
Cocaina nei cieli e nel tonno: maxi-sequestri scuotono il narcotraffico globale
Dall'inseguimento aereo in Brasile al carico di tonno congelato in Russia, le forze dell'ordine di tre continenti hanno intercettato tonnellate di droga in pochi giorni.
Un pilota è stato arrestato in Brasile dopo un rocambolesco inseguimento aereo con 200 chili di cocaina a bordo, mentre nel porto di San Pietroburgo le autorità russe hanno sequestrato mezza tonnellata di cocaina nascosta in container di tonno congelato proveniente dall'Ecuador. I due episodi, avvenuti a poche ore di distanza, delineano la portata transcontinentale delle rotte del narcotraffico che dall'America Latina raggiungono l'Europa e l'Asia.
Secondo la polizia militare brasiliana, l'elicottero Águia ha inseguito per quaranta minuti un velivolo sospetto nella regione di Assis, nello stato di San Paolo, fino a quando il pilota ha tentato la fuga a piedi nella vegetazione. A bordo sono stati rinvenuti oltre 200 chili di sostanza, apparentemente cocaina, e una pistola. In Russia, il Servizio di sicurezza federale (FSB) ha comunicato il ritrovamento di 500 chili di cocaina occultati in un carico legale di tonno congelato nel porto di San Pietroburgo; un cittadino russo è stato arrestato e nella sua abitazione sono stati sequestrati criptovalute per oltre 600mila dollari, orologi di lusso e automobili.
Parallelamente, in Argentina, la magistratura federale indaga sul ruolo di sette poliziotti della provincia di Tucumán sospesi dopo un controverso intervento a El Potrero, nella provincia di Salta, dove due donne trasportavano 66 chili di cocaina in un doppio fondo di un'auto. Gli agenti, entrati senza giurisdizione in territorio salteño, si sono allontanati senza verbalizzare l'accaduto; il sospetto, secondo fonti giudiziarie, è che potessero essere coinvolti nel tentativo di furto del carico o in un accordo con i trafficanti. L'inchiesta è ancora in corso e le perizie su telefoni e armi saranno decisive.
Sul versante messicano, la Marina ha sequestrato circa 1,2 tonnellate di cocaina al largo delle coste del Chiapas, arrestando otto persone in due distinte operazioni. Le autorità messicane stimano che il carico avrebbe potuto immettere sul mercato oltre due milioni di dosi. In Brasile, intanto, si moltiplicano gli arresti: a Governador Valadares due uomini sono stati sorpresi a lanciare sacchi di droga nei cortili dei vicini; a Rosana quattro persone sono state catturate con 76 porzioni di crack; a Itu una donna è stata fermata con hashish, marijuana e cocaina durante un'operazione per omicidio.
Tutti i fermi e i sequestri sono al vaglio delle rispettive procure. Le indagini, coordinate a livello nazionale e in alcuni casi con il supporto di agenzie federali, mirano a ricostruire le reti di approvvigionamento e distribuzione che collegano i Paesi produttori sudamericani ai mercati di consumo europei e asiatici. Al momento non risultano collegamenti diretti tra i diversi episodi, ma la simultaneità degli interventi conferma l'intensificazione della pressione investigativa sulle rotte globali della cocaina.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Le forze di polizia latinoamericane hanno condotto una serie di operazioni locali contro il narcotraffico, sequestrando droga e arrestando sospetti in quartieri e strade. L'attenzione è sulla cronaca quotidiana della lotta al crimine, con un tono descrittivo e senza commenti espliciti.
Un'agenzia di stampa riporta il sequestro di mezza tonnellata di cocaina nel porto di San Pietroburgo, nascosta in un carico di tonno congelato dall'Ecuador. L'evento è presentato come un fatto di cronaca internazionale, con dettagli sull'arresto e sul valore dei beni confiscati.
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