
Bomba pronta all’uso intercettata al confine irlandese: due arresti, si riaccende l’allarme dissidente
La polizia irlandese ferma un’auto con un ordigno sofisticato diretto in Irlanda del Nord; l’operazione conferma la persistente minaccia dei gruppi repubblicani armati.
L’intercettazione di un’autobomba da parte della Garda nei pressi del confine con l’Irlanda del Nord ha portato all’arresto di due persone e al sequestro di un ordigno definito “estremamente significativo” dalle autorità di Dublino. Il veicolo è stato fermato mercoledì pomeriggio sulla strada N2 a sud di Carrickmacross, nella contea di Monaghan, a pochi chilometri dalla frontiera. La guidatrice, una donna tra i venti e i trent’anni, è stata arrestata sul posto; un uomo di circa quarant’anni è stato fermato successivamente nell’area di Dublino. Secondo fonti della polizia irlandese, la bomba conteneva un’unità di alimentazione, un detonatore ed esplosivo di grado militare, era pronta per l’uso e sarebbe stata destinata a un attentato con autobomba in Irlanda del Nord.
Il commissario della Garda Justin Kelly ha parlato di un sequestro “estremamente significativo”, sottolineando che l’ordigno “avrebbe potuto causare danni considerevoli”. Kelly ha ricondotto il ritrovamento all’attività di una “piccola minoranza di repubblicani dissidenti” che rifiutano l’Accordo del Venerdì Santo e non hanno mai completato il disarmo. Il ministro della Giustizia irlandese Jim O’Callaghan ha definito l’accaduto “molto preoccupante”, pur lodando la cooperazione transfrontaliera tra la Garda e il Police Service of Northern Ireland (PSNI). Da parte nordirlandese, l’assistente capo della polizia Davy Beck ha ribadito “l’impegno congiunto” contro la minaccia dei gruppi repubblicani violenti, mentre il Segretario per l’Irlanda del Nord Chris Bryant ha affermato che l’intercettazione ha “senza dubbio salvato vite”.
L’operazione si inserisce in un contesto di persistente, benché circoscritta, attività di cellule dissidenti armate, a quasi trent’anni dalla fine del conflitto nordirlandese. Carrickmacross sorge in un’area che durante i Troubles fu snodo di contrabbando di armi ed esplosivi; nell’aprile scorso un’autobomba era esplosa davanti a una stazione di polizia a Belfast senza provocare vittime. L’intelligence irlandese aveva già segnalato la presenza di gruppi radicalizzati che mirano a colpire in Irlanda del Nord, in contrasto con il consenso politico maggioritario che sostiene il processo di pace.
La vicenda alimenta il dibattito sulla necessità di mantenere alta la vigilanza e sulla solidità della collaborazione tra Dublino e Belfast. La donna è stata formalmente incriminata e comparirà davanti al tribunale distrettuale di Trim; l’uomo resta in custodia. Sul piano politico, il leader unionista Gavin Robinson ha parlato di episodio “agghiacciante”, mentre Sinn Féin ha condannato i responsabili come “irresponsabili” e privi di sostegno popolare. Le indagini proseguono sotto la direzione della Garda con il supporto del PSNI, in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari.
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