
Crimine e giustizia nel mondo: dal perdono iraniano ai furti in farmacia
Un mosaico di episodi recenti, dalla provincia italiana al Bangladesh, rivela modelli diversi di risposta al reato, tra videosorveglianza, riparazione e tensioni sociali.
A Frosinone, due giovani donne hanno infilato creme per il corpo negli slip e sono uscite dalla farmacia del sindaco senza pagare, riprese dalle telecamere. Il video, diffuso sui social, ha fatto il giro d’Italia, ma non è un caso isolato: a San Rafael, in Argentina, un uomo ha simulato di essere un cliente in un negozio di abbigliamento per bambini e ha rubato un cellulare in pochi secondi, immortalato anch’esso da un sistema di sorveglianza. A Patos de Minas, in Brasile, un cinquantanovenne ha denunciato un furto inesistente da parte di due prostitute, salvo poi essere arrestato per falsa comunicazione di reato quando è emerso che aveva ceduto i beni come garanzia di un debito. La videosorveglianza e le contraddizioni nei racconti hanno permesso alle forze dell’ordine di ricostruire la verità, secondo quanto riferito dalla polizia militare locale.
In Argentina, la tensione è più alta. A La Plata, un giovane di 22 anni accusato di omicidio è stato catturato mentre si recava a salutare la madre prima di fuggire dalla regione; era uno degli ultimi due ricercati per un assassinio avvenuto a maggio. Nella stessa città, un vicino del quartiere San Carlos ha sparato in aria per allontanare due ladri che tentavano di entrare in casa sua, e i residenti denunciano l’assenza della polizia, che secondo i loro racconti arriva con mezz’ora di ritardo. Un altro episodio, ancora a La Plata, ha visto un’auto rubata recuperata dopo un inseguimento: il conducente aveva un mandato di cattura per ricettazione e truffa, e la targa era falsa. Le autorità argentine non hanno confermato ufficialmente i colpi d’arma da fuoco, ma le immagini delle telecamere di sicurezza mostrano la fuga dei sospetti.
Lontano dall’America Latina, la giustizia assume forme inattese. In Iran, un uomo condannato a morte per l’omicidio di un collega nel 2019 è stato graziato dalla famiglia della vittima a condizione che fornisse apparecchi acustici a bambini sordi orfani. Dopo aver memorizzato parti del Corano in carcere, ha soddisfatto la richiesta ed è stato liberato, come riportato dalla stampa di Teheran. In Libano, la polizia di Beirut ha risolto in poche ore un omicidio legato a una lite per la raccolta di rottami, arrestando un cittadino siriano che ha confessato di aver colpito la vittima con un coltello durante un’aggressione. In Bangladesh, infine, un cold case del 2021 è stato chiuso dopo due anni di indagini: il corpo in decomposizione di un giovane è stato identificato grazie al Dna, e l’assassino, che si fingeva morto e viveva in una comunità hijra, è stato arrestato nel 2023, secondo gli investigatori del Police Bureau of Investigation.
Resta non verificata la denuncia di un tentato sequestro a Tolosa, sempre a La Plata, dove una giovane ha raccontato a un’assemblea di quartiere di essere stata avvicinata da un uomo su un’auto grigia. Le autorità non hanno ancora diffuso riscontri ufficiali. Il quadro complessivo, pur frammentario, mostra come la risposta al crimine oscilli tra la ricerca di efficienza repressiva, il ricorso alla tecnologia e, in alcuni casi, percorsi di riconciliazione che interrogano anche le società occidentali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Nelle città latinoamericane l'insicurezza è cronaca quotidiana: furti, rapine e tentativi di sequestro si susseguono, mentre i residenti, esasperati, arrivano a sparare per difendere le proprie case. Le forze dell'ordine inseguono i sospetti tra quartieri e telecamere, ma la paura resta alta.
Un caso di omicidio si chiude con il perdono della famiglia della vittima, dopo che il colpevole ha memorizzato il Corano e soddisfatto una condizione particolare: fornire un apparecchio acustico alla madre della vittima. La giustizia riparativa e la fede religiosa prevalgono sulla punizione, mostrando un volto alternativo del sistema giudiziario.
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