
L’inflazione globale accelera a giugno: trasporti e carburanti i nuovi fronti di pressione
Dall’Indonesia al Ghana i prezzi salgono spinti da energia e tariffe, mentre in Argentina prosegue il raffreddamento e il cibo mostra dinamiche opposte tra i continenti.
Il dato che ridisegna il quadro è la risalita simultanea dell’inflazione in economie distanti, accomunate da un unico propellente: i costi di trasporto ed energia. A giugno 2026 il Ghana registra un’inflazione annua del 5,3%, in forte accelerazione dal 3,7% di maggio, con le tariffe di autobus e trotro a guidare la componente non alimentare (10,5% del paniere). In Indonesia l’indice balza al 3,34% su base annua, quasi al limite superiore del target della banca centrale, sotto la spinta del rincaro della benzina non sovvenzionata e dei biglietti aerei. Persino San Paolo, dove l’IPC-Fipe si ferma a un modesto +0,18% mensile, vede i trasporti invertire la rotta e tornare positivi dopo la deflazione di maggio.
La miccia comune è la fiammata dei carburanti, innescata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz e dal conseguente rialzo del greggio. A Yogyakarta l’aumento del prezzo della Pertamax da 12.300 a 16.250 rupie al litro ha contribuito da solo per lo 0,24% all’inflazione mensile, mentre a Giacarta le tariffe aeree e il cherosene hanno spinto i prezzi amministrati all’1,41% su base mensile. In Ghana l’effetto si propaga indirettamente attraverso i servizi: affitti (+8,4% di contributo) e rette scolastiche (+7,2%) restano i grandi assenti dai sussidi, scaricando sui bilanci familiari il costo di un’economia ancora in via di stabilizzazione. L’Italia e l’Europa osservano con attenzione: un’eventuale trasmissione del caro-energia via gas liquefatto o rotte marittime più lunghe potrebbe riaccendere pressioni sui listini al dettaglio, dopo mesi di tregua.
Sul fronte alimentare il quadro è schizofrenico. In Ghana lo zenzero vola al +102,5% annuo, trainando con sé gamberi e mango, mentre crollano i prezzi di kontomire (-38%), mais e fagioli. In Indonesia le cipolle e l’aglio salgono per la fine del raccolto e i costi di trasporto, ma il pollo e i peperoncini calano, contenendo la volatilità. È il segno di mercati agricoli frammentati, dove la logistica e la stagionalità contano più delle tendenze globali. In Argentina, invece, la stabilizzazione dei prezzi alimentari è il principale motore del rallentamento: le stime private per giugno indicano un IPC intorno all’1,8%, in calo per il terzo mese consecutivo, con i generi alimentari che smettono di tirare la volata.
Le banche centrali restano vigili ma non allarmate. Bank Indonesia assicura che l’inflazione resterà nel corridoio 2,5±1% nel 2026-2027, forte del coordinamento con i governi locali e dei programmi di sicurezza alimentare. In Ghana la risalita è netta ma il livello resta lontano dal 13,7% di un anno fa, e il rallentamento mensile a +0,2% suggerisce che la fiammata potrebbe essere transitoria. La Federal Reserve, intanto, vede complicarsi il sentiero dei tassi: le stime di un’inflazione americana al 6% nel secondo trimestre, alimentate dalla crisi energetica, potrebbero rinviare i tagli attesi. Il prossimo appuntamento è il 14 luglio, quando l’INDEC argentino diffonderà il dato ufficiale di giugno, banco di prova per la tenuta del processo disinflazionistico più avanzato del momento.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'inflazione complessiva del Ghana è salita al 5,3% a giugno, ma la vera storia sta nelle oscillazioni selvagge dei prezzi dei singoli alimenti. Il costo dello zenzero è più che raddoppiato in un anno, mentre beni di base come mais e fagioli sono fortemente diminuiti, rivelando come i costi energetici dei trasporti e gli shock locali dell'offerta stiano tracciando un percorso disomogeneo nell'economia. Questa divergenza rispecchia il divario più ampio che si sta aprendo tra le nazioni emergenti mentre i prezzi dell'energia ridisegnano i panorami inflazionistici.
L'inflazione annua dell'Indonesia è salita al 3,34% a giugno, spinta dagli aumenti del carburante non sovvenzionato e dei biglietti aerei. Bank Indonesia si è affrettata a rassicurare che il tasso rimane all'interno della fascia obiettivo e che le pressioni sui prezzi sono sotto controllo. Il messaggio è di gestione calma, in contrasto con i picchi più drammatici legati all'energia osservati in altre economie emergenti.
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