un candidato dello stesso partito è stato arrestato il 23 luglio con l'accusa di aver esibito simboli "estremisti", quale il logo delle piattaforme Meta, un reato che comporta l'impossibilità di candidarsi per un anno. Secondo i vertici di Yabloko, oltre venti politici dell'opposizione sono stati colpiti da simili procedimenti negli ultimi mesi. Nel frattempo, la Commissione elettorale centrale russa ha concesso al partito dei Verdi, considerato da molti osservatori vicino all'establishment, il tempo per correggere irregolarità analoghe nelle proprie liste per la Duma, alimentando, secondo gli esponenti dell'opposizione, il sospetto di un'applicazione selettiva delle norme.
Anche in Germania, le procedure di verifica delle candidature stanno suscitando controversie. In Bassa Sassonia, il ministero dell'Interno regionale, guidato dai socialdemocratici, ha raccomandato ai comitati elettorali di escludere Martin Sichert, candidato dell'AfD alle elezioni per il consiglio provinciale, sostenendo che le sue dichiarazioni pubbliche rivelerebbero una mancanza di lealtà costituzionale. Tuttavia, il costituzionalista Volker Boehme-Neßler ha giudicato infondate tali motivazioni, osservando che la semplice appartenenza a un partito non vietato e l'uso di toni polemici non costituiscono una violazione dell'ordine costituzionale. Il caso tedesco, pur giuridicamente distante da quello russo, mostra come anche nelle democrazie consolidate si possano usare argomenti formali per limitare la competizione elettorale.
Secondo osservatori europei, entrambe le vicende sollevano interrogativi sulla tenuta dei meccanismi di garanzia del pluralismo politico nel continente. Le prossime settimane diranno se i ricorsi presentati da Yabloko e dai candidati esclusi troveranno accoglimento nelle sedi giudiziarie. In Russia, il voto per il parlamento di San Pietroburgo è fissato per il 20 settembre; in Germania, la decisione finale spetta al comitato elettorale della circoscrizione, che potrebbe ribaltare il parere ministeriale.
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