
Burnham al potere tra riforma delle pensioni, rigore FMI e parità di genere
Il nuovo premier laburista eredita un'agenda densa: innalzamento dell'età pensionabile, moniti del Fondo monetario e la spinta per un esecutivo equilibrato.
Andy Burnham assumerà la guida del Partito Laburista venerdì e diventerà primo ministro lunedì, ereditando un'agenda immediata che intreccia riforma previdenziale, vincoli di bilancio e pressioni interne per la parità di genere. La conferma della leadership, dopo il sostegno di 349 deputati e dei principali sindacati, apre una fase di transizione durante la quale il premier uscente Keir Starmer completerà gli ultimi atti, tra cui la nomina del sindaco di Londra Sadiq Khan a pari del regno.
Sul fronte economico, il Tesoro britannico ha indicato la necessità di anticipare al 2037 l'innalzamento dell'età pensionabile statale da 66 a 68 anni, sette anni prima del calendario previsto. Secondo l'Office for Budget Responsibility, il rinvio al 2044 costerebbe circa 6 miliardi di sterline l'anno, mentre la spesa pensionistica ha già superato i 146 miliardi. L'intervento, che riguarda circa cinque milioni di lavoratori tra i 49 e i 55 anni, dovrà essere tradotto in legge entro il 2027 per garantire il preavviso decennale.
Parallelamente, il Fondo monetario internazionale, nel suo ultimo rapporto sul Regno Unito, esorta il nuovo esecutivo a evitare aumenti della spesa pubblica e a mantenere un approccio selettivo di fronte a nuove pressioni fiscali, come quelle energetiche. L'FMI mette in guardia contro misure generalizzate di sostegno — sussidi, tagli delle accise o tetti ai prezzi — ritenute costose e distorsive, e raccomanda di restare ancorati al piano di riduzione del disavanzo. La posizione del Fondo arriva mentre si delinea la squadra di governo: secondo fonti vicine al processo, Shabana Mahmood, attuale ministra dell'Interno, sarebbe in pole per il Tesoro, dopo che la cancelliera uscente Rachel Reeves ha fatto intendere di non voler restare.
Sul versante interno, il gruppo parlamentare delle donne laburiste ha chiesto a Burnham un equilibrio di genere del 50% nel gabinetto e a Downing Street, denunciando una cultura del 'boys' club' che, a detta di diverse deputate, esclude le donne dal potere reale. L'ex ministra Harriet Harman aveva già sollecitato una vice di fatto per trasformare la cultura politica. La questione si intreccia con le ipotesi di richiamo di figure dell'era Blair, come David Miliband, ex ministro degli Esteri oggi a capo dell'International Rescue Committee, il cui eventuale ritorno come Lord e segretario di Stato rappresenterebbe un innesto di esperienza internazionale ma anche un delicato bilanciamento con il fratello Ed, attuale ministro dell'Energia e possibile candidato agli Esteri.
Burnham non ha ancora commentato né le richieste sulla parità di genere né la composizione del gabinetto. L'incoronazione ufficiale a leader laburista è attesa per venerdì; il passaggio formale dei poteri avverrà lunedì, quando Starmer raccomanderà il successore a re Carlo III. Nei giorni successivi sono attese le nomine chiave, mentre il governo dovrà presentare la riforma delle pensioni entro il 2027 e impostare la prossima legge di bilancio tenendo conto delle indicazioni del FMI.
| Stampa africana subsahariana | −0.70 | critical |
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| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
Le donne laburiste denunciano il 'boys' club' e chiedono la metà dei posti di gabinetto, usando come parametro il record dei Tory con quattro leader donne.
Il blocco contrappone il record dei Tory sulla leadership femminile al fallimento laburista nell'eleggere una sola donna leader, facendo apparire la richiesta di parità di genere come un test minimo di credibilità.
Il blocco omette i vincoli economici e le pressioni sulla riforma delle pensioni che dominano altre coperture, concentrandosi esclusivamente sulla cultura interna del partito.
Il FMI mette in guardia Burnham contro aumenti di spesa, e gli insider di partito notano che deve bilanciare le ambizioni dei fratelli Miliband con lo spazio limitato nel gabinetto.
Il blocco presenta i vincoli fiscali e le rivalità interne al partito come realtà oggettive che ogni nuovo leader deve accettare, inquadrando le scelte di Burnham come necessità pragmatiche piuttosto che battaglie ideologiche.
Il blocco omette le richieste di parità di genere delle donne laburiste e la tempistica a lungo termine della riforma pensionistica, concentrandosi invece sulle pressioni politiche e fiscali immediate.
Il Tesoro e l'Ocse chiedono a Burnham di alzare l'età pensionabile a 68 anni entro il 2037 e abolire il triplo blocco per contenere i costi.
Il blocco inquadra la riforma delle pensioni come una necessità tecnica dettata da dati demografici e fiscali, depoliticizzando la questione e presentando qualsiasi ritardo come irresponsabile.
Il blocco omette la controversia sulla parità di genere all'interno del Labour e l'avvertimento più ampio del FMI sulla spesa pubblica, concentrandosi esclusivamente sulla tempistica pensionistica.
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