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Difesa e Sicurezzadomenica 21 giugno 2026

Taiwan lancia cinque giorni di esercitazioni di prontezza al combattimento mentre Pechino intensifica la pressione aerea

Con le manovre Immediate Combat Readiness, Taipei accelera l'addestramento a uno scenario di conflitto, mentre si rafforza la cooperazione con Washington e si allarga il contenzioso marittimo con Tokyo e Manila.

Partiranno lunedì 22 giugno le esercitazioni militari più realistiche mai organizzate da Taiwan, denominate “Immediate Combat Readiness Exercise”, che per cinque giorni impegneranno reparti su terreno reale, con equipaggiamento effettivo e in tempo reale, con l’obiettivo di testare la transizione rapida dalla pace alla guerra. Lo ha annunciato il ministero della Difesa taiwanese nella stessa giornata in cui sono stati rilevati ventuno velivoli cinesi – tra cui caccia J-16, radar volanti KJ-500 e un aereo cisterna Y-20 – nei pressi dello spazio aereo dell’isola: diciannove hanno condotto “addestramento a lunga distanza sopra il mare aperto” a sud-ovest di Taiwan e nel Pacifico occidentale. Taipei ha schierato le proprie forze per una “risposta appropriata”.

Secondo le autorità di Taipei, le manovre non sono più semplici esercitazioni programmate, ma incorporano ormai lo scenario in cui una delle ricorrenti esercitazioni cinesi attorno all’isola si trasformi in un attacco reale. Pechino, che rivendica Taiwan come parte del proprio territorio nonostante l’opposizione del governo locale, considera quelle attività come routine di sorveglianza e addestramento; fonti taiwanesi e statunitensi, invece, descrivono un inasprimento delle tattiche ibride – dai coast guard ai voli di droni – per erodere la sovranità effettiva di Taipei senza superare la soglia del conflitto aperto. L’analisi degli istituti di sicurezza di Taiwan sottolinea come l’arsenale cinese punti a creare incertezza giuridica e diplomatica, sfruttando zone economiche esclusive e acque contese.

Sul piano regionale, la tensione attorno a Taiwan si intreccia con altre iniziative di Pechino. Negli ultimi giorni, navi da ricerca cinesi hanno condotto spedizioni a est dell’isola per “rilievi ambientali”, mentre Giappone e Filippine negoziano la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive proprio in quelle acque. Tokyo e Manila hanno avviato colloqui per definire i confini marittimi, suscitando la reazione di Pechino, che considera l’area come propria e denuncia un tentativo di “creare fatti compiuti in acque cinesi”. Taiwan, esclusa dai negoziati, ha chiesto chiarimenti a entrambi i paesi. In parallelo, l’isola accelera il potenziamento delle propria capacità di sorveglianza: è atterrato il primo lotto di droni MQ-9B SkyGuardian di fabbricazione statunitense, che garantiranno una copertura a lungo raggio e l’interoperabilità con gli alleati.

Per l’Europa e l’Italia la posta in gioco non è secondaria. Lo Stretto di Taiwan è un collo di bottiglia del commercio globale: attraverso quelle acque transitano le componenti elettroniche e i semiconduttori che alimentano l’industria europea. Secondo analisti di Bruxelles, un’interruzione prolungata delle catene di fornitura avrebbe conseguenze dirette sulla produzione manifatturiera del continente. L’Unione Europea, pur mantenendo la politica di una sola Cina, ribadisce la centralità della stabilità nello Stretto e segue con attenzione il coordinamento tra Stati Uniti e alleati asiatici, anche alla luce del dibattito su una maggiore autonomia strategica europea. Le esercitazioni taiwanesi si concluderanno venerdì, mentre per agosto sono attese le più ampie manovre annuali Han Kuang, che metteranno ulteriormente alla prova la deterrenza dell’isola.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

62%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa cineseStampa sud-est asiatica
Stampa cinese/ Statale
TrionfoPaternalismo

I media di stato cinesi mostrano con orgoglio il missile ipersonico DF-17 come simbolo di progresso militare e deterrenza, inquadrandolo come una risposta giustificata alle sfide regionali. Il rapporto enfatizza la potenza tecnologica e l'impegno della nazione a salvaguardare la sovranità, senza menzionare le esercitazioni di Taiwan.

Stampa sud-est asiatica
AllarmePragmatismo

I resoconti del sud-est asiatico evidenziano le esercitazioni di prontezza al combattimento di Taiwan come una precauzione necessaria contro una potenziale aggressione cinese, notando che gli esercizi di routine della Cina potrebbero degenerare in attacchi reali. Il tono è difensivo e allarmato, sottolineando la tensione nella regione.

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domenica 21 giugno 2026

Taiwan lancia cinque giorni di esercitazioni di prontezza al combattimento mentre Pechino intensifica la pressione aerea

Con le manovre Immediate Combat Readiness, Taipei accelera l'addestramento a uno scenario di conflitto, mentre si rafforza la cooperazione con Washington e si allarga il contenzioso marittimo con Tokyo e Manila.

Partiranno lunedì 22 giugno le esercitazioni militari più realistiche mai organizzate da Taiwan, denominate “Immediate Combat Readiness Exercise”, che per cinque giorni impegneranno reparti su terreno reale, con equipaggiamento effettivo e in tempo reale, con l’obiettivo di testare la transizione rapida dalla pace alla guerra. Lo ha annunciato il ministero della Difesa taiwanese nella stessa giornata in cui sono stati rilevati ventuno velivoli cinesi – tra cui caccia J-16, radar volanti KJ-500 e un aereo cisterna Y-20 – nei pressi dello spazio aereo dell’isola: diciannove hanno condotto “addestramento a lunga distanza sopra il mare aperto” a sud-ovest di Taiwan e nel Pacifico occidentale. Taipei ha schierato le proprie forze per una “risposta appropriata”.

Secondo le autorità di Taipei, le manovre non sono più semplici esercitazioni programmate, ma incorporano ormai lo scenario in cui una delle ricorrenti esercitazioni cinesi attorno all’isola si trasformi in un attacco reale. Pechino, che rivendica Taiwan come parte del proprio territorio nonostante l’opposizione del governo locale, considera quelle attività come routine di sorveglianza e addestramento; fonti taiwanesi e statunitensi, invece, descrivono un inasprimento delle tattiche ibride – dai coast guard ai voli di droni – per erodere la sovranità effettiva di Taipei senza superare la soglia del conflitto aperto. L’analisi degli istituti di sicurezza di Taiwan sottolinea come l’arsenale cinese punti a creare incertezza giuridica e diplomatica, sfruttando zone economiche esclusive e acque contese.

Sul piano regionale, la tensione attorno a Taiwan si intreccia con altre iniziative di Pechino. Negli ultimi giorni, navi da ricerca cinesi hanno condotto spedizioni a est dell’isola per “rilievi ambientali”, mentre Giappone e Filippine negoziano la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive proprio in quelle acque. Tokyo e Manila hanno avviato colloqui per definire i confini marittimi, suscitando la reazione di Pechino, che considera l’area come propria e denuncia un tentativo di “creare fatti compiuti in acque cinesi”. Taiwan, esclusa dai negoziati, ha chiesto chiarimenti a entrambi i paesi. In parallelo, l’isola accelera il potenziamento delle propria capacità di sorveglianza: è atterrato il primo lotto di droni MQ-9B SkyGuardian di fabbricazione statunitense, che garantiranno una copertura a lungo raggio e l’interoperabilità con gli alleati.

Per l’Europa e l’Italia la posta in gioco non è secondaria. Lo Stretto di Taiwan è un collo di bottiglia del commercio globale: attraverso quelle acque transitano le componenti elettroniche e i semiconduttori che alimentano l’industria europea. Secondo analisti di Bruxelles, un’interruzione prolungata delle catene di fornitura avrebbe conseguenze dirette sulla produzione manifatturiera del continente. L’Unione Europea, pur mantenendo la politica di una sola Cina, ribadisce la centralità della stabilità nello Stretto e segue con attenzione il coordinamento tra Stati Uniti e alleati asiatici, anche alla luce del dibattito su una maggiore autonomia strategica europea. Le esercitazioni taiwanesi si concluderanno venerdì, mentre per agosto sono attese le più ampie manovre annuali Han Kuang, che metteranno ulteriormente alla prova la deterrenza dell’isola.

Divergenza delle fonti

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62%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa cineseStampa sud-est asiatica
Stampa cinese/ Statale
TrionfoPaternalismo

I media di stato cinesi mostrano con orgoglio il missile ipersonico DF-17 come simbolo di progresso militare e deterrenza, inquadrandolo come una risposta giustificata alle sfide regionali. Il rapporto enfatizza la potenza tecnologica e l'impegno della nazione a salvaguardare la sovranità, senza menzionare le esercitazioni di Taiwan.

Stampa sud-est asiatica
AllarmePragmatismo

I resoconti del sud-est asiatico evidenziano le esercitazioni di prontezza al combattimento di Taiwan come una precauzione necessaria contro una potenziale aggressione cinese, notando che gli esercizi di routine della Cina potrebbero degenerare in attacchi reali. Il tono è difensivo e allarmato, sottolineando la tensione nella regione.

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