
Confermato in Australia il cratere da impatto più antico: ha 3 miliardi di anni
La datazione del North Pole Dome nel Pilbara riscrive la storia geologica della Terra, mentre le imprevedibili Boötidi di giugno offrono uno spettacolo celeste proprio in questi giorni.
Un cratere da impatto nella regione di Pilbara, in Australia occidentale, è stato datato a 3 miliardi di anni, diventando così il più antico conosciuto sulla Terra e l’unico esempio documentato dell’eone Archeano, quando i primi continenti iniziavano a formarsi. La conferma, pubblicata sulla rivista Geology, sposta indietro di circa 750 milioni di anni il record precedente, anch’esso in Australia, e offre una finestra rara sui processi violenti che hanno modellato il pianeta primordiale.
Il gruppo guidato da Chris Kirkland della Curtin University ha utilizzato due orologi minerali indipendenti. La prova chiave viene dallo zircone, un minerale capace di conservare l’età geologica per miliardi di anni: alcuni cristalli mostrano ramificazioni scheletriche anomale, interpretate come ricristallizzazioni provocate dal calore intenso dell’impatto. La stessa data è stata ottenuta analizzando l’apatite, cresciuta nelle fratture della roccia per effetto dei fluidi caldi post-impatto. La convergenza dei due metodi è considerata dagli scienziati australiani una “pistola fumante”. Resta però una disputa: Alec Brenner, postdoctoral fellow a Harvard, contesta la datazione, sostenendo che le strutture a cono di frattura nelle rocce vicine indicano un evento più recente, e che i minerali datati potrebbero essere il prodotto di un episodio idrotermale non legato a un impatto.
La Terra riceve ogni anno circa 17mila meteoriti, secondo stime dell’Università di Manchester e dell’Imperial College di Londra basate sui ritrovamenti in Antartide. La maggior parte sono frammenti rocciosi tanto piccoli da passare inosservati, disintegrati dall’attrito atmosferico. Impatti catastrofici come quello che 66 milioni di anni fa contribuì all’estinzione dei dinosauri sono estremamente rari. Proprio in questi giorni, tra il 22 giugno e il 2 luglio, è attiva la pioggia di meteoriti delle Boötidi di giugno, originata dai detriti della cometa 7P/Pons-Winnecke. Secondo l’Organizzazione Internazionale dei Meteoriti, si tratta di un fenomeno notoriamente irregolare: in anni ordinari produce uno o due meteore all’ora, ma nel 1998 e nel 2004 regalò esplosioni improvvise fino a 100 meteore all’ora. Il radiante si trova nella costellazione di Boote, ben visibile dall’emisfero settentrionale, e le scie, insolitamente lente, sono ideali per l’osservazione a occhio nudo lontano da fonti di luce artificiale.
All’epoca dell’impatto di Pilbara, la Terra era un mondo in gran parte oceanico, con poche croste continentali emerse, un Sole più debole e la Luna più vicina. Le prime forme di vita, stromatoliti batteriche, già esistevano. L’Australia occidentale è uno dei rari luoghi dove le capsule del tempo geologico si sono conservate, permettendo di leggere eventi antichissimi altrimenti cancellati dalla tettonica e dall’erosione. Il prossimo passo scientifico sarà chiarire la reale età del cratere attraverso un confronto più ampio sulla datazione delle strutture da impatto; per il pubblico, l’appuntamento immediato è con le notti di fine giugno, quando basterà adattare gli occhi al buio per cogliere, forse, una tempesta di stelle cadenti.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Gli scienziati hanno confermato che un cratere nella regione di Pilbara, in Australia occidentale, è il più antico sito di impatto asteroidale conosciuto, risalente a 3 miliardi di anni fa. La scoperta è stata possibile grazie a tecniche avanzate di datazione minerale che hanno rivelato un 'orologio minerale' lasciato dall'impatto. Nonostante la conferma, alcuni ricercatori restano scettici e sono necessari ulteriori studi per risolvere le imprecisioni rimanenti.
Ogni anno migliaia di meteoriti colpiscono la Terra, spesso senza che nessuno se ne accorga. Alcuni sono così piccoli da trasformarsi in polvere, mentre altri sopravvivono al viaggio atmosferico. Nel frattempo, l'imprevedibile pioggia di meteoriti delle Boótidi di giugno potrebbe offrire uno spettacolo celeste sorprendente questa settimana, con scie luminose lente e brillanti, ideali per l'osservazione a occhio nudo.
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