
Burnham verso Downing Street: candidato unico, premier il 20 luglio
L'ex sindaco di Manchester ha ottenuto 322 nomine parlamentari e nessun avversario. Politica estera in continuità, ma promette più pressioni su Israele e una devolution economica.
Andy Burnham sarà il prossimo primo ministro del Regno Unito. L’ex sindaco della Greater Manchester, rientrato a Westminster con un’elezione suppletiva a giugno, ha formalizzato la propria autocandidatura alla guida del Partito Laburista e ha già incassato il sostegno di 322 deputati, ben oltre la soglia minima di 81 firme. Con il ritiro dell’ex ministro della Difesa Al Carns e di ogni altro possibile sfidante, le nomine – aperte fino al 16 luglio – si chiuderanno senza competizione. Secondo fonti parlamentari laburiste, Burnham sarà proclamato leader il 17 luglio e, dopo l’udienza con re Carlo III, entrerà a Downing Street il 20 luglio, chiudendo di fatto la breve e travagliata esperienza di Keir Starmer.
Sul piano internazionale, il nuovo corso si annuncia come un misto di continuità e discontinuità. In un’intervista rilasciata prima della candidatura, Burnham ha chiesto scusa per la risposta iniziale del partito al conflitto di Gaza, ammettendo che i laburisti «non hanno fatto la cosa giusta» e che il Regno Unito ha tardato a invocare il cessate il fuoco. Ha promesso di aumentare la pressione sul governo israeliano, valutando ulteriori sanzioni contro i responsabili di violenze e il divieto di commercio con gli insediamenti illegali, pur senza usare il termine genocidio. Al tempo stesso, in una lettera al Times, ha assicurato che l’impegno verso la NATO, il deterrente nucleare e il sostegno all’Ucraina resteranno «assoluti», e che Londra rimarrà un alleato fermo degli Stati Uniti. Per gli osservatori di Bruxelles, questa postura non modifica i capisaldi atlantici, ma introduce una sensibilità più marcata verso le istanze del Sud globale, con possibili riflessi sul posizionamento europeo comune rispetto al Medio Oriente.
Sul fronte interno, Burnham ha delineato un programma incentrato sul «riequilibrio del potere» e su una devolution economica che ha battezzato «Manchesterismo»: mobilitare capitali pubblici e privati per investire in trasporti, case e infrastrutture, con l’obiettivo di risollevare il tenore di vita dopo quasi due decenni di crescita debole. Ha promesso disciplina fiscale e una riduzione della spesa assistenziale, cercando di rassicurare i mercati con il rispetto degli attuali vincoli di bilancio. La sua popolarità, certificata dai sondaggi, è considerata da molti deputati laburisti l’arma migliore per arginare l’avanzata di Reform UK, il partito anti-immigrazione di Nigel Farage che da oltre un anno guida i consensi nazionali, sebbene il distacco si sia ridotto nelle ultime settimane.
La transizione avviene in un clima di resa dei conti interna. L’ex ministra dei Trasporti Louise Haigh, stretta alleata di Burnham, ha rivelato che l’ascesa del nuovo leader era pianificata da almeno dodici mesi e ha denunciato il «sessismo» e la «cricca di uomini» che avrebbero caratterizzato il governo Starmer, con attacchi sistematici a figure come Angela Rayner, Bridget Phillipson e Lisa Nandy. L’ex premier, che non ha più parlato con la Haigh dopo le sue dimissioni, lascia un partito che, secondo l’analisi di Westminster, cerca nel «re del Nord» una figura in grado di ricucire le fratture interne e di restituire credibilità a un’esecutivo logorato da errori e passi falsi. L’investitura formale è attesa per il 17 luglio; il passaggio di consegne a Palazzo avverrà tre giorni dopo, con il primo discorso da primo ministro che fisserà la rotta del nuovo governo. L’Italia e l’Europa guardano con attenzione a un cambio di leadership che, pur nella stabilità dell’alleanza atlantica, potrebbe ricalibrare le priorità diplomatiche e commerciali del Regno Unito.
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Il 'manchesterismo' è presentato come un'innovazione politica che combina decentramento e socialismo pro-business, posizionando Burnham come riformatore.
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Andy Burnham è il chiaro favorito e diventerà probabilmente il prossimo primo ministro, con il sostegno del partito e senza vera opposizione.
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Andy Burnham, il 'Re del Nord', è sull'orlo di diventare primo ministro, con la sua popolarità a Manchester e tre vittorie consecutive alle elezioni del sindaco che assicurano il suo percorso.
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Nel Regno Unito è iniziata una corsa per la carica di primo ministro, e l'ex sindaco di Manchester Andrew Burnham è il candidato più probabile.
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