
Corsa al vertice ONU: l'Uganda propone Olara Otunnu, settimo candidato per il dopo Guterres
Con l'ingresso dell'ex diplomatico e ministro ugandese, la lista dei pretendenti sale a sette; il Consiglio di sicurezza si appresta al primo voto indicativo il 30 luglio.
La corsa per la successione ad António Guterres, il cui mandato scade il 31 dicembre 2026, registra un nuovo candidato. L'Uganda ha ufficializzato la candidatura di Olara Otunnu, 75 anni, già sottosegretario generale e rappresentante speciale per i bambini nei conflitti armati sotto Kofi Annan. Con Otunnu salgono a sette i nomi in lizza, dopo che sei contendenti — Michelle Bachelet (Cile), María Fernanda Espinosa (Ecuador), Rafael Grossi (Argentina), Rebeca Grynspan (Costa Rica), Carolyn Rodrigues-Birkett (Guyana) e Macky Sall (Senegal) — hanno già partecipato a un dibattito televisivo.
Secondo fonti diplomatiche, il Consiglio di sicurezza terrà il 30 luglio il primo scrutinio segreto non vincolante, detto “straw poll”, per saggiare gli orientamenti dei quindici membri. Per essere raccomandato all'Assemblea generale, un candidato dovrà ottenere almeno nove voti senza il veto di nessuno dei cinque membri permanenti (Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia). La procedura potrà richiedere più turni, come già avvenuto in passato. Sebbene esista una consuetudine di rotazione regionale — e il gruppo latino-americano e caraibico (GRULAC) sia considerato in pole position — non vi sono vincoli formali. Secondo analisti vicini al Cremlino, Mosca auspica una maggiore obiettività del futuro segretario riguardo al conflitto ucraino e sostiene esplicitamente un candidato proveniente dal GRULAC.
Otunnu vanta un curriculum di oltre quarant'anni nella diplomazia multilaterale: oltre agli incarichi onusiani, è stato ambasciatore ugandese all'ONU, ministro degli Esteri e presidente del Consiglio di sicurezza nel 1981, dove introdusse la formula di consultazione informale poi adottata per i “straw poll”. La sua candidatura, avanzata con notevole ritardo, riporta l'attenzione sul ruolo dell'Africa: l'ultimo segretario generale del continente fu Boutros Boutros-Ghali (1992-1996). Kampala sottolinea come l'esperienza di Otunnu sia adatta ad affrontare le attuali tensioni geopolitiche e le crisi umanitarie. Tuttavia, la presenza di Macky Sall rende meno coeso il fronte africano, che potrebbe dividere i voti dei paesi del gruppo.
L'Europa, e in particolare l'Italia, osservano con attenzione un'elezione che definirà la leadership dell'organizzazione in una fase di stallo del multilateralismo e di fratture sulla sicurezza globale. Bruxelles non ha espresso preferenze formali, ma la linea del futuro segretario sull'Ucraina e sul rispetto dello Statuto ONU sarà un banco di prova per le relazioni transatlantiche. Dopo il primo scrutinio di luglio, il processo potrebbe prolungarsi per settimane; il nuovo segretario entrerà in carica il primo gennaio 2027.
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L'ONU accoglie una nuova candidatura senza enfasi.
La semplice enunciazione dei fatti crea l'impressione di completezza e imparzialità.
Non menziona la candidatura presidenziale di Otunnu né la sua sconfitta contro Museveni, che nell'articolo africano viene usata per inquadrare la sua figura politica.
La Russia registra la candidatura di un diplomatico africano.
L'attenzione sulla carriera ufficiale legittima la candidatura senza entrare nel contesto politico.
Tace la tardività della candidatura e il contesto politico interno ugandese, elementi che emergono nella copertura africana.
L'Uganda lancia un'ultima sfida per la guida dell'ONU.
Il contrasto tra l'ingresso tardivo e la sconfitta elettorale costruisce una narrazione da sfavorito.
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