
Berlino, ergastolo al medico seriale; un secondo dottore condannato per la rete di stupri
Due processi nella capitale tedesca rivelano abusi estremi della fiducia sanitaria: un palliativista uccide 15 pazienti, un oncologo cinese aiuta a drogare e violentare donne.
Il tribunale di Berlino ha condannato all'ergastolo il medico palliativista Johannes M., 41 anni, per l'omicidio di 15 pazienti tra il 2021 e il 2024, con l'aggravante della particolare gravità della colpa e la custodia di sicurezza preventiva. Nella stessa giornata, in un procedimento separato, l'oncologo cinese Zhiting S. è stato condannato a cinque anni di reclusione per aver fornito istruzioni su come sedare donne a una rete di stupratori attiva su Telegram. Le due sentenze, pur indipendenti, hanno riacceso il dibattito, secondo osservatori della sanità tedesca, sulle procedure di controllo dell'operato medico in Germania.
Secondo la ricostruzione della procura di Berlino, Johannes M. somministrava durante le visite domiciliari un mix letale di anestetico e miorilassante, paralizzando la respirazione delle vittime – dodici donne e tre uomini tra i 25 e i 94 anni – senza il loro consenso e in assenza di necessità medica. In almeno cinque casi appiccò incendi per cancellare le tracce. Il medico, che per quasi tutto il processo era rimasto in silenzio, ha infine confessato dodici omicidi, sostenendo di aver agito per risparmiare «sofferenza e declino» ai malati gravi. La corte ha tuttavia respinto questa linea, accogliendo la tesi dell'accusa secondo cui il movente era «la pulsione di uccidere», non la compassione. I familiari delle vittime hanno testimoniato che i loro cari avevano progetti e volontà di vivere: la madre di una ragazza di 25 anni ha dichiarato: «Non ha mai detto di non voler più vivere».
In un procedimento distinto, il tribunale di Berlino ha giudicato Zhiting S., 32 anni, oncologo, riconoscendolo colpevole di favoreggiamento alla violenza sessuale per aver consigliato a un membro del gruppo quali sedativi usare, e di abusi sessuali su tre donne, inclusa la sua fidanzata, in Cina. L'inchiesta, condotta dalla procura di Francoforte, ha svelato una rete di chat Telegram in lingua cinese, con decine di migliaia di iscritti, in cui gli aggressori condividevano video di stupri su vittime incoscienti, chiamandole «maiali morti». Secondo gli inquirenti tedeschi, il fenomeno non è isolato: richiama il processo francese per gli stupri di Mazan e si inserisce in una costellazione globale di comunità online misogine che usano droghe per facilitare le aggressioni. La comunità cinese in Germania, soprattutto donne, ha seguito le udienze in segno di solidarietà, mentre in Cina i media statali hanno coperto il caso ma la discussione sui social è stata parzialmente censurata.
Per gli analisti della sicurezza europea, entrambi i casi sollevano interrogativi sulla capacità dei sistemi sanitari di intercettare comportamenti predatori. Nel caso del palliativista, le indagini sono partite da un servizio di assistenza infermieristica che aveva segnalato anomalie, e si sono poi estese a 76 decessi sospetti: se confermati, sarebbe una delle peggiori serie di omicidi seriali nella storia tedesca, superando il caso dell'infermiere Niels Högel (85 vittime). Per la rete cinese, la procura di Francoforte ha già ottenuto tre condanne pesanti e sta esaminando ramificazioni internazionali, con scambi di informazioni tra polizie europee e statunitensi. Il tribunale di Berlino ha disposto per Johannes M. il divieto perpetuo di esercitare la professione medica e la detenzione di sicurezza; per Zhiting S. la difesa ha annunciato ricorso. Le prossime udienze per i casi ancora aperti sono attese nei mesi a venire, mentre il dibattito pubblico in Germania si concentra sulla necessità di rafforzare i meccanismi di vigilanza sulle cure domiciliari e sulle piattaforme digitali.
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.80 | critical |
| Stampa cinese | −0.40 | critical |
Il sistema giudiziario tedesco afferma la propria autorità con una sentenza esemplare, ribadendo che la legge non tollera l'abuso della fiducia medica.
La cornice rende la sentenza l'evento centrale, concentrandosi sulle procedure legali e sul ragionamento del tribunale, legittimando così il processo giudiziario come risposta appropriata.
I dettagli sensazionali presenti in altri blocchi, come la citazione del pubblico ministero sulla 'sete di omicidio' e i tentativi di incendio, vengono omessi per mantenere un tono sobrio e legalistico.
La società civile condanna senza appello il medico assassino, chiedendo che la giustizia sia esemplare e che nessuna pietà sia mostrata.
La cornice riduce il medico a una figura di puro male ('sete di omicidio'), facendo dell'indignazione morale la narrazione trainante e semplificando il caso in una chiara storia di cattivo contro vittima.
Le sfumature legali e la possibilità di riabilitazione (custodia di sicurezza) presenti nella stampa tedesca vengono omesse. La cornice ignora il ragionamento attento del tribunale e presenta un quadro in bianco e nero.
Lo Stato cinese osserva con distacco la giustizia tedesca, confermando che i criminali seriali vengono puniti ovunque.
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I dettagli emotivi delle vittime e la drammatica caratterizzazione del pubblico ministero sulla 'sete di omicidio' vengono omessi. La stampa cinese non include gli incendi o il linguaggio più sensazionale, concentrandosi invece sui numeri e sulla sentenza.
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